
“Cara signora, ogni mattina è come se lei prendesse il suo bel sacco da 40 chili e se lo portasse sulle spalle per tutta la giornata. Un peso che si distribuisce lungo la colonna vertebrale e poi si divide: 20 chili per gamba”. E’ questa l’immagine che forse rende maggiormente l’idea della fatica di portarsi addosso dei chili di troppo. Quaranta sono davvero tanti, ma anche pensare ad un sacco pieno di...(grasso!) per 10, 15 chilogrammi, è poco edificante.
Ama servirsi anche di schemi e disegni il dottor Roberto Ruggero, medico chirurgo che ha dichiarato guerra all’obesità.
“Perchè - sostiene- sono stanco di vedere persone giovani che si ammalano e muoiono a causa delle loro abitudini sbagliate”.
Va detto subito che il dottor Ruggero non ha sempre il bisturi a portata di mano, anche se è un chirurgo. Il primo approccio con i pazienti che da lui arrivano dopo averne provate di tutti i colori, è il dialogo, per capire l’origine psicologica del problema e le abitudini alimentari. Il passo successivo è la prescrizione di una serie di esami: azotemia, glicemia, creatininemia...una lunga serie di valori che culmina con il dosaggio per il corretto funzionamento della tiroide. Quello è l’ABC da cui partire. Per ogni problema di obesità c’è sempre una spiegazione nel mancato funzionamento del metabolismo, per via della carenza o, al contrario, dell’abbondanza di qualche valore.
Studiato il paziente, si elabora la dieta. E qui sta il bello. La domanda che il dottor Ruggero rivolge ai suoi pazienti è: “Che cosa le piace mangiare?” Nella dieta ci saranno anche le cose che si amano di più, come la pizza; fatta eccezione, naturalmente, per la Nutella ed altre golosità ipercaloriche, che per un mese, anzi, esattamente 28 giorni, dovranno essere messe al bando. Durante il periodo della dieta il paziente o la paziente dovrà pesarsi solo ad inizio settimana. Nei primi giorni potrà avere anche qualche disturbo, perchè il fisico reagirà all’introduzione di sostanze di cui paradossalmente aveva bisogno. I benefici possono arrivare anche in terza settimana. Alla quarta, in genere, la bilancia segna -4-5 chili.
Il bisturi in genere viene richiesto successivamente dai pazienti che perdono decine di chili. E’ ovvio: la pelle svuotata del grasso diventa flaccida, i seni cadenti, ed un intervento è in grado togliere quella in eccesso e di ridisegnare le curve.
Capitolo a parte è la cellulite, autentica bestia nera per la maggior parte delle donne (il 95% ne soffre). Malattia che insorge per la vita sedentaria, il sovrappeso, lo stress, le posture scorrette, come stare troppo tempo in piedi o a gambe accavallate, o abitudini sbagliate, tipo usare scarpe dal tacco troppo alto ed abiti troppo stretti.
“La dieta per chi ha solo questo problema non serve - dichiara il dottor Ruggero - il viso si scava, il seno si svuota, ma la cellulite resta al suo posto. Ed è inutile ricorrere ai centri estetici che propongono costosissimi cicli con attrezzature tecnologicamente avanzate. Il pannicolo adiposo si riduce al momento perchè perde acqua, ma poi, immancabilmente, si riforma. Invece due o tre sedute linfodrenanti all’anno sono consigliate a quel 5% di donne che la cellulite ancora non ce l’ha, come sistema di prevenzione”. E allora, chiediamo noi, qual è il mezzo per togliere di mezzo la cellulite, definitivamente?
“La liposuzione, senza dubbio”. Ovvero l’aspirazione del grasso attraverso delle minuscole cannule. Un esempio lampante è quello proposto nella foto e trattato dal dottor Ruggero: una giovane paziente, in seguito ad una gravidanza gemellare, aveva acquistato 56 chili. Quattro interventi di liposuzione (gambe, stomaco, addome e fondo schiena e braccia) sono serviti a ridarle il sorriso. L’addomino plastica a ridarle anche la linea perduta; che dovrà conservare con una semplice dieta di mantenimento.
Miss Venezuela (che la scorsa estate sfilò a Jesolo per diventare Miss Italia nel Mondo), ha una storia simile. Niente gravidanza - ha solo 21 anni - ma dall’alto del suo metro e 82 centimetri era arrivata a pesare 106 chili. Grazie alla dieta e con un’attività fisica costante, Andrea Musella è riuscita a perdere ben 50 chili in meno di tre anni.
Un problema che non risparmia, dunque, neanche i ragazzini, tant’è che negli Stati Uniti sta partendo una campagna contro l’obesità infantile nella quale diventano protagonisti i più amati supereroi in versione extra large, Barbie compresa.
Accumulare peso è purtroppo facile, con i ritmi stressanti di vita che fanno spesso trovare nel cibo un’altrettanto frenetica consolazione. Ad uno stile di vita sbagliato spesso si sommano l’aumento dell’età e la diminuzione dell’attività fisica (e dire che basterebbe mezz’ora di camminata a passo svelto al giorno...) In questo modo l’esercito dei sovrappeso e degli obesi si allarga sempre più. Ma qual è la differenza rispetto alle due definizioni? Nessuna, sono le due misure dello stesso fenomeno: l’accumulo di energia inutilizzata sotto forma di cuscinetti di grasso. Chi supera il limite del proprio peso ideale del 10% viene definito in sovrappeso; obeso, se la percentuale è più elevata.
Non si tratta di un problema puramente estetico. Lo ricordiamo al termine di questo articolo, perchè “l’effetto paura” possa risvegliare in molti lettori la voglia di ritrovare una buona forma fisica che preservi da malattie anche molto gravi.
L’obesità potrebbe diventare la prima causa di morte negli Stati Uniti, superando il fumo, se le tendenze attuali fossero confermate. Chili di troppo significano malattie cardiovascolari, ipertensione, infarto, ictus, patologie respiratorie, diabete, probabilità più elevate di essere colpiti dal cancro... Male che vada ci si rimettono le ginocchia, la prima articolazione a “partire” per effetto del peso. Che sia sufficiente per darci una regolata?
Autore: Alessia Da Canal