FARMACI CON RICETTA ANCHE NEI SUPERMERCATI?
A distanza di un anno il Governo propone una nuova liberalizzazione
I farmacisti lo definiscono un regalo alla Grande Distribuzione Organizzata. Si tratta di un emendamento apporvato dalla Camera che, se confermato dal Senato,
consentirebbe la vendita dei medicinali di fascia C (con ricetta medica, a carico del cittadino), negli esercizi commerciali. Un blitz attuato mentre al Ministero della Salute è in corso un tavolo di confronto con gli operatori del settoere per rendere il servizio farmaceutico sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini. Il nuovo intervento segue quello promosso un anno fa, grazie alquale supermercati e nascenti catene di parafarmacie possono vendere i medicinali da banco, senza obbligo di ricetta medica. “Altro che
liberalizzazione - ha dichiarato il presidente di Federfarma Veneto Franco Gariboldi Muschietti -Stiamo assistendo alla distruzione di un servizio che funziona ed è apprezzato dai cittadini per far aumentare i profitti di pochi grandi gruppi, con il risultato che domani i cittadini potrebbero non trovare più la loro farmacia di fiducia sotto casa”.
La domanda alla quale le farmacie chiedono una risposta è: a chi giova consentire la vendita di farmaci antitumorali, antipsicotici, stupefacenti, antidepressivi, antiepilettici, estrogeni, pillola del giorno dopo sugli scaffali dei supermercati?
Veramente si pensa in questo modo di fare gli interessi dei cittadini?
Siamo sicuri che essere l’unico Paese europeo che si orienta su questa strada e consente la vendita di farmaci con ricetta medica e di particolare rilevanza nei normali esercizi commerciali sia una segno di civiltà e di progresso? Di parere opposto le associazioni dei consumatori.
Secondo il Codacons “la salute dei cittadini non è in discussione, in quanto le necessarie garanzie nella vendita di tale tipologia di farmaci sono assicurate dalla presenza dei farmacisti nei corner della grande distribuzione. Ciò che cambia è solo il luogo dove avviene l’acquisto dei medicinali, il che significa una maggiore scelta per i cittadini e un aumento della concorrenza in favore dell’utenza”.
Autore: Qui risparmio