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IL CREDITO AL CONSUMO RALLENTA

MA VOLA SEMPRE ALTO

Credito al consumo. Ovvero: come pagare tutto, ma proprio tutto (dalla vacanza al funerale) in comode rate rimborsabili. Con interessi, naturalmente.
Rientrano nel credito al consumo i prestiti personali, i finanziamenti rateali, le carte revolving e le operazioni di cessione del quinto dello stipendio. Si tratta di un prestito, il cui importo secondo l'Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare) è compreso tra un minimo di 154,94 e un massimo di 30.987,41 euro, che può essere concesso esclusivamente dalle banche, dagli intermediari finanziari iscritti nell'apposito albo tenuto presso l'Ufficio italiano dei cambi e dai commercianti. In questo ultimo caso, però, il credito a consumo può essere concesso solo nella forma di dilazione del pagamento del prezzo.
È aumentato a ritmo molto sostenuto il ricorso ai finanziamenti garantiti dalla cessione di un quinto dello stipendio, soluzione un tempo esclusiva dei dipendenti pubblici ma possibile, dal 2004, anche per i lavoratori privati e, dal 2005, per gli atipici e i pensionati.
Un'altra forma importante di credito al consumo è l'apertura di un credito rotativo, attraverso una carta di credito. È una forma di finanziamento che prevede la messa a disposizione del consumatore di una somma di denaro che l'utente può usare come vuole. Il finanziamento può essere collegato all'uso di una carta di credito presso negozi convenzionati con la società emittente, oppure può avvenire attraverso la richiesta alla banca o finanziaria di una somma di denaro. L'utente ha il vincolo di garantire il pagamento di una determinata rata minima ogni mese e può scegliere la forma per restituire la cifra finanziata.
Come si spiega il successo di questo strumento finanziario? E’ certamente riconducibile alla perdita del potere di acquisto della moneta con l'introduzione dell'euro e all’inflazione, ma anche a mutati stili di vita che spingono ad avere tutto e subito, “tanto si può pagare a rate”. In molti casi, però si ricorre al credito al consumo anche per pagare le rate dell’università e beni necessari, come l’automobile.
Dopo anni di boom, la creascita del credito al consumo rallenta, pur presentando un attivo a due cifre: nei primi nove mesi del 2007 la crescita si è attestata sul 10,5% contro l'11,9% del 2006 e la media del 13-14% degli ultimi cinque anni. Si tratta dunque di una flessione minima. Che però fa pensare. Sarà effetto della congiuntura economica, della crescita dei tassi di interesse o della prudenza dei consumatori? Se n’è parlato a Roma nel corso del convegno "Credito alle famiglie 2007" organizzato da Abi e Assofin. Secondo il settore bancario il credito al consumo potrebbe svolgere un ruolo propulsivo per rilanciare i consumi e innescare la ripresa dell'economia italiana. L'Abi richiede anche un maggiore impegno delle istituzioni per regolamentare il settore in direzione della semplificazione dei rapporti tra banche e cittadini e dell'educazione finanziaria dei consumatori, per rafforzare la loro consapevolezza e tranquillità verso i prodotti finanziari.
“Il credito deve essere un'opportunità e non un rischio” - tuonano le associazioni in difesa dei consumatori. “Troppa è l'informazione ingannevole - sottolinea il segretario di Adiconsum Paolo Landi - Non è con un prestito che si possono risolvere le difficoltà di molte famiglie ad arrivare alla fine del mese. L'Istat ci ha appena ricordato che il livello di povertà delle famiglie è cresciuto nel nostro Paese. Molte hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e molte sarebbero in difficoltà all'esborso di una modesta cifra imprevista. Per contro si è bersagliati da informazioni sul prestito facile, sul prestito rapido, sul tasso "zero" o dello sconto subordinato alla richiesta del prestito.
La verità è ben diversa: il credito è un bene di consumo, ha un costo per la banca e per la società finanziaria che lo eroga, la quale non lo può rivendere regalandolo. Quando il tasso di interesse è "zero" significa che gli interessi sono pagati su un prezzo d'acquisto maggiore. La nuova direttiva europea approvata dal Consiglio dei Ministri (ma non ancora dal Parlamento), rispetto alla normativa attuale, porta significative innovazioni sull'obbligo di informazione; sul criterio di calcolo del tasso di interesse, includendo anche le commissioni di mediazione e d'assicurazione; il diritto al ripensamento, una regolazione dei mediatori e procedure conciliative in caso di contenzioso, ecc.. Tutte innovazioni che possono portare maggiore trasparenza in questo delicato settore al quale sempre più famiglie ricorrono con prestiti, acquisti rateali, carte revolving o cessioni del quinto”.

PRESTITI E CREDITO AL CONSUMO

Il Movimento Difesa del Cittadinoricorda le nuove garanzie

Maggiore trasparenza e tutela per i consumatori che chiedono prestiti accedendo al cosiddetto credito al consumo. Il Disegno di legge approvato dal Consiglio deiMinistri nel luglio scorso prevede importanti novità a garanzia di coloro che si rivolgono a finanziarie. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ricorda che a partire dal 2008 entranno in vigore le seguenti normative.
· il tasso annuo effettivo globale (TAEG) dovrà prevedere l'inclusione di tutti gli ulteriori oneri connessi al finanziamento sostenuti dal consumatore con la specificazione nel contratto delle singole voci che lo compongono;
· gli annunci pubblicitari dovranno avere contenuto minimo più articolato rispetto all'attuale;
· sarà possibile un ripensamento da parte del consumatore entro 14 giorni dalla conclusione del contratto;
· la società finanziaria che darà il credito sarà tenuta a valutare la solvibilità del consumatore al fine di evitare fenomeni di sovraindebitamento, nonché a prestare la propria consulenza a favore del consumatore per la comprensione della documentazione e per la verifica dell'adeguatezza delle condizioni contrattuali alla situazione finanziaria del consumatore stesso;
· in caso di mancata consegna del bene per il cui acquisto avevano richiesto il prestito il consumatore potrà interrompere il pagamento delle rate e risolvere il contratto di fornitura oltre che quello di finanziamento;
· per gli intermediari finanziari non bancari viene innalzato il requisito del capitale sociale minimo, portandolo da cinque a dieci volte quello di 120 mila euro richiesto dal codice civile per le SpA, con l'obiettivo di scoraggiare coloro che non abbiano un serio progetto imprenditoriale, riducendone così il numero in maniera significativa;
· per i soggetti non vigilati è prevista la costituzione di organismi di categoria incaricati della gestione degli elenchi e la maggiore responsabilizzazione degli intermediari che fanno ricorso a tali soggetti per la commercializzazione dei propri prodotti. Invece, contrariamente a quanto previsto nel testo originario, il campo di applicazione della disciplina del credito al consumo non viene esteso: l'importo massimo su cui il consumatore potrà godere delle speciali tutele previste resta fissato a 31 mila euro e non più a 100 mila.

CARTASI’ HA DETTO SI’... AL MERCATO DEI PRESTITI

Le carte revolving mettono a disposizione dell'utente una vera e propria riserva di denaro sulla quale contare per effettuare acquisti o prelievi di contante.Ad ogni utilizzo la disponibilità della carta diminuisce, allo stesso tempo man mano che il titolare rimborsa le spese con comode rate mensili la dispomibilità sulla carta si ripristina. Dal sito www.carterevolving.com abbiamo attinto una breve e utile guida.
COSA BISOGNA SAPERE PER ORIENTARSI NELLA SCELTA DELLA CARTA GIUSTA
I rimborsi
La rata minima di una carta revolving viene in genere scelta dal cliente alla sottoscrizione del contratto. Tale rata può essere fissata in valore assoluto (ad esempio 50 euro al mese) oppure in percentuale (es. il 10 % dell'importo dovuto).
Ad ogni rimborso si ricostruisce il credito originale messo a disposizione dalla carta.

Gli interessi
Gli interessi delle carte revolving sono calcolati in base ai parametri
Tan : Il Tan è il tasso annuo nominale, che, contrariamente al TAEG, non tiene conto delle spese e delle commissioni ed esprime il tasso di interesse.
Taeg : TAEG è il tasso annuo effettivo globale, cioè il tasso che esprime il costo effettivo del finanziamento, tenendo conto di tutte le spese obbligatorie. E’ calcolato sul prestito concesso considerando il tasso del mutuo e le componenti accessorie del finanziamento, spese imposte al cliente e incassate direttamente dalla Banca.
Il TAEG comprende: tasso di ingresso – tasso a regime – spese di istruttoria – spese gestione incasso rata – spese amministrative – invio estratto conto.

I limiti di spesa
In genere, i limiti di credito concessi su una carta revolving sono decisi dall'emittente in base ad una valutazione dell' affidabilità finanziaria del richiedente. All'atto della richiesta è necessario fornire tutti i propri dati personali, un documento d'identità, copia dell'ultima busta paga e/o copia di una recente bolletta. La linea di credito concessa può essere utilizzata.

Quota associativa
Il corrispettivo da pagare annualmente alla società emittente della carta Non meno importanti sono le spese quali : invio estratto conto, commissioni sul prelievo contanti, su eventuali ritardi di rimborso rata, superamento del limite di credito.

CartaSi, ha desiso di lanciarsi nel mercato dei prestiti e delle assicurazioni aggiungendo alla carte di credito il business delle carte «revolving » e il credito al consumo. Dal primo gennaio 2008, si legge in un comunicato della società, verrà costituita una nuova società che opererà nel settore delle carte revolving, della cessione del quinto dello stipendio e dei prestiti personali. La nuova società sarà controllata da Si Holding Spa e sarà aperta alla partecipazione di banche e partner industriali. Il principale canale di vendita dei nuovi prodotti sarà quello bancario: sono in corso di definizione accordi commerciali con numerosi istituti bancari che garantiranno all’offerta CartaSi una rete distributiva capillare. Le soluzioni di credito al consumo CartaSi potranno essere acquistate anche attraverso una struttura dedicata e il portale Internet di CartaSi. Le nuove soluzioni di credito al consumo saranno lanciate nel gennaio del 2008 e nella fase iniziale saranno offerte direttamente da CartaSi. Dal secondo trimestre del 2008 la nuova società sarà pienamente operativa e gestirà i rapporti con la clientela, lo sviluppo dei prodotti di credito al consumo e il relativo rischio di credito. L'obbiettivo è che entro 5 anni, un quarto del fatturato del Gruppo derivi dalle attività di credito al consumo e di servizi assicurativi. Anche l'esercizio 2007 si chiuderà con ottimi risultati: +141,5% di Ebit, corrispondente a un valore atteso di 38,4 milioni di euro rispetto ai 15,9 milioni di euro realizzati nel 2006. Gli utili ante imposte saranno di circa 25 milioni di euro, praticamente doppi rispetto all'anno scorso.
Autore: Qui risparmio