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Piaceri per gli occhi e per il palato

Tour d'autunno tra grandi mostre e la scoperta di piccoli locali caratteristici

Il rientro dalle vacanze è stato duro. Il ritorno al lavoro e alle responsabilità è una fase, a detta degli studiosi del settore, non facile da superare. Riviste e quotidiani in questo periodo dispensano molti consigli per riprendere il ritmo giusto e combattere, come ci ricordava una vecchia pubblicità, "il logorìo della vita moderna". Noi proviamo a dare la nostra ricetta. Arte e buona cucina. A prezzi accessibili. Insomma un modo morbido per ricominciare non privandosi traumaticamente e di colpo delle cose belle e buone della vita.

ANDREA MANTEGNA
Iniziamo con l'appuntamento clou della stagione: all'interno dei Musei Civici degli Eremitani di Padova, è stata inaugurata l'esposizione "Andrea Mantenga e Padova, 1445-1460". La mostra ospita fino al 14 gennaio capolavori assoluti del Rinascimento: opere fondamentali per la storia dell'arte, sia di Mantegna che degli artisti di riferimento, concepite e realizzate a Padova, ma poi andate ad arricchire le raccolte dei più importanti musei del mondo. Oltretutto, sarà possibile ammirare, dopo anni di studi e di indagini, il restauro della Cappella Ovetari - parte integrante del percorso espositivo - con la ricomposizione e la ricollocazione nel luogo d'origine di parte degli affreschi, bombardati e ridotti in frammenti (oltre 70.000) nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nonché una ricostruzione virtuale del ciclo pittorico, che rivestiva completamente l'interno della cappella stessa.
Le scoperte eccezionali per i visitatori della mostra patavina non sono finite.
Fa per la prima volta la sua apparizione al pubblico - proprio a Padova in occasione delle celebrazioni mantegnesche - un inedito, La Madonna della Tenerezza , bellissimo dipinto ed ora attribuito a Mantegna da Lionello Puppi. Si tratta di un'opera straordinaria di collezione privata.

A Tavola
Per completare al meglio il week-end abbiamo selezionato due locali padovani che propongono un'ottima cucina tipica, mantenendo dei prezzi accessibili.
L'Enoteca Angelo Rasi si trova in centro città, in riviera Paleocapa al numero 7. Propone piatti e assaggi dell'antica tradizione veneta e padovana, senza precludersi materie prime "extraregionali" come nel caso della "Scamorzina di Eboli in tazza calda con sapori mediterranei". La prima portata passa dai tradizionali "Bigoli in tocio", alle zuppe d'orzo mantecato al formaggio, agli gnocchi di ricotta e burro, alla zuppa "in un gioco di mare senza spine". Per secondo si predilige il pesce: dalle seppie in nero con polenta, al tonno cotto o proposto come sashimi. Ma non mancano piatti di carne come il carrè di agnello in crosta. Una cura particolare è dedicata all'abbinamento dei vini. Abbinamento che si può gustare con i taglieri di formaggi accompagnati da miele e frutta o con gli affettati. Fra i dolci della casa ricordiamo il tortino di ricotta con le marasche di Torreggia, lo zuccotto e il tortino caldo al cioccolato..Il conto è ovviamente variabile (attenzione ai vini), ma proporzionato. C'è da segnalare varie proposte di menù-degustazione. Si va dai 28 euro per tre piatti tradizionali, ai 55 euro del "cinque e cinque", 5 piatti e 5 vini al calice. L'Enoteca è chiusa il lunedì.

In via ronchi 14 a Borgoricco - Località al confine fra le provincie di Padova, Venezia e Treviso, troviamo la Trattoria Barison, un riferimento per la tradizione culinaria della zona visto che dal 1958 è gestita dalla stessa famiglia. Qui la carne fa da padrona con la sequenza più classica di proposte alla griglia.
Ma non sono da sottovalutare i primi piatti, spesso a base di pasta fatta in casa.E quindi pasticcio, pappardelle al ragù, con l'anatra in rosso e in alternativa, varietà di zuppe di stagione.
Da segnalare la specialità della trattoria: il "poeastro in tecia co poenta brustolà".
Il conto finale varia - per un pasto completo dai 25 ai 35 euro.
Il locale è chiuso il lunedì sera e il martedì.

MICHELANGELO ARCHITETTO
Spostandosi a Vicenza, dal 17 settembre al 10 dicembre un appuntamento impedibile per gli appassionati di architettura: nel Museo Palladio in palazzo Barbaran da Porto una mostra dedicata a quelli che sono forse fra i più bei disegni di architettura di ogni tempo, tracciati da un autore di eccellenza, Michelangelo, che con questa esposizione racconta le proprie strategie di progettazione. Attraverso la rassegna, emerge una nuova dimensione dell'artista fiorentino che, nelle sue architetture, si serve non di figure scolpite, ma di capitelli e basamenti, luce e ombra che evocano i grandi temi poetici della vita e della morte, dell'amore e del tempo. Benche' non fosse la sua professione, come egli stesso ha scritto, Michelangelo e' stato un grande interprete anche in architettura. Da non perdere.

A Tavola
Per un giusto abbinamento fra arte e cibo e concludere al meglio la visita alla bella città berica, al n.56 di corso Palladio troviamo l'enoteca La Malanotte, con una cantina che offre la disponibilità di circa 750 etichette differenti.
La scelta del vino potrà essere accompagnata da taglieri di salumi e formaggi o da cicheti e spuncioti tipici vicentini.
Non manca la presenza di qualche piatto caldo come polenta e soppressa o zuppe, polpette e tortini. Fra gli affettati, oltre ai locali, c'è da segnalare il lardo di Colonnata, la porchetta di Ariccia, il Patanegra e la malenca valtellinese.
Per una cena a base di cicheti e assaggi vari si spendono circa 15 euro. Vini esclusi. Il martedì il locale è chiuso.

Nelle vicinanze del casello di Vicenza est, in via Ca' Impenta in una tipica casa contadina, troviamo il ristorante Da Remo, a conduzione familiare. Non scandalizzatevi se vi diciamo che potrete concludere un pasto con la putana vicentina. E' solo un antico e gustoso dolce della tradizione popolare a base di frutta, pane e polenta.
Anche gli altri piatti proposti ricalcano l'esperienza culinaria veneta a cui Mario Baratto, il titolare, ama aggiungere personalità ed inventiva. Così possiamo trovare la frutta cotta o i bigoi con l'anatra, piatti semplici ma rivisitati con maestria. Altre proposte: le fettuccine di coniglio e radicchio, il filetto marinato agli agrumi e la sella di coniglio al rosmarino. Da non perdere il baccalà alla vicentina, qui proposto come da ricetta originale certificata dall'omonima Confraternita.
Per accompagnare le libagioni si può scegliere fra un ventaglio di 250 etichette di vino. Privilegiati gli importanti rossi locali, anche invecchiati.
Il conto, per le classiche quattro portate, può variare dai 25 ai 35 euro. Vini esclusi.

Un ringraziamento doveroso va a Giovanni Chiades. La sua guida "Nordest a tavola" - edizione Terra Ferma - è risultata una consulenza fondamentale per i consigli sui locali e i ristoranti.
Autore: Qui risparmio