Copertina Luglio- Agosto 2010
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DEPRESSIONE

La patologia è in forte aumento: in pochi anni la prescrizione di antidepressivi è aumentata del 380%. Nel 40% dei casi questi farmaci si dimostrano, però, inefficaci

..."La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa".

E per quale motivo allora?
"Come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura".

È proprio quella pura che genera i mostri.
"Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?".

No, ma adesso non credo che tu sia fatto di crack.
"Invece sì, completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare"...

Ecco uno stralcio dell'intervista rilasciata a MAX da Morgan, musicista ed eclettico protagonista di XFactor, capace di sollevare un polverone a livello politico e mediatico.

Poi sono arrivate le precisazioni.

"A suo tempo - ha spiegato in un'intervista rilasciata a Giorgia Meloni e Pierluigi Diaco per Radio Gioventù - ho toccato il fondo cercando di risolvere i problemi con sostanze tossiche e farmaci altrettanto dannosi. In quel periodo ho incontrato uno psichiatra che aveva detto che mi avrebbe prescritto della cocaina in quanto faceva meno male di farmaci legalmente prescrivibili. È perciò assolutamente falso che io possa fare apologia della droga: mi riferivo alla mia esperienza utilizzando il presente letterario: evidentemente il giornalista non ha una tale cultura letteraria da coglierlo"...

Vorresti lanciare un messaggio ai giovani?
Ho avuto un momento di debolezza e sono forte nel riconoscerlo. È sicuro che la droga fa male e che senza la vita è più bella. Bisogna focalizzare che fare tutto senza droga è meglio, che senza droga si può viaggiare, amare, lavorare, divertirsi con più gioia e più gusto".

L'intervista ha il merito di aver posto l'attenzione sul consumo della droga, ma soprattutto sul male oscuro, la depressione (che, per la cronaca, è costata la vita al padre di Morgan) patologia in continuo aumento. Ne abbiamo parlato con il dottor Franco Garonna, psichiatra, direttore al Dipartimento di Salute Mentale dell'ULSS 12 veneziana, per quanto riguarda il territorio di Mestre Centro e Nord, Favaro, Marcon, e Quarto d'Altino.

"Si è vero, la depressione è una malattia molto diffusa e comune. Nel corso della vita di una persona è molto facile che un soggetto possa soffrirne. E' un problema in crescita. I motivi possono essere dovuti ad una sanità migliore che riconosce questa malattia, oltre ad altri fattori di implicazione sociale. Basti pensare che negli ultimi 10 anni la prescrizione di antidepressivi è aumentata del 380%! Ma a fronte di quest'aumento di prescrizione dai costi sociali enormi, esiste un 40% di pazienti che non rispondono agli antidepressivi, anzi, ci sono dei lavori che dimostrano come questi possano addirittura aggravare la situazione.

Ma i farmaci antidepressivi sono comunque utili?
Se consideriamo questa malattia comune e diffusa, dobbiamo dire che rappresentano uno degli interventi per trattarla , non il solo. Non sappiamo perché una persona cada in depressione, ma sappiamo che il cervello subisce delle modificazioni. I farmaci hanno un'azione chimica sul cervello e servono a ricondurre a quell'equilibrio perduto. E' questo l'effetto che in alcuni soggetti è risolutivo, in altri parziale, se non addirittura inefficace. Noi sappiamo che tanto più le situazioni sono complesse, tanto è più difficile agire in senso preventivo.

A volte non si parla espressamente di depressione, ma molte persone vivono uno stato di tristezza e magari chiedono una pillola che possa ridare loro una determinata serenità. E' giusto pretendere questo o la tristezza è una parte di accrescimento nella vita?
La risposta del medico dice di sì. Quando abbiamo situazioni di questo tipo non sappiamo come possano evolvere. Utilizzo spesso l'esempio della macchia d'olio sulla strada. E' una sciocchezza in sé, ma da quella può nascere una catastrofe. Parliamo di piccole depressioni, anche reattive. Quanto siano riferite a fattori indipendenti dal contesto, dagli eventi, non lo sappiamo.

Abbiamo un soggetto che ha caratteristiche cliniche "sottosoglia", dobbiamo trattarlo.

Il medico di base è sufficiente o ci vuole l'intervento dello specialista?
Oggi il medico di medicina generale può essere sufficiente, se è ben formato e informato. Deve comunque sapere che ci sono degli specialisti a cui si può rivolgere per avere una consulenza.

C'è il timore diffuso che si possa diventare dipendenti dai farmaci antidepressivi.
Assolutamente no. I farmaci antidepressivi non creano dipendenza.

Sempre più spesso si sente parlare di depressione anche nei bambini e negli adolescenti...
Sulla depressione nei bambini c'è stato un silenzio che è venuto fuori in maniera molto evidente quando si è ammesso che soffrono e di fronte alla catena difatti drammatici di bambini e ragazzi che si sono suicidati. E' un fatto irrinunciabile: i farmaci vanno usati con molta cautela; ci sono delle avvertenze e delle controindicazioni che vanno osservate; però sotto un attento controllo medico anche i bambini e i ragazzi possono assumerli.

Che caratteristiche ha il bambino o il ragazzo depresso?
Il bambino può presentare fenomeni di fobia scolare, dei difetti di attenzione e concentrazione; può agire con irascibilità e rabbia a situazioni di sconfitta nei risultati scolastici, ma può esprimere anche un concetto come il" voglio morire" a soli 6-7- anni. Se c'è un contesto famigliare difficile, la situazione diventa ancora più rischiosa e grave, con condotte di tipo psicopatico. La famiglia è una grossa risorsa e un grosso supporto, ma può non essere sufficiente. E' necessario l' intervento di esperti professionisti ,psichiatri, psicologi, psicopatologi.


Autore: Qui Risparmio