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Rendimento assicurato per la vita

Dove ci porterà questa crisi mondiale dei mercati? Anche il consumatore più sprovveduto e con un piccolo gruzzolo in banca se lo sta chiedendo. Più tranquillo, se ha investito nei sicuri ma poco reddizi BoT e prodotti affini; molto meno sereno se i suoi soldi stanno facendo a pugni con mercati in grande subbuglio, con Borse che chiudono troppo spesso in forte ribasso. Che fare? Uscire? Restare aspettando che si calmino le acque? In questi anni molti clienti hanno atteso pazientemente di rientrare dalle gravi perdite registrate nel ‘95 e adesso rischiano di ritrovarsi al punto di partenza. Difendere il capitale è la parola d’ordine. Così tanti stanno prendendo strade più sicure: i BoT, preferiti dai piccoli risparmiatori italiani, ma anche i BTp. E questo nonostante il calo dei rendimenti: la crisi delle Borse ha spaventato talmente tanto il retail che qualcuno ha iniziato ad acquistare tutti i titoli di Stato, indipendentemente dalle scadenze. Tuttavia gli esperti in questo momento sconsigliano di allungare eccessivamente la durata in obbligazioni governative, favorendo invece investimenti a breve termine, liquidità o equivalente, depositi fiduciari
Non sempre però gli utenti però capiscono la tipologia di investimento proposta o sottoscritta con la banca, la società di intermediazione finanziaria o la compagnia di assicurazione. Per pigrizia, ma anche per la complessità di certe offerte. E anche, diciamolo, perchè la mancanza di trasparenza gioca a favore dei gestori... Che, ad esempio, parlano al cliente di “investimento” spesso senza metterlo al corrente dei rischi che questo comporta.
Molta confusione regna anche sui fondi pensione. Il dibattito sull’incertezza delle pensioni statali va avanti da anni - sostiene il Centro Tutela Consumatori Utenti - e spinge molte consumatrici e consumatori tra le grinfie di affaristi spesso senza scrupoli. Banche e compagnie assicuratrici esercitano una pressione costante e massiccia sui propri clienti affinché stipulino polizze di capitalizzazione, soprattutto del tipo unit linked.“Gli offerenti - sostiene il CTCU - approfittano anche di un’errata convinzione dei consumatori, i quali credono che la previdenza complementare privata costituisca una sorta di assicurazione”. “Bisognerebbe invece chiarire una volta per tutte che la pensione privata non c’entra nulla con le assicurazioni, essendo un puro e semplice investimento finanziario”.
Pertanto - conclude il CTCU quello che offrono le banche e le compagnie assicuratrici nella maggior parte dei casi non ha niente a che vedere con una rendita garantita per la vecchiaia. Lo conferma non solo la lunga durata contrattuale, ma anche il rischio connesso a simili investimenti, che sono legati a titoli azionari o altri titoli di credito e che comportano oneri spesso esagerati in termini di commissioni e spese accessorie.
Per fare un po’ di chiarezza tra le polizze proposte ci sono dei “fondamentali” che è bene conoscere e che vengono riportati anche in rete nei tanti siti che cercano di rendere il difficile mondo della finanza un po’ più comprensibile.

IL RISPARMIO GESTITO
E’ la massa di capitali che i risparmiatori affidano in gestione, attraverso un mandato, a società professionali di gestione del risparmio che, per mezzo di diverse tipologie di prodotti finanziari, investono per conto del cliente nei mercati azionari e/o obbligazionari.
Il fondo comune d’investimento rappresenta il prodotto più diffuso nei portafogli degli italiani tra i prodotti che compongono la galassia del risparmio gestito.Oltre ai fondi comuni d’investimento aperti, le banche e le sim (direttamente o tramite i promotori finanziari) offrono ai risparmiatori le gestioni in fondi, le sicav e le gestioni in sicav, i fondi chiusi ed immobiliari, e tutti quei prodotti che derivano in qualche modo dai fondi comuni d’investimento (pac, conto fondi, unit linked, ecc. ecc.).

POLIZZE VITA “UNIT LINKED” O FONDI DI INVESTIMENTO?
Uno degli argomenti che crea una certa confusione fra i risparmiatori è ad esempio quello delle polizze vita cd. “unit linked” e dei fondi di investimento. Le due tipologie di prodotto, seppur simili, presentano alcune differenze di una certa importanza che è bene brevemente precisare:
le unit linked, nate e sviluppatesi nei paesi anglosassoni, sono oggi in vendita anche in Italia e destinate ad un vasto pubblico di risparmiatori, in base all’età, alla propensione al rischio ed alla propria condizione economica. Offrono la possibilità di modificare, durante il contratto, le scelte fatte all’inizio e funzionano così: i premi versati sono espressi in quote di un fondo interno dell’impresa di assicurazione o in quote di uno o più fondi comuni di investimento. La prestazione è determinata moltiplicando il numero delle quote possedute per il loro valore di mercato in quel momento. Questo tipo di prodotti non offre generalmente un rendimento minimo garantito o il consolidamento dei rendimenti anno per anno. La loro caratteristica è infatti di essere investimenti di medio e lungo periodo, studiati per raggiungere i migliori risultati possibili alla conclusione del contratto. Si tratta però di una polizza vita vita ad alto contenuto speculativo. Il denaro che si consegna al gestore (banca, SIM o compagnia d’assicurazione) viene investito in quote di fondi di investimento, i quali posseggono generalmente una parte più o meno elevata di azioni. Il rendimento della polizza è così legato al rendimento del fondo; garanzie di rendimenti minimi o di riavere indietro quanto versato non ve ne sono.
POLIZZE MISTE
Sono una combinazione fra un’assicurazione caso vita di capitale differito e un’assicurazione caso morte. La compagnia assicuratrice non s’impegna solo a pagare una rendita o un capitale alla scadenza in caso di sopravvivenza dell’assicurato, ma anche a versare un determinato importo qualora l’assicurato muoia durante la durata del contratto (oltre alla restituzione dei premi versati, così come accade per tante polizze caso vita differite). Le associazioni a tutela dei consumatori sconsigliano di stipulare una polizza vita mista. Tenere separata l’assicurazione caso morte (che è copertura di un rischio) dall’assicurazione caso vita (che è una forma di risparmio) significa avere una maggiore flessibilità, rendimenti più elevati e una migliore copertura assicurativa.
ATTENZIONE!
Prima di concludere l’acquisto di un prodotto unit linked o index linked, l’assicuratore deve consegnare una nota informativa contenente le soluzioni di investimento disponibili e le combinazioni possibili fra più soluzioni; il profilo di rischio/rendimento associato ad ogni soluzione di investimento;l’esistenza o meno della garanzia di risultato finanziario;il livello delle coperture per il caso di morte o di altri eventi della vita; le prestazioni attendibili in caso di riscatto totale o parziale delle quote; i costi diretti e indiretti che gravano sul sottoscrittore (assicurando).
FONDO DI INVESTIMENTO
Con un fondo di investimento il risparmiatore investe invece direttamente il denaro per l’acquisto di quote del fondo, senza che venga fatto alcun riferimento ad una polizza vita. Anche qui garanzie di rendimenti minimi non ve ne sono. A differenza dei fondi legati alle polizze vita, generalmente azionari o misti (azionari-obbligazionari), nell’investimento diretto in fondi il risparmiatore può però decidere di investire ad es. solo in un fondo obbligazionario, che presenta minori rischi di uno azionario o di un bilanciato. Le modalità di funzionamento dei due prodotti – polizze vita unit linked o fondo di investimento - sono sì simili; essi possegono tuttavia una regolamentazione diversa, la cui giustificazione non è francamente sempre del tutto chiara.
LE POLIZZE LONG TERM CARE
Le polizze Long Term Care sono forme di investimento previdenziale mirate a risolvere i problemi economici legati alla longevità ed alla non autosufficienza. Tali sono, per esempio, le assicurazioni di rendita vitalizia che prevedono, dietro pagamento di un premio unico, una rendita pensionistica di base e il pagamento di una rendita aggiuntiva dello stesso importo in caso di perdita dell’autosufficienza e comunque al compimento degli 85 anni, anche se si è autosufficienti e in buone condizioni di salute. In alternativa si può scegliere un’altra formula di investimento previdenziale, collegata ad un piano assicurativo a premi periodici. Il piano prevede, alla scadenza del contratto, il pagamento della rendita pensionistica di base (anche reversibile a favore del coniuge superstite) e una rendita aggiuntiva nel caso di successiva perdita dell’autosufficienza. Se la perdita di autonomia si verifica nel corso del piano di accumulazione si ha diritto ad una rendita immediata (che in questo caso precede il pagamento della rendita di base) e non si dovranno più pagare i premi previsti

Il caso della signora di 41 anni che si vede rifilare una polizza unit linked della durata di 50 anni è solo la punta dell’iceberg. Il CTCU invita tutti a controllare scrupolosamente i contratti prima di sottoscriverli e di non farsi riguardi nel chiedere il recesso da polizze vita “fasulle”.
Le polizze vita tradizionali rappresentano comunque una forma di tutela molto importante in caso di decesso o di inabilità al lavoro di persone con familiari a carico. La forma più indicata per questo tipo di necessità è l’assicurazione per il caso di morte o assicurazione di rischio, che garantisce il mantenimento dei familiari in caso di decesso dell’assicurato.

 

L’ESEMPIO Una banca si rivolge gentilmente a una cliente 41enne per proporle di “investire in modo responsabile” il proprio denaro. La donna si fida dell’offerta, in fondo sono anni che è cliente di questa grossa banca che ha la propria filiale nel suo paese. Ingenuamente sottoscrive un contratto per una polizza vita. Nessuno però si è premurato di dirle che il contratto ha una durata di 50 anni. Se mai dovesse vivere tanto a lungo, la signora incasserà la sua prima pensione privata alla bell’età di 91 anni...
Fonte Centro Tutela Consumatori Utenti


Autore: Qui Risparmio