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Come fare DOWNLOAD SICURO

Tutti lo fanno. Ma a scaricare musica e film senza pagare, non si rischia solo di prendere un brutto virus. E' comunque fuori legge.

Come fare un DOWNLOAD SICURO"La legge sarebbe chiara: scaricare files coperti dai diritti d'autore è reato. Il reato ha un'aggravante se, oltre che per l'uso personale, esiste un guadagno (chi scarica, poi masterizza, poi vende). Questa è la legge. Ma in Italia ci sono giudici che "interpretano" le leggi. Su 100 denunce probabilmente ci saranno 100 giudici che danno 100 sentenze diverse. Quindi il prossimo che beccano deve sperare di trovare un giudice musicofilo che magari scarica anche lui. Ma non avrà mai la certezza. Se becca un giudice preciso viene condannato. Viva l'Italia."

Questo è uno dei commenti estratti dai molteplici forum di discussione sull'argomento.
La sensazione è che la confusione sul tema regni sovrana. A confondere ulteriormente le idee, ci si è messa anche una recente sentenza della Cassazione che ha assolto due studenti torinesi dall'accusa di violazione sul diritto d'autore.
All'indomani della sentenza, molti titoli di giornale sembravano dare nuove speranze al popolo dei downloader e dei fautori del peer-to-peer (lo scambio e la condivisione di files fra gli utenti della rete).
Ma, nonostante interpretazioni differenti e lacune giuridiche, in realtà la situazione non appare affatto cambiata: la legge contro la pirateria informatica prevede sanzioni di 154 euro per chi scarica dal web per uso personale un' «opera dell' ingegno» senza il rispetto del diritto d’autore. In caso di recidiva si arriva a 1.032 euro.
Nel caso dei ragazzi torinesi, infatti, la Cassazione si è basata sulla vecchia normativa (la n.633/41) sul diritto d'autore, essendo l'ipotesi di reato relativa al lontano 1999. E' una normativa superata dal più recente Decreto Urbani, che ha modificato la precedente in senso restrittivo. In particolare il decreto vigente sottolinea l'impossibilità di acquisire files protetti dal diritto d'autore anche qualora vi sia scopo di profitto, oltre che di lucro. Quindi scaricare un file protetto dal diritto d'autore - che sia un brano musicale, un film, un software, una foto ecc. - risulta un reato dal momento che se ne ravvede un vantaggio personale da parte del downloader.  Vantaggio inteso come risparmio sul prezzo di acquisto del prodotto.
PICCOLO VOCABOLARIO PER SCARICARE
» Peer-to-peer
per peer-to-peer (o P2P) si intende una rete di computer o qualsiasi rrete che non possiede client o server fissi. L'esempio classico di P2P è la rete per la condivisione di file (file sharing).

» Download
il download è l'azione di scaricare dalla rete (per esempio da un sito web) un file, trasferendolo sul disco rigido del computer dell'utente.
Rimane la possibilità di creare una copia dell'audiovisivo regolarmente acquistato, per preservarne l'integrità. In realtà il vero problema riguarda la difficoltà di applicare la legge. Davanti ad un evidente diritto delle majors e degli autori di tutelare le proprie opere, si riscontra la difficoltà di un controllo efficace da parte delle istituzioni, come ci conferma il dottor Pietro Rotundo, primo dirigente del Compartimento di Polizia Postale del Veneto (per intenderci la sezione che spesso incastra i pedofili on line): "Da parte nostra è difficile individuare questo tipo di frodi, perché possiamo agire ed intervenire solo nel momento del downoload". In realtà la diffusione di questo fenomeno è molto ampia e la vera soluzione del problema consisterà nel rendere più accessibili i costi del download legale.
"Il consiglio è quello di leggere attentamente le indicazioni dei portali riguardo al download - prosegue Rotundo - il rischio del cosiddetto peer-to-peer, proposto dai portali nati per questo scopo, è quello di scaricare, talvolta involontariamente, qualsiasi robaccia. Ormai sono molti i portali che consentono di scaricare legalmente e a costi molto accessibili, fino a 50 centesimi per un brano musicale. Quindi si può dire che il gioco (rischioso) del download illegale, non vale la candela". La sensazione è che l'unica strada percorribile per il futuro sia quella della mediazione: si sa che il mercato del CD è praticamente morto. La diffusione della musica e dei film ha da tempo preso altre strade tecnologiche, basti pensare alla diffusione degli i-Pod. Tutto sta regolamentarle nel miglior modo possibile, dando a tutti i consumatori i mezzi tecnologici e i prezzi adatti per usufruirne in tranquillità.

Navigazione a VISTA

Vista, il nuovo sistema operativo di Microsoft in uscita in questi giorni, assicura facilitazioni e sicurezza riguardo al download dei brani musicali. L'accordo dell'azienda di Bill Gates con le maggiori multinazionali del settore promette di ovviare al problema del download pirata: con un'iscrizione, una sorta di abbonamento a pagamento, l'utente finale potrà accedere liberamente alle liste dei maggiori siti musicali in linea direttamente dal proprio desktop. Si potranno quindi scaricare e archiviare, a scelta, singoli brani, album completi, oppure una lista musicale che sarà proposta di volta in volta.

Ma se volete consultare tranquillamente l'infinito archivio video di YouTube (www.youtube.com), potrete farlo gratis e senza correre alcun rischio legale. Il sito, recentemente acquistato per 1,65 miliardi di dollari dalla multinazionale Google, si sta accordando con le principali case discografiche, televisive e cinematografiche mondiali per poter diffondere, senza ulteriori rischi legali, ogni sorta di video.
La piattaforma permette a tutti gli utenti iscritti di mettere "in rete" qualsiasi immagine, dal filmino del matrimonio agli spezzoni di film, di trasmissioni televisive, di video musicali. Il portale funziona come un normale motore di ricerca. Basta inserire le parole chiave. Per esempio, digitando "Mina Battisti", YouTube sfornerà in pochi attimi lo storico duetto del 1972 dei due grandi della canzone Italiana. Ogni giorno, quindi, YouTube mette a disposizione migliaia di nuovi filmati inseriti dai suoi frequentatori. La cifra dell'accordo sul copyright dovrebbe avvicinarsi ai 100 milioni di dollari, un bel gruzzolo che si spartiranno le majors interessate. Con buona pace, sembra, degli artisti, che per ora sono tagliati fuori. Ma si sa che i grandi studi legali americani, da quando la mannaia del Web li ha colpiti, non hanno di che annoiarsi…
Autore: Andrea Checconi Sbaraglini