E' partito a febbraio il PIANO FAMIGLIA che prevede la sospensione delle rate dei mutui per i nuclei che siano alle prese con difficoltà economiche. Potranno accedere a quest'agevolazione tutti coloro che hanno un mutuo acceso ma che hanno perso il proprio posto di lavoro sia a tempo determinato che indeterminato, chi è in cassa integrazione, chi è rimasto privo di reddito in caso di morte della persona che produceva il reddito. La moratoria si applica ai mutui prima casa, anche in fase di preammortamento e a quelli cartolarizzati, di importo fino a 150mila euro e alle famiglie con reddito non superiore a 40mila euro che siano rimaste indietro con i pagamenti delle rate fino a 180 giorni.
GLI INTERESSI
Nel periodo di sospensione maturano gli interessi contrattuali pattuiti che possono essere rimborsati dal cliente secondo diverse modalità, a seconda se la sospensione avvenga per la sola quota capitale o per la quota capitale e la quota interessi. Sull' operazione di sospensione invece non sono previsti nè interessi di mora, nè spese di istruttoria, e neppure commissioni e garanzie accessorie.
L'AIUTO DELLA REGIONE VENETO PER LE FAMIGLIE
"Il PIANO FAMIGLIA è in vigore da poco, ma al momento non registriamo una grande richiesta di sospensione delle rate del mutuo - afferma Mario Gigli della Banca del Veneziano - Ne contiamo appena una decina. Siamo invece operativi da tempo su un altro fronte molto interessante offerto dalla Regione Veneto alle famiglie in difficoltà, attraverso il decreto regionale 31/89". In sostanza, grazie ad un accordo siglato fra Regione, Abi e Notariato, sono stati messi a disposizione bonus fino a 20.000 euro, con rimodulazione del piano di rimborso a tasso fisso, per chi non riesce più a sostenere il peso delle rate e un contributo fino a 25.000 euro su mutui per acquisto, costruzione o recupero della prima casa per giovani cop-pie e famiglie con minori a carico.
Nel primo caso è previsto un intervento regionale sul mercato dei mutui ipotecari per 25 milioni di euro. La misura si rivolge ai cittadini che sono in procinto di subire il pignoramento e l'escussione dell'abitazione. La Regione selezionerà le famiglie alle quali offrire un contributo pubblico a fondo perduto, fino ad un massimo di 20.000 euro, per l'abbattimento del debito residuo nei confronti della banca. È prevista inoltre la rimodulazione del piano di ammortamento per rendere sostenibile la rata in relazione al reddito familiare: la durata dei mutui può essere allungata di ulteriori 10 anni. Le banche che hanno aderito all'iniziativa si sono impegnate a praticare un tasso fisso agevolato e a sostenere le spese notarili della stipula di un eventuale mutuo aggiuntivo.
La seconda agevolazione prevede l'erogazione di un bonus in conto interessi, fino ad un massimo di 25.000 euro per famiglia, su mutui per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale da destinare a nuclei familiari con figli minori a carico e a giovani coppie, da utilizzarsi per l'abbattimento degli interessi su un mutuo massimo di 100.000 euro avente durata massima di 20 anni. Gli istituti di credito che hanno siglato la convenzione applicano, anche in questo caso, un tasso fisso agevolato ancorato all'Irs pari alla durata del finanziamento. E si sono impegnate a non addebitare spese di istruttoria e a non far pagare più di 150 euro per la perizia. "Non tutti hanno aderito all'iniziativa - spiegano alla Banca del Veneziano - e purtroppo c'è anche chi, tra gli istituti di credito, fa addirittura ostruzione, tant'è che recentemente c'è stato un incontro in Regione perchè l'accordo possa essere realmente applicato".
MUTUI: RIMANGONO STABILI I TASSI VARIABILI
Gli italiani alle prese con le rate del mutuo a tasso variabile possono stare tranquilli, in quanto il costo del denaro è rimasto invariato. Nella riunione del Consiglio direttivo sono stati lasciati invariati anche il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento all'1,75% e quello sui depositi presso l'istituto centrale allo 0,25%. Una notizia che ha effetti concreti sulle famiglie italiane alle prese con le rate del mutuo a tasso variabile e con i pagamenti dei bollettini dei prestiti; il costo del denaro all'1% fa infatti,restare bassi i pagamenti.
Al contrario, la notizia rappresenta uno svantaggio per chi avesse deciso di investire il proprio denaro in titoli di Stato o in conti di deposito ad alto rendimento dal momento che gli interessi sono praticamente con rendimenti prossimi allo zero.
SI SONO RIDOTTI DEL 5% I MUTUI OLTRE I 25 ANNI
Da un elaborazione condotta dall'ADICO relativa ai mutui erogati nel 2009 per l'acquisto della prima casa, emerge "una chiara tendenza ad accorciare i tempi della restituzione del rimborso richiesto.
In generale la formula 25 - 30 anni si è ridotta del 5%.
Un dato che non deve indurre il consumatore a credere che la crisi non abbia frenato il mercato dei mutui; gli esperti di Crif infatti sottolineano che la lettura di questo dato non deve trarre in inganno perché la domanda degli ultimi 12 mesi è stata sostenuta più dalle operazioni di sostituzione dei mutui che dalle nuove sottoscrizioni. Una scelta, spiega il presidente dell'ADICO Carlo Garofolini, "favorita dai provvedimenti sulla portabilità, la prima tipologia ha rappresentato di fatto circa il 24% del totale dei mutui erogati in Italia".
BONUS FAMIGLIA
"Ad oggi le famiglie che hanno chiesto il bonus famiglia sono quasi 5 milioni" si legge nell' ultima nota diffusa dall'ADICO. Un dato diffuso dall' Agenzia delle Entrate, per un valore complessivo di un miliardo e seicentottantacinque milioni di euro.
Sempre dall' Agenzia delle Entrate fanno sapere che ad oggi è stato soddisfatto il 95,2% dei richiedenti ma la percentuale è destinata a crescere dal momento che in queste settimane, termineranno gli incroci del Fisco per scovare eventuali irregolarità e concludere così l'operazione entro il mese di marzo.
Il bonus è stato introdotto nel 2008 e prevede a fronte di determinati redditi l'erogazione di un importo che varia da un minimo di 200 euro, ad un massimo di 1.000 euro, nel caso di nucleo composto da oltre cinque componenti oppure in presenza di un portatore di handicap.
LA SITUAZIONE
Secondo le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, nel triennio 2007-2009 i pignoramenti sono aumentati del 60,5%, per un totale di circa 130 mila case all'asta. Anche la Caritas, in un rapporto sul credito diffuso a fine, anno aveva ammonito che una famiglia su quattro tra quelle che acquisteranno casa con un mutuo nel corso del prossimo anno rischia di scivolare sotto la soglia di povertà. Conferme che arrivano anche dai dati ufficiali di Bankitalia: il flusso di nuove sofferenze per le famiglie sui mutui, rettificate in rapporto ai prestiti, è salito nel terzo trimestre del 2009 a quota 1,5% contro lo 0,9% dello stesso periodo del 2008.
Secondo i dati raccolti nelle sezioni Fallimentari dei principali tribunali italiani, il maggior numero di pignoramenti nel 2009 si registra a Milano, Roma e Monza. Crisi economica e stretta creditizia hanno falcidiato anche il numero delle imprese che, tra luglio e settembre 2009, secondo il Cerved, hanno visto salire i fallimenti del 40%, mentre è schizzato del 70% il numero delle aziende che ha fatto ricorso al concordato preventivo.