Novembre 2008
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Il tempo delle fragole

La prova costume si avvicina ed è facile, per chi non ha fatto regolare attività fisica e controllato l’alimentazione durante la stagione più fredda, fare i conti con qualche rotolino di troppo. Non è tardi per rimediare o almeno per migliorare sensibilmente la situazione. La Primavera è infatti la stagione ideale per disintossicarsi, introducendo un corretto regime alimentare. Ed è il dottor Alessandro Targhetta, specialista della nutrizione e delle intolleranze alimentari, che abbiamo incontrato al Centro Medico di San Donà di Piave, a darci degli ottimi consigli.
Ma c’è davvero una stagionalità nel regime delle diete?
“Sicuramente. C’è un orologio biologico che regola il ritmo del giorno e della notte, della fame...ma anche quello delle stagioni. C’è quella del riposo e quella del risveglio, come la Primavera, adatta a mettere in atto quello strategie per riequilibrarsi e depurarsi”.
Eppure molte persone si sentono un po’ giù al cambio di stagione.
“E’ vero, c’è chi accusa sonnolenza, svogliatezza e i motivi sono essenzialmente due. Il primo è che c’è un grande aumento di luce e quindi non siamo preparati ad entrare in questa spinta energetica e un aumento della temperatura che porta spesso ad un abbassamento della pressione e dunque ci si sente un po’ più “sgonfi”. La seconda ragione è che spesso ci portiamo appresso dall’Inverno molte tossine delle quali il nostro organismo ha bisogno in fretta di liberarsi”.  
Quali sono le regole alle quali attenersi in questo periodo di depurazione?
“Innanzitutto dedicare un po’ di tempo ai pasti. A partire dalla colazione, un momento della giornata molto importante e a torto sottovalutato nel nostro Paese, dove spesso  ci si limita alla tazzina di caffè consumata di fretta al bar. La colazione dovrebbe prevedere l’assunzione di zuccheri, di qualche proteina e anche di una piccola quantità di grassi. Non è un caso il tradizionale ‘pane, burro e marmellata’, perchè un velo di burro, (anche di soia) o in alternativa una fettina di prosciutto crudo con il suo bel filetto di grasso, serve a rallentare l’assorbimento degli zuccheri e questo porta a non avere il classico buco nello stomaco alle 11, perchè mangiare solo zuccheri ci porta ad avere un’ipogliemia reattiva e ad aver bisogno di mangiare qualcos’altro”.
Ma se, nonostante tutto, sentissimo il bisogno di mangiare qualcosa, solo per il fatto di avere abituato il nostro stomaco?
“La frutta è la soluzione ideale, a portata di mano. E in questa stagione la scelta non manca. Ci sono ad esempio le fragole, che non necessitano neppure di essere sbucciate. In genere piacciono a tutti, hanno un ottimo potere  depurativo perchè agiscono sui reni, sul fegato, sulla pelle. Andando avanti ci sono le ciliege che hanno anche un potere lassativo e dunque sono consigliare a chi soffre di stipsi. E dovrebbe consumarne in quantità anche chi, durante l’inverno, ha sofferto di dolori reumatici o articolari.
Se uno ha più tempo può fare un centrifugato di frutta e verdura, come mele e carote o un frullato, utilizzando del succo all’arancia o del latte, preferibilmente non vaccino. In commercio ci sono tante tipologie di ‘latte’: di riso, soia, kamut, miglio, quest’ultimo ideale per chi ha problemi di capelli e unghie fragili.  
E per non appesantirsi a pranzo?
“E’ importantissimo aprire il pasto con la verdura. Un bel piatto di insalata mista composta sempre da foglie (come la lattuga, per chi non è intollerante), frutti come il pomodoro e radici, come le carote o il finocchio; e possibilmente anche con un certo gusto pittorico nei colori. Ci sono due motivi fondamentali per scegliere sempre di aprire il pranzo con la verdura cruda. Da un lato crea volume, ma è una massa che alla fine è poco calorica e dà comunque un senso di sazietà; dall’altro prapara lo stomaco a ricevere quello che verrà dopo, che è tipicamente un piatto di pasta o la carne. In questa maniera, facendo da barriera protettiva allo stomcaco, si ridurrà anche l’apporto calorico di questi alimenti”.
Vale sempre la regola del primo piatto a pranzo e delle proteine alla sera?
“Certamente è sempre valida, per via delle corrette combinazioni alimentari, ma io consiglio anche di pensare ad un primo piatto completo con proteine vegetali come pasta e ceci, pasta e fagioli, riso e lenticchie. Anche dal punto di vista della scelta della pasta bisognerebbe variare. Assumiamo frumento in grande quantità sottoforma di fette biscottate, creckers, eccetera e dimentichiamo che ci sono altri ottimi cereali come il kamut, il farro, il mais. Anche alla sera le verdure non devono mai mancare, ma possiamo evitare di mangiarle come primo piatto, accompagnandole invece alla carne o al pesce. Per chi è vegetariano ci sono i formaggi, preferibilmente magri, ma anche le proteine offerte dalla soia e dal frumento sotto forma di bistecche di seitan, ‘wurstel’, crocchette e quant’altro di appetibile l’industria sta proponendo. Ci sono anche le uova che forniscono un ottimo apporto nutrizionale purchè si cuociano ‘in camicia’ per poco tempo: il tuorlo deve essere crudo, l’albume, invece, ben cotto. Non dimentichiamoci di bere molto durante la giornata, magari diluendo nell’acqua qualche preparato depurativo e di bandire le salsine e tutti i dolci a portata di mano...”

Autore: Alessia Da Canal