Il pagamento elettronico
L’ e-commerce compie 10 anni

Il primo acquisto su un negozio online italiano è avvenuto il 3 giugno 1998. Fu venduto un libro di Camilleri, “La concessione del telefono”. L’e-commerce compie 10 anni, ma è un terreno virtuale sul quale non tutti si muovono con disinvoltura, rispetto ad esempio a quel che accade in altre realtà, anche vicine come la Francia, dove la metà degli utenti Internet acquista on line. Nel nostro Paese siamo ad un terzo. Sono 5 milioni i navigatori (soprattutto gli uomini più che le donne e in particolare i giovani tra i 18 e i 24 anni) che hanno acquistato almeno una volta nel web e che sono rimasti particolarmente soddisfatti del servizio ricevuto Non si spiega allora come mai l’Italia sia in ritardo non solo per il numero di acquirenti, ma anche per qualità dell’offerta, visto che le aziende sono restie a mettere online la propria merce.
Il quadro contrastante (comunque in crescita) è stato delinato nel corso del Netcomm e-commerce Forum di Milano, dove sono stati analizzati anche i motivi del ritardo italiano su questo fronte.
Sono troppi i pregiudizi, a cominciare dal timore che i dati della carta di credito siano rubati o di ricevere un cattivo servizio da parte del negozio. Eppure il 98% di chi ha provato questo sistema di acquisto o di vendita ne è rimasto soddisfatto: nessun canale di vendita tradizionale, in effetti, riesce a dare l’assortimento, la qualità e i prezzi bassi che si possono trocvare in quella vetrina senza confini che è Internet.
Anche le aziende italiane non si rendono conto di ciò che perdono non mettendo nei negozi e-commerce i loro prodotti. Ill perchè è spiegato dagli esperti con la scarsa conoscenza delle nuove tecnologie, ma anche dal timore che i canali online possano “cannibalizzare” quelli tradizionali.
Nell’ e-commerce il principale metodo di pagamento resta la carta di credito, ma nn si tratta dell’unico esistente. Ogni venditore o azienda è libero di scegliere il modo in cui l’utente deve esegure il pagamento della merce. Il sistema più diffuso è comuqnue il Pay-Pal, attraverso la carta di credito (Visa, Visa Electron e MasterCard) o una carta prepagata, senza condividere i dati con il venditore. Esiste una protezione acquirenti in PayPal che offre un rimborso fino a 500 euro nei casi di oggetto non ricevuto o non conforme alla descrizione.
Da non dimenticare che il consumatore è tutelato anche se riempie il suo carrello virtuale. Nell’e-commerce esiste il ripensamento, anche ad acquisto ultimato.
IL CONTANTE BATTE LA CARTA DI CREDITO

Il gap generazionale si misura, in genere, anche dalla quantità di tesserine magnetiche o con microchip presenti nel portafogli. O meglio, dal loro effettivo utilizzo. Perchè per i giovani, a cominciare dai ragazzini, utilizzare il bancomat o la carta ricaricabile rientra nella normalità. Tra le persone più mature, invece, i soldi sono ancora quelli che si toccano con mano: di questi tempi la carta da 100 o da 50 euro che una volta “spezzata” si esaurisce purtroppo in breve tempo. La carta in realtà c’è, ma troppo spesso resta inutilizzata nel portafogli, come ha rilevato una recente indagine di Cittadinanzattiva in collaborazione con Unicredit: su un campione di dieci italiani, otto possiedono un bancomat e cinque una carta di credito. Quasi tutti i negozi accettano come forma di pagamento queste carte, eppure solo una transazione commerciale su dieci avviene attraverso la ‘moneta elettronica’, anche per la mancanza di adeguate conoscenze e informazioni sui possibili utilizzi di bancomat e carte di credito. A queste conclusioni è arrivata l’indagine, da cui è emerso che il 78 per cento degli italiani ha un bancomat, il 52 per cento una carta di credito ed il 19 per cento una prepagata. Nonostante questo, gli italiani non conoscono come funziona la moneta elettronica, che vantaggi presenta rispetto al denaro contante, dove può essere utilizzata e soprattutto conoscono solo le operazioni base effettuabili con le carte.
I PREGIUDIZI
Perchè molte persone non hanno fiducia nelle carte di credito?
Perchè sono molto sensibili al tema della sicurezza, anche se, in realtà risulta circoscritto
CLONAZIONI 3% BANCOMAT
4% CARTA DI CREDITO
FURTI E FRODI 4% BANCOMAT
2% CARTA DI CREDITO
3% CARTE PREPAGATE
Tanta è la paura delle frodi e altrettanto limitata è la percezione dei vantaggi derivanti dall’utilizzo delle carte di cui si conoscono solo le operazioni base (prelievo e acquisto con Pos), mentre hanno una limitata consapevolezza di poter eseguire altre operazioni quali bonifici e versamento di contanti sugli sportelli automatici e pagamento di taxi e bollette.
Tra le esperienze negative che sembrano frenare l’uso delle carte ci sono anche: il cattivo funzionamento dei Pos in Italia e all’estero (16% bancomat, 8% carta di credito e 4% prepagata); gli sportelli Atm del proprio istituto di credito spesso fuori servizio soprattutto durante il fine settimana e i giorni festivi (9% bancomat); l’errata digitazione del codice Pin per tre volte consecutive e quindi carta trattenuta dallo sportello automatico (6% bancomat); il furto e l’uso fraudolento della carta (4% bancomat, 2% carta di credito e 3% prepagata); la clonazione (3% bancomat, 4% carta di credito) e, infine, l’addebito erroneo di spese non sostenute (3% bancomat, 3% carta di credito). Problemi peraltro risolti in breve tempo e in maniera soddisfacente dalla maggior parte degli utenti interpellati dall’indagine.
E’ boom dei pagamenti via Internet,
ma cala il numero delle frodi
Prosegue il boom di operazioni bancarie attraverso internet, con 60 milioni di bonifici fatti in rete nel 2007 e un balzo del 40% dell’uso delle carte di credito on-line. Lo scorso anno, tuttavia, sono diminuite le frodi attraverso carte di credito rispetto ai picchi del 2006. E’ quanto emerge dalla relazione annuale della Banca d’Italia, presentata all’assemblea dell’istituto. Uno sviluppo che si è accompagnato - secondo Bankitalia - al calo delle commissioni applicate sui bonifici, in particolare su quelli disposti telefonicamente o su internet (passati a 0,89 euro dagli 1,11 del 2006). Allo stesso tempo “nel comparto delle carte si è ridotta l’incidenza delle frodi rispetto ai livelli senza precedenti raggiunti nel 2006”. Le frodi hanno infatti superato lo scorso anno l’ammontare complessivo di 125 milioni, con un’incidenza rispetto al valore delle operazioni su POS e ATM intorno allo 0,06%, contro lo 0,07% del 2006. Un calo - spiega Bankitalia - dovuto soprattutto alla maggiore prevenzione e alla diffusione del microchip, che “conferma l’esigenza che il sistema italiano acceleri la migrazione alle nuove tecnologie”. Sono in aumento, al contrario, i casi di utilizzo irregolare degli assegni, con un numero di nominativi iscritti nella centrale di allarme interbancaria (CAI) balzato del 27,6% e un importo totale di assegni iscritti pari a 1,2 miliardi (+12,3% rispetto al 2006).
VI CLONIAMO IL LUNEDI’ E IL GIOVEDI’ ...
Il primato quest’anno va al lunedì, anche se da cinque anni a questa parte è il giovedì il giorno della settimana in cui sono state perse o rubate più carte di credito e bancomat. Il picco è stato raggiunto a maggio e quasi sempre il fattaccio è avvenuto di mattina. Una spiegazione c’è, secondo la CPP, la multinazionale multinazionale che si occupa della tutela di un milione e mezzo di carte di pagamento italiane: di mattina tutti sono di fretta e distratti, dimenticandosi borse e portafogli nei bar, nel tragitto casa-ufficio, sui mezzi pubblici, dove spesso i più svegli sono proprio i borseggiatori. E durante l’estate aumentano le probabilità di incappare nel furto o smarrimento della propria carta di credito perché gli indumenti estivi non danno spesso la possibilità di tenere addosso gli effetti personali.
Autore: Qui Risparmio