Copertina Luglio- Agosto 2010
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20 ANNI DI BOTULINO

Può uccidere ma anche far ringiovanire e curare importanti patologie. Viaggio tra i superpoteri della tossina botulinica

La tentazione sarebbe forte: una piccola iniezione e quel piccolo solco tra gli occhi, frutto di 42 anni di concentrazione, arrabbiature, di una vista non proprio da aquila e di tutte le volte che ho scordato di mettere gli occhiali da sole, potrebbe sparire. Almeno per qualche mesetto, grazie al potere che ha il botulino, di paralizzare localmente la muscolatura e dunque di distenderla. 
La tentazione è forte, ma il timore altrettanto. Com’è possibile fidarsi di un potentissimo veleno? Perchè di questo si tratta. Una persona colpita dal  clostridium botulinum (in genere ingerito attraverso cibi conservati malamente) presenta disturbi visivi, fastidio per la luce, difficoltà a mantenere sollevate le palpebre, a deglutire e a respirare. Una diagnosi corretta ed efficaci terapie oggi consentono nella maggior parte dei casi di salvare la pelle, ma è un pericolo da non correre (perciò leggete attentamente le indicazioni che diamo qui a fianco sulle conserve casalinghe).
Come fidarsi di un veleno, dicevamo?
Anche se milioni di persone in tutto il mondo sono diventate botox-dipendenti e la tossina è diffusa come l’Aspirina, recentemente negli Stati Uniti il Food and Drug Administration, ente che sovrintende alla sicurezza dei farmaci, ha disposto che sulla confezione del farmaco siano indicati con chiarezza tutti i possibili effetti collaterali della tossina. Dal punto in cui è stata praticata l’iniezione, potrebbe infatti migrare ad altre parti del corpo e quindi interrompere la neurotrasmissione anche altrove, con il rischio di debolezza muscolare, difficoltà di deglutizione, problemi respiratori e di parola e polmonite da aspirazione. Reazioni avverse gravi, sia pure “molto rare”, che anche l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha ricordato in una circolare ai medici. Il problema è che non sono solo i medici a trattare questo prodotto: il mercato dei farmaci con tossina botulinica si sta allargando, con prodotti che costano poco e che vengono utilizzati soprattutto nei centri estetici, iniettati da estetiste e parrucchiere. 
La  prima garanzia di non avere cattive sorprese è dunque quella di affidarsi a mani esperte.

IL BOTULINO DA TOSSINA A MEDICINA

Il botulino compie ufficialmente 20 anni (nel 1989 fu approvato per la prima volta dalla Fda), ma le sperimentazioni sulla tossina (scoperta nel 1820) sono ancor più datate. Già dal 1970 Alan Scott sperimentò i suoi effetti per curare lo strabismo e da allora è stata usata per curare diverse patologie come la distonia (ovvero quei fastidiosi disturbi della postura che costringono chi ne soffre ad estendere forzatamente o a torcere i muscoli attorno ad un’articolazione) ed ancora tic, balbuzie, vaginismo, iperidrosi (di eccessiva sudorazione abbiamo parlato su QuiRisparmio di luglio)... Oggi si scopre che il botulino può aiutare anche chi soffre di mal di testa.

IL BOTULINO CURA L’EMICRANIA

La scusa può essere ottima, per chi vuole sottoporsi ad un trattamento contro le rughe sulla fronte senza troppi sensi di colpa. 
Assieme alle rughe sembrai infatti che il botox spiani anche i fastidiosi attacchi di mal di testa. A sostenerlo è il dottor Giulio Basoccu, chirurgo plastico e docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma proprio in virtù dell’esperienza di alcuni pazienti. Si tratta di persone che soffrivano abitualmente di forti attacchi di mal ti testa e che hanno visto migliorare sensibilmente la sintomatologia dopo le iniezioni anrirughe.
Il botox può aiutare, dunque, chi soffre di emicrania muscolo tensiva, legata cioè alla tensione dei muscoli del cranio. Un rimedio presentato da ricercatori statunitensi anche al convegno annuale della American Headache Society, da Todd Troost, della Wake Forest University Baptist Medical Center.
Lo studioso ha curato finora 350 pazienti affetti da forme gravi e invalidanti di mal di testa (che non rispondevano ad altre cure)  utilizzando il botox. La tossina  purificata e stabilizzata è stata iniettata nei muscoli intorno agli occhi, in quelli della fronte e delle mascelle e in alcuni casi anche nei muscoli delle spalle e del collo.
Il trattamento, poiché la tossina ha un effetto prolungato, è stato fatto ad intervalli di tre mesi. Dopo tre cicli di iniezioni, l’84% dei pazienti dichiarava di stare molto meglio e di avere ridotto o eliminato del tutto l’uso di analgesici. Dopo quattro cicli, la percentuale di pazienti soddisfatti saliva al 92%.

Tempo di conserve: come difendersi dal botulino
I consigli dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie

È tradizione, in questo periodo, fare le conserve in casa come facevano le nostre nonne. Chi prepara le conserve dovrebbe fare attenzione alla qualità e alla freschezza delle materie prime e soprattutto alle fasi di preparazione e conservazione.
Le conserve casalinghe possono infatti rappresentare un rischio alimentare, oltre il 90% dei casi di botulismo alimentare nel mondo solo legati al consumo di conserve artigianali.
In Italia gli alimenti maggiormente coinvolti in casi di botulismo sono le conserve vegetali sott’olio o in acqua, il prosciutto crudo artigianale, il tonno sott’olio e in misura minore carne, salame e formaggio e alcuni prodotti industriali come conserve di verdura in acqua o olio, salame e mascarpone. In altri paesi Europei, per esempio in Francia e in Polonia il botulismo interessa la carne conservata o il prosciutto crudo sempre di produzione domestica. Mentre nei paesi dell’Europa del Nord e dell’ex Unione Sovietica sono le preparazioni a base di pesce o uova di pesce gli alimenti più a rischio.
Allora quali regole bisogna seguire per preparare delle conserve sicure?
Ecco, quindi, alcune semplici regole da seguire per evitare spiacevoli conseguenze.

I BARATTOLI
- Devono essere in vetro con tappo a chiusura ermetica.
- Devono essere puliti e ben asciutti.
- Devono essere conservati, non ancora aperti, in luoghi asciutti.
GLI INGREDIENTI
- Devono essere ben lavati e asciugati. È importante fare attenzione a eventuali residui di
  terra o di polvere. In alcuni casi è consigliabile acidificare gli alimenti da conservare.
  Le spore del botulino, infatti, non sono in grado di germinare in ambiente acido (pH  < 4,5).
QUANDO LA CONSERVA E’ SOSPETTA
- È consigliabile non consumare e nemmeno assaggiare conserve vegetali o animali se i
   barattoli presentano un rigonfiamento sul coperchio, se la conserva ha un odore anoma
   lo o un colore innaturale.
- È consigliabile gettare il contenuto e il barattolo se si nota la presenza di muffa, se nel
   l’olio ci sono delle bollicine, se le verdure sono molli o viscide.

È importante ricordare che le tossine botuliniche sono tutte termolabili e quindi sono distrutte rapidamente dalla comuni temperature di cottura dei cibi (almeno 80°C per 5 minuti). Per questo spesso si consiglia, per esempio, di bollire le conserve di pomodoro fatte in casa prima di utilizzarle. La distruzione delle spore (responsabili della produzione della tossina), invece, richiede trattamenti più drastici come una sterilizzazione a 121°C per 3-4 minuti che assicura la riduzione delle spore a un valore sufficientemente piccolo da non rappresentare nessun rischio per la salute umana.


 


Autore: Alessia Da Canal