Ore 17, è l’ora della merenda. Giornata calda, porto mio figlio a prendere un gelato artigianale. L’attesa non è lunga, il tempo di scorgere un gruppetto di ragazzini di 11-12 anni che han fatto della gelateria, con le relative panchine, il loro piccolo ritrovo.
Uno, jeans e felpa e un’aria da capetto, all’improvviso mi lascia di sasso, anche se la domanda non è rivolta a me, ma agli amici: “Chi ha una cicca?“. So bene che la cicca non è più l’altro modo di chiamare la gomma americana della mia generazione, quando avevamo la loro età.
La cicca è proprio quella cosa cattiva che ti renderà schiavo per la vita.
“Ma come - protesto tra me e me - hanno solo tre, quattro anni in più del mio bambino e già fumano?”. Il tempo di pensarlo e almeno in tre hanno già in bocca, dopo un goffo tentativo di accenderla, la sigaretta fumante”. Si vede che sono le prime, quelle tirate con l’aria di chi vuole sentirsi grande anzitempo. Mi fanno rabbia e pena, allo stesso modo e avrei una voglia matta di dirglielo in faccia. Ma cosa posso dire per essere convincente e non rischiare di essere presa in giro dal piccolo branco in veste di mamma bacchettona?
Quello che mi viene spontaneo, in pochi secondi, è di rivolgermi a mio figlio che già si gusta pacificamente il gelato (e il tono è quello da sentenze per le grandi occasioni): “Tu non fare mai qualcosa solo perchè lo fanno gli altri. Cerca sempre di ragonare con la tua testa. Non si diventa grandi solo perchè si ha una sigaretta in bocca”. Alito e vestiti che puzzano, rischi per la salute e quant’altro, sono le carte che mi giocherò più avanti, poco a poco. Forse non servirà a nulla, ma a me, quella radiografia mostrata in quarta ginnasio (i polmoni di una persona sana a confronto con quelli neri come il carbone di un fumatore) è servita davvero. Ho provato ad aspirare il fumo di una sigaretta un paio di volte, assieme al resto della mia classe, rimanendone schifata e comunque consapevole del fatto che non avrei mai preso quel il vizio. Oggi credo che quelle radiografie o qualcosa del genere dovrebbero essere portate nelle scuole fin dalla prima media, vista l’incredibile statistica emersa nel 12° rapporto presentato pochi mesi fa dalla Società italiana di pediatria: fumare sigarette è diventata prassi per il 30% dei ragazzi (rispetto al 23% del 2007). L’indagine deve far riflettere proprio perchè è stata condotta nei ragazzi delle scuole medie, quindi tra i 12 e i 14 anni. Adolescenti che allo stesso modo ritengono normalissimo bere alcolici: circa il 10% di loro si è ubriacato almeno una volta. E sena distinzione tra maschi e femmine. Gli aumenti si registrano anche nell’assunzione di superalcolici, dal 15% del 2007 al 21% del 2008. Un altro aspetto che emerge dallo studio è che i minori che guardano troppa televisione (più di tre ore al giorno) hanno una propensione significativamente maggiore alla media ad assumere fumo, alcol e droghe, confermando che l’eccessivo utilizzo della TV incide negativamente sulle abitudini di bambini ed adolescenti. In pratica la società nell’età evolutiva ha pian piano assorbito comportamenti non adeguati dalla società degli adulti, famiglie spesso sconquassate o semplicemente stressate che molto spesso non riescono a seguire bene i figli e delegano alla TV il compito di intrattenerli. Dobbiamo riflettere su tutto questo perchè quello di cui abbiamo parlato finora è solo l’antipasto di ciò che succede poco più in là nel tempo: nove ragazzi su dieci bevono (alcol) in discoteca o nei pub durante il week end e molti, troppi, alla ricerca di uno sballo a basso costo. Un’esperienza che coinvolge il 64,8 % dei ragazzi e il 34% delle ragazze con un allarmante picco per i minorenni: il 42% dei ragazzi e il 21% delle ragazze che bevono sino ad ubriacarsi ha meno di 18 anni. I ragazzi bevono in media 4 bicchieri di alcol, 3 le ragazze. Gli under 18 fanno registrare addirittura un record in questa cattiva abitudine: 4 bicchieri e mezzo i maschi, sddirittura 6 le femmine. In una serata possono bere birra, whisky, gin e tequila e altri alcolici potenti. Senza disdegnare il vino, cheaquanto pare sembra essere tornato di moda nello sballo del sabato sera, preferito soprattutto dalle giovanissime. Sembra che i valori diminuiscano significativamente con il procedere dell’età per le ragazze, ma è una piccola consolazione.
Questa, realistica, è la fotografia scattata per il terzo anno consecutivo dall’Osservatorio Nazionale Alcol del CNESPS dell’ISS nel decennale delle attività istituzionali e presentata in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2009.
Ci si chiede perchè accade tutto questo, visto che i nostri figli dopo aver bevuto magari si mettono alla guida e le nostre figlie, inebriate e senza freni, potrebbero essere fraintese da ragazzi con gli ormoni in subbuglio... Si dice sia colpa dell’accresciuta disponibilità e accessibilità delle bevande alcoliche da parte dei giovani, complici l’abbassamento dei prezzi nelle occasioni di happy hours, la pubblicità e le strategie di marketing. Entro i prossimi anni - afferma Jurgen Rehm del Centre for Addiction and Mental Health della Toronto University - l’alcol alla guida rappresenterà dopo il cancro la principale causa evitabile di disabilità, morbilità e mortalità prematura in Italia. Se è risultato causa nel 2004 del 5,3% e del 2,3% della mortalità, rispettivamente per maschi e femmine, va anche detto che l’alcol è responsabile di un carico di malattia nella popolazione italiana pari al 7,1% e al 3,2% del totale degli anni di vita persi a causa di disabilità, morte prematura e malattia cronica (nell’ordine: cancro, incidenti e cirrosi epatica)”. Pensiamoci adesso, prima che sia troppo tardi. Quanto al fumo, mi affido a Giulia che su www.smettere-di-fumare.it racconta: “Ho 22 anni, come tutti ho iniziato a fumare quando ne avevo circa 15. Una settimana fo ho smesso di fumare, e la vita è una meraviglia! Non capisco come io non sia mai riuscita a farlo prima. Fumare è l’azione più stupida e inutile che la mente umana possa concepire, e se ci pensate bene non esiste una sola ragione al mondo per farlo!”.