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RISPARMIARE SUL RISCALDAMENTO

Le soluzioni per risparmiare e inquinare di meno ci sono.

Cominciamo con una buona notizia. Se volete cambiare il sistema di riscaldamento della vostra casa, ma ancora non avete le idee ben chiare, c’è tutto il tempo per pensarci: con la prossima finanziaria verrà estesa fino a tutto il 2010 la possibilità della detrazione fiscale in tre anni, pari al 55 per cento delle spese sostenute per i lavori di riqualificazione energetica. Ma non pensateci troppo, perchè il vecchio sistema continuerà a farvi spendere di più e i benefici delle nuove soluzioni si gustano sulla lunga durata. Già, ma quali soluzioni si possono adottare per risparmiare? “Bravacasa” (Corriere della Sera), ha chiesto aiuto a Simona Vidori, responsabile del marketing locale di Domotecnica Italiana, l'organizzazione di franchising che riunisce quasi mille imprese di installazione termoidrosanitaria, nata una decina d'anni fa sull'esempio della medesima esperienza francese, proprio puntando alla specializzazione nel risparmio energetico degli associati. Nel corso del tempo Domotecnica, combinando le soluzioni per la riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti con una politica di trasparenza, si è guadagnata anche il riconoscimento di Adiconsum.

Caso A: IMPIANTO SOLARE TERMICO
Si ipotizza l'installazione sopra il tetto di pannelli solari destinati alla produzione di acqua calda sanitaria per una superficie di 4 metri quadrati, compreso un boiler solare con doppio serpentino da 200 litri e una stazione solare integrata nel boiler. Con tubi, cavi, allacciamenti elettrici e mano d'opera, l'importo complessivo previsto è di 5.800 euro (più Iva).

Caso B: IMPIANTODI RISCALDAMENTO
In questa ipotesi si combina una caldaia a condensazione con un impianto solare a essa collegato. L'intervento prevede la sostituzione della vecchia caldaia con una nuova a condensazione della potenza di 24 kW solo per riscaldamento, intubamento della vecchia canna fumaria, parziale rifacimento dell'impianto di alimentazione a gas e nuovo impianto solare. Con tutti gli accessori previsti (sonda esterna, regolatore ecc.) e le tubazioni necessarie, il costo totale previsto è di 9.500 euro (più Iva). "La caldaia a condensazione", spiega Simona Vidori, "a cui fa riferimento anche la legge finanziaria, costituisce allo stato attuale la soluzione migliore in termini di risparmio energetico. Infatti, al contrario di una caldaia normale che scarica aria calda, quella a condensazione sfrutta tutto il ciclo dell'energia e scarica aria fredda. In tal modo raggiunge una resa del 98% e consuma il 30% in meno di una normale caldaia, con relativo abbattimento delle emissioni inquinanti".

Caso C: IMPIANTO IN POMPA DI CALORE FREDDO
Si tratta di un impianto tutto elettrico per una villetta con un buon livello di coibentazione termica. Prevede un impianto a pavimento per riscaldamento invernale e climatizzazione estiva e un impianto di ricambio ad aria forzata con recuperatore. Inoltre la pompa di calore alimenta un boiler per la produzione di acqua calda sanitaria con una potenza di 14 kW. Compreso di impianto di termoregolazione e controllo, allacciamenti elettrici e mano d'opera, ha un costo complessivo di 19.800 euro (più Iva). Vi sono poi altri possibili interventi, come l'installazione di un impianto geotermico collegato a una pompa di calore, che utilizza la temperatura costante del terreno e la trasforma in riscaldamento invernale o climatizzazione estiva. È una soluzione abbastanza costosa che ha però il pregio di usare una fonte rinnovabile. Il costo finale dell'intervento, infatti, dipende dalla potenza installata, dalla profondità delle sonde, dal tipo di circuito oltre che dalla morfologia del terreno. Inoltre si possono utilizzare, come alternativa ai combustibili fossili, le biomasse (pellet di legno precompressi), che hanno una buona resa e sono ricavate da fonti rinnovabili. Quest'ultima soluzione è più adatta alle nuove costruzioni.

LA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE

Strategie condominiali per risparmiare sul riscaldamento

Secondo i dati dell'ultimo censimento vi sono in Italia circa 400 mila condomini con impianti di riscaldamento centralizzati. Di questi, quasi 250 mila hanno impianti di riscaldamento obsoleti, inefficienti, che, in virtù di semplici investimenti di riqualificazione, consentirebbero un risparmio energetico del 35%, riducendo da 4 a 2,5 milioni le tonnellate equivalenti di petrolio consumate, e da 15 milioni a 6,25 milioni le emissioni di anidride carbonica. Per contenere i consumi negli edifici condominiali sarebbero necessari due interventi: la riqualificazione della centrale termica con sostituzione della caldaia con un modello più efficiente (il solo passaggio dal gasolio al metano con caldaia a condensazione con regolazione climatica integrata comporta un risparmio fino al 50%) e l'adozione di valvole termostatiche sui radiatori con contabilizzazione del calore individuale che consentono di risparmiare e di migliorare il comfort nei singoli ambienti. In ciascun radiatore, in sostituzione della valvola manuale, è possibile installare queste valvoline che regolano automaticamente l'afflusso di acqua calda in base alla temperatura scelta ed impostata su una apposita manopola graduata. La valvola si chiude mano a mano che la temperatura ambiente, misurata da un sensore, si avvicina a quella desiderata, consentendo di "deviare" il restante flusso di acqua calda verso gli altri radiatori ancora aperti. In questo modo, si consuma meno energia nelle giornate più serene, quando il sole è sufficiente a riscaldare alcune stanze e quando si può, ad esempio, impostare una temperatura più bassa nelle stanze da letto e una più alta in bagno o anche lasciare i radiatori aperti al minimo quando si esce di casa.
Le valvole termostatiche installate negli impianti centralizzati hanno anche una buona influenza sull'equilibrio termico delle diverse zone dell'edificio. Quando i piani più caldi arrivano a 20°C, le valvole chiudono i radiatori, favorendo un maggiore afflusso di acqua calda ai piani freddi.
Il risparmio di energia indotto dall'uso delle valvole termostatiche può arrivare fino al 20%. Proprio per questa ragione, salvo poche eccezioni, ne è fatta obbligatoria l'installazione negli edifici di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni.
Autore: Qui risparmio