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Pubblicità delle Euro 4 senza FAP

L'antitrust apre un'inchiesta

L’Antitrust ha aperto un’ inchiesta per accertare eventuali violazioni legate alla vicenda del Filtro Antiparticolato (FAP) delle auto EURO 4. Tutto è partito da un esposto presentato nelle scorse settimane dal Codacons all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, nel quale si fa riferimento ad un’ordinanza disposta dal comune di Roma finalizzata alla limitazione della circolazione veicolare, per il contenimento dell’inquinamento atmosferico nel periodo gennaio-marzo 2008. Tale provvedimento, applicato agli autoveicoli a benzina Euro1, Euro2, Euro3 e agli autoveicoli diesel Euro3 e Euro4 sprovvisti di filtro antiparticolato (FAP) montato di serie, ha determinato l’impossibilità - per chi ha acquistato un’automobile Euro4 con emissioni CO2 inferiori a 140 g/Km, spinto dall’allettante proposta degli “ecoincentivi” statali, di circolare liberamente, nonostante sia previsto dalle normative europee in materia. Sotto accusa quindi i messaggi pubblicitari mediante i quali i cittadini sono stati “indotti” all’acquisto di un’auto “ecologica”, indipendentemente dalla presenza di filtro antiparticolato, auto in seguito penalizzate dai blocchi del traffico, provocando un ingiusto profitto alle case automobilistiche e un notevole danno per gli acquirenti. Ora l’Antitrust dovrà valutare se tali pubblicità siano da considerare ingannevoli, e quindi sanzionare le aziende che hanno reclamizzato come ecologiche automobili euro 4 senza Fap. Il Codacons sta valutando inoltre una class action in favore di quanti abbiano subito danni legati ai limiti imposti alle autovetture Euro 4 senza FAP: gli interessati possono contattare l’associazione inviando una mail all’indirizzo classaction@codacons.it o chiamando il call center 892.007

 Benzina: per i gestori la concorrenza c'è:
 si possono risparmiare fino a 150 euro l'anno 

La concorrenza nella distribuzione carburanti è innegabile e sapendo scegliere l’impianto giusto, tra variazioni di prezzi, sconti e “fai da te”, si possono arrivare a risparmiare fino a 150 euro l’anno. Ad affermarlo sono i gestori della Figisc Confcommercio che respingono così le denunce arrivate da consumatori, Antitrust e governo per la presunta assenza di concorrenza nel settore. Secondo le rilevazioni della Confcommercio infatti oltre il 50 per cento dei gestori applica prezzi inferiori ai listini nominali. L’automobilista ha la possibilità concreta di scegliere se vuole il prezzo scontato o se vuole il servizio. “Il nostro lavoro – conclude la federazione - evidenzia che nello stesso bacino d’utenza, chi predilige lo sconto, compreso il self service, può arrivare a risparmiare fino a 150 euro su mille litri l’anno”. “Se vogliono dimostrare l’esistenza della concorrenza - ha replicato il Codacons attraverso il suo presidente - allora i benzinai devono pubblicizzare l’elenco dei distributori più economici suddiviso per Regioni, così da offrire un utile servizio agli automobilisti. Da parte nostra - prosegue Carlo Rienzi - siamo pronti ad istituire il premio “Benzinaio amico del consumatore” in favore di quei distributori che in ogni regione venderanno per 6 mesi carburanti ad un prezzo inferiore di almeno 10 centesimi al litro rispetto ai prezzi consigliati dalle compagnie”. Secondo Federconsumatori, risparmi veri sul prezzo della benzina si possono ottenere solo favorendo l’apertura di distributori di carburante negli ipermercati. Un’operazione che comporterebbe una riduzione dei listini fino a 7 centesimi di euro al litro, tanto che si potrebbero risparmiare 200 euro l’anno. Risparmiare si può anche liberalizzando il sistema della distribuzione, facendo in modo che ogni distributore possa comprare direttamente dal mercato almeno il 50% dei carburanti che eroga e non, come oggi, vincolando completamente l’erogazione alla compagnia di bandiera di appartenenza   


Autore: Qui Risparmio