CRIMINI AMBIENTALI, IL VENETO E’ AL 14° POSTO IN ITALIA

Gli introiti della Provincia di Venezia da sanzioni amministrative ambientali sono passati 70 mila euro del 1998 ai 565 mila euro del 2009. Un dato significativo che dimostra quanto in questi anni è aumentato il controllo del territorio teso a reprimere i crimini verso l'ambiente, come per esempio il traffico illegale di rifiuti tossici e il commercio illecito di prodotti nocivi. E' inoltre aumentato il coordinamento tra enti pubblici e forze dell'ordine, ma molto resta ancora da fare in special modo sul versante delle leggi e del diritto anche internazionale.
Il dato è stato reso noto nel corso di un seminario studi "I crimini ambientali: analisi del fenomeno e possibilità di prevenzione e contrasto" organizzato dalla Provincia di Venezia al centro servizi di Mestre in collaborazione con l'International Academy of Environmental Sciences (Accademia Internazionale delle Scienze Ambientali) ed il Corso di Laurea in Scienze dell'Investigazione dell'Università dell'Aquila. "Oggi" dice la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto "la crisi economica può tentare le nostre aziende a riciclare in maniera illecita scorie e rifiuti pericolosi, visti gli elevati costi di smaltimento.
La nuova amministrazione della Provincia di Venezia intende concretizzare l'attenzione speciale per l'ambiente, che è un proprio preciso punto programmatico, e conseguente impegno con gli elettori, in una cura particolare del territorio, alla luce della rimodulazione delle politiche ambientali, che ha affidato alle Province il governo complessivo dell'ambiente come insieme di suolo, sottosuolo, acqua ed aria. Pertanto, l'azione di recupero e prevenzione non può prescindere da un'attenta opera di concerto con le associazioni di categoria e dalla promozione di accordi di sistema in grado di contenere, tra l'altro, i costi di smaltimento e di bonifica per le aziende interessate. Per questo, assicuriamo che il nostro impegno non verrà mai meno".
«Abbiamo inteso offrire le basi scientifiche e normative per una migliore comprensione di questo fenomeno criminoso, che in questo settore ha visto un consistente aumento di reati - ha affermato l'assessore all'Ambiente Paolo Dalla Vecchia - e indicare gli strumenti giuridici più efficaci per contrastarlo».
E proprio 3 e 4 febbraio un lavoro di coordinamento tra Provincia, Polizia provinciale e altre forze dell'ordine ha reso possibile una operazione di controllo in prossimità di quattro incroci a Porto Marghera e nel territorio del comune di Portogruaro. Sono stati controllati 24 autocarri con rimorchio con carico di rifiuti che hanno portato a quattro denunce a piede libero per violazioni di autorizzazione al trasporto di rifiuti: gessi, imballaggi misti, terre e rocce, rottami ferrosi.
Impressionanti i numeri e le storie della criminalità ambientale in Veneto presentati da Michele Bertucco di Legambiente. «Il Veneto - ha detto - è al 14° posto nella classifica dell'illegalità ambientale con 660 infrazioni accertate (il 2,6% del totale nazionale), con 765 persone denunciate, 8 arresti e 331 sequestri effettuati».
Un dato positivo: per quanto riguarda le discariche il Veneto grazie ai controlli delle Procure e degli enti è passato dalla seconda all'undicesima posizione, anche se rimane comunque alto l'allarme per le numerose discariche abusive.
Autore: Qui Risparmio