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Siete pronti per l'HD?

L'alta definizione debutta in Italia con i Mondiali

Il signor Mark Williams afferma che l'avvento dell'alta definizione in Italia susciterà una rivoluzione simile a quella della televisione a colori alla fine degli anni 70. Se la sua può essere una frase condizionata dall'interesse personale, visto che è un top manager di Sky Italia, è indubbio che l'High Definition come standard televisivo è destinato ad imporsi anche da noi. Una svolta decisiva in questo senso l'ha data appunto Sky, che in questi giorni inaugura il pacchetto SkyHD. Il bouquet prevede inizialmente quattro canali. Uno dedicato ai film con la trasmissione di otto pellicole al giorno, due ai documentari (Discovery Channel e National Geographic) e uno allo sport, formula già collaudata con i mondiali di calcio appena terminati. Ma la confusione, come succede in questi casi, regna ancora sovrana. In cosa consiste la tecnologia HD? L'alta definizione permetterà di vedere i programmi, i film, gli avvenimenti sportivi con una qualità di gran lunga migliore, con un'incredibile cura del dettaglio, dei colori, dell'audio. Per un motivo ben preciso: la moltiplicazione dei punti di risoluzione dell'immagine, i famosi pixel. In realtà la tecnologia eseisteva già. Già dagli anni '70 infatti, si sperimentava con successo l'alta definizione. Ma come spesso succede, non c'era "l'affare". Con i normali sistemi analogici, il raddoppio delle linee di risoluzione avrebbe significato il raddoppio della banda necessaria per la trasmissione, quindi il dimezzamento dei canali televisivi. Il gioco non valeva la candela. Con la tecnologia digitale le cose sono finalmente cambiate, grazie alla possibilità di comprimere il segnale e inviarlo senza pregiudicarne (almeno ad occhio nudo) la qualità finale. Ristabilito l'equilibrio economico dell'operazione (cioè la possibilità di guadagnarci), ecco il lancio sul mercato mondiale. E così sono spuntati come funghi i nuovi schermi, plasma o LCD, con il logo "HD ready" in bella evidenza. Ma come spieghiamo nell'altro articolo, non è tutt'oro quel che luccica. Soprattutto, non c'è questa gran fretta di adeguarsi al mercato. Potete lasciare esaurire in pace il compito al vostro vecchio televisore. Nel frattempo i prezzi si saranno abbassati ulteriormente e ci saranno moti programmi in più fra cui scegliere e molte più offerte disponibili. La nuova tecnologia, infatti, non riguarda solo gli apparecchi riceventi (i televisori appunto), ma anche la produzione. Insomma, se un programma non è registrato in HD, avete poco da sfoggiare il superchermo. La qualità visiva sarà la stessa di prima. L'esempio vale ancor di più se si parla dei filmini delle vacanze. Sono già in commercio dei camcorder che registrano in HD nativo che poi viene compresso per la registrazione su nastro magnetico (le normali cassette MiniDV). I sistemi sono quelli elaborati dalla JVC (ProHD 720 progressivo) e dalla Sony (HDV 1080 interlacciato), e sviluppati anche da Canon e Panasonic, ma per i videomaker estivi i costi sono ancora alti e la confusione fra i vari formati è molta.
Oltretutto l'ideale, per una buona produzione casalinga, dovrebbe prevedere anche un software di montaggio che deve supportare l'HD. Anche per i videoregistratori in HD a prezzi abbordabili bisognerà aspettare ancora un po'. Quindi, prepararsi e aggiornarsi è sicuramente un bene, altra cosa è buttarsi a capofitto in un investimento per ora poco proporzionato rispetto ai risultati e all'utilizzo. Se invece volete da subito entrare nella dimensione HD come spettatori, dovrete convertire il vostro abbonamento Sky, o nella maggioranza dei casi, sottoscriverlo per la prima volta. I costi dell'abbonamento SkyHD variano dai pacchetti standard a 22 euro a quelli comprensivi di cinema, calcio ecc. da 57 euro mensili. In più inciderà l'affitto del nuovo decoder HD che è di 7 euro al mese. Con le promozioni in atto, l'installazione della parabola e del decoder sono gratuite. Ovviamente dovete fornirvi di un televisore "HD ready". Ma quello sarà tutto vostro.

OCCHIO ALL'ACQUISTO!
Attenzione! Non tutti gli apparecchi con il logo HD ready sono uguali. Se è vero che possono considerarsi immagini ad alta risoluzione tutte quelle che hanno una risoluzione maggiore rispetto al normale segnale PAL (formato da 576 linee orizzontali ciascuna contenente 720 punti), l'alta definizione piena (full HD) è ben altra faccenda ed è quella composta da 1080 linee formate da 1920 punti ciascuna (1920x1080). Non si scappa. Gli schermi in grado di ricevere il segnale pieno senza doverlo elaborare e ridurre, hanno ancora un costo molto elevato. Dai 3.500 euro in su. Occhio anche al logo HD ready, che contrassegna ormai la maggior parte dei televisori e dei videoproiettori in vendita presso la grande distribuzione. Come detto, nella maggior parte dei casi questi apparecchi hanno risoluzioni minori e applicano un circuito che abbassa la risoluzione HD piena fino ad adattarla alla risoluzione dello schermo. Di conseguenza, più sarà alta la risoluzione del televisore (o del proiettore) che andrete ad acquistare e minore sarà la differenza dalla qualità del pieno segnale HD. Quindi, pur essendo meno pratico, e sicuramente più efficace ragionare in cifre. Si parla comunque di una qualità notevolmente superiore rispetto a quella a cui siamo stati abituati fino ad ora. Un ultimo consiglio, sempre buono quando si parla di nuove tecnologie: se non avete particolari esigenze, non abbiate fretta. Per vedere la fiction preferita in alta definizione, bisognerà aspettare ancora un po'.




Autore: Andrea Checconi Sbaraglini