Copertina Luglio- Agosto 2010
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Si gli utenti non avessero timore delle truffe, le carte di credito  sarebbero più diffuse, così come il commercio elettronico. 

Chissà se pensava di farla franca quel dirigente amministrativo della tedesca Cdu mentre sceglieva di pagare il conto delle sue avventure nei bordelli di Magonza e Berlino nientemeno che con la carta di credito del partito… 

Mentre in Germania le tessere, usate anche per questa insolito capitolo di spesa, fanno sorridere e innescano un processo per malversazione, in Italia la cronaca riporta l’ennesimo caso di clonazione di centinaia di carte di credito. Questa volta è stata la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescara ad arrestare, nelle province di Chieti, Roma e Campobasso, cinque cittadini rumeni responsabili di alcuni grossi furti perpetrati ai danni di noti centri commerciali della zona per centinaia di migliaia di Euro. Le indagini sono partite dalla segnalazione di un grande negozio di giocattoli di Pescara che aveva ritrovato una busta contenente materiale elettronico nascosta tra gli scaffali: un vero kit per clonazione contenente uno skimmer (un dispositivo capace di leggere e in certi casi immagazzinare su una memoria della banda magnetica) - 2 involucri di terminali POS - utensili vari, nonché un cartoncino contenente le indicazioni tecniche relative allo schema elettronico dello skimmer. 

Apparecchi che rubano i codici e le digitazioni: sono solo l’inizio di una serie di raggiri che non ha confini. 

 

ATTENZIONE AL “PARCELLING” 

C’è una nuova truffa via mail che arriva dalla Gran Bretagna. La truffa consiste nell’invio di mail che invitano ad aderire a iniziative di solidarietà. Le mail possono arrivare dall’indirizzo di un vostro amico, tramite siti web o banner pubblicitari. Lo scopo è quello di reclutare quante più persone possibili disposte a collaborare in attività di volontariato a favore di popolazioni bisognose. Ai volontari viene chiesto di ricevere a casa della merce, oggetto di donazioni benefiche destinate per esempio ad orfanotrofi in Africa o a centri di aiuto simili, con la scusa di non disporre di magazzini adeguati, in realtà si tratterà di merce acquistata con carte di credito clonate o utilizzandone i numeri. Il “volonatrio”, secondo le istruzioni ricevute, informerà l’ organizzazione non appena i prodotti gli saranno stati consegnati ed il pacco verrà ritirato da un furgone: ecco la truffa. Il destinatario della merce sarà convinto di aver cooperato con una associazione di volontariato, mentre in realtà sarà complice di un’organizzazione di truffatori, rischiando fino a 8 anni di reclusione per il reato di ricettazione. 

 

LA TRUFFA CORRE SUL FILO 

Sta circolando da qualche tempo via e-mail anche un’altra segnalazione di pericolo riguardante le carte di credito: una volta tanto, non c’entra il loro uso su Internet, ma si tratta di una truffa telefonica. A segnalarla, come fosse un ceppo d’influenza, è una delle più importanti banche del Canada (più precisamente la Royal Bank of Canada) che sta allertando tutti i propri clienti circa una nuova truffa ai danni di possessori di carte di credito (VISA, Mastercard, etc.) che si sta allargando a tutto il continente americano ed è molto prevedibile che prestissimo raggiungerà l’Europa. Si tratta di un modo piuttosto furbo per truffare i possessori di carte di credito, poiché questi criminali hanno già i numeri di serie della carte e quindi non vi chiederanno il numero di serie della vostra tessera. La persona vi chiamerà al telefono dicendo:“Buongiorno, mi chiamo (Nome e Cognome) e La sto chiamando dall’ufficio antifrodi della VISA (oppure Mastercard, American Express, ecc.).La mia matricola di funzionario VISA è la 12460. Le telefono perché la Sua carta è stata segnalata dal nostro sistema di sicurezza per aver fatto un acquisto insolito e io sono qui per verificare insieme a Lei se si tratta di qualcosa di illegale oppure no. Guardi, si tratta della Sua carta di credito VISA emessa dalla Banca.........( vi dirà il nome della Vostra Banca) Lei ha per caso acquistato recentemente dei biglietti aerei (o qualsiasi altra cosa) per 497.99 dollari (oppure Euro) da una società via Internet che ha sede in ....... ?”Mentre voi risponderete di no, il falso funzionario continuerà dicendo: “Guardi, Le spiego brevemente, si tratta di una società che stiamo tenendo d’occhio poiché effettua degli addebiti tra 297 e 497 dollari (Euro) per volta e restando sotto i 500 dollari non è facilmente controllabile, dato il gran numero di transazioni che effettua ogni giorno in tutto il mondo. Ad ogni modo, se Lei mi conferma di non aver effettuato con la sua carta nessun acquisto Internet per biglietti aerei di questo importo, con il suo aiuto abbiamo potuto appurare che si tratta di un tentativo di frode e così questa somma Lei la vedrà addebitata sull’estratto conto del mese ma le verrà contemporaneamente eseguito lo storno per lo stesso importo non dovuto, così alla fine il saldo sarà pari. L’estratto conto verrà inviato come al solito al Suo indirizzo che ci risulta essere Via........., è corretto ?” E voi direte ovviamente di sì... Allora lui/lei continuerà dicendo: “Ok, a questo punto apro una pratica interna antifrode. Se Lei avesse qualsiasi domanda o chiarimento da chiederci, chiami il nostro numero verde 800 ........ e chieda dell’ufficio antifrodi Internet: quando un mio collega le risponderà, abbia cura di dargli il codice di questa pratica che è il .............. (vi darà un numero a sei cifre) così che potrà rispondere a tutte le sue domande. Ha annotato il codice della pratica? Vuole che glielo ripeta?” A questo punto inizia la parte IMPORTANTE della truffa. il falso funzionario vi dirà:“un’ultima cosa ancora. Avrei bisogno di verificare se lei è davvero in possesso della sua carta: ce l’ha in mano in questo momento? Ok, allora dia uno sguardo ai numeri che trova sul retro: se guarda bene vedrà due numeri, uno di quattro cifre che è una parte del numero di serie della carta e l’altro di tre cifre (Codice di Sicurezza) che dimostra che Lei è in possesso della carta. Queste ultime tre cifre sono quelle che vengono normalmente utilizzate per gli acquisti via Internet, poiché sono la prova che Lei possiede fisicamente la carta. Me li può leggere per favore ?”Una volta che glieli avrete letti, lui dirà: “Ok, codice corretto. Avevo solo bisogno della prova che la carta non fosse stata persa o rubata e che ne eravate ancora fisicamente in possesso. Ha qualche altra domanda da farmi ?” Dopo che voi avete risposto di no, lui risponderà: “Molto bene, la ringrazio della collaborazione. In ogni caso non esiti a contattarci per qualsiasi necessità: buongiorno.” E metterà giù il telefono.  Da parte vostra vi sentirete sollevati... hanno tentato di truffarvi, ma il solerte servizio antifrodi della VISA vi ha salvati in tempo. In fondo non gli avete detto quasi niente di importante e lui non vi ha mai chiesto il numero della carta... INVECE HA GIA’ INCASSATO I VOSTRI SOLDI ! Già, perché gli avete letto i tre numeri del codice di sicurezza e CERTAMENTE li ha già usati per addebitare la vostra carta: gli altri dati se li erano già procurati, persino il vostro indirizzo!  Possessore avvisato... 

GLI ITALIANI E LE CARTE

Cresce il numero di carte e Bancomat nelle tasche degli italiani, che sempre più spesso preferiscono questi strumenti per le loro spese quotidiane: oggi in Italia ci sono 67 milioni di carte bancarie - il 12% in più rispetto al 2006 e più del doppio rispetto al 1998. Sono questi i principali risultati dello studio “Carte di credito e di debito – Monitoraggio dell’offerta bancaria” condotto dall’Osservatorio e-Committee dell’ABI.Oggi, infatti, ci sono 29 milioni di Bancomat (+5% rispetto al 2006), 30 milioni di carte di credito (+17%), 3,3 milioni di prepagate (+29%) e 4,3 milioni di carte revolving (+21%). Le carte “attive”, cioè che hanno effettuato almeno una transazione nel 2007, sono 51 milioni pari al 76% delle carte in circolazione Se la gran parte delle carte Bancomat (96% di quelle in circolazione) e delle carte di credito (93%) si trova nelle tasche delle famiglie, sempre più imprese “scoprono” i vantaggi delle carte prepagate che, messe a disposizione dei dipendenti, si rivelano strumenti utili e flessibili. Nel 2007, infatti, più di 600 mila prepagate (21%) sono state utilizzate come carte aziendali. Diventa sempre più frequente, inoltre, anche fare acquisti con le carte via telefono e on line: quelle che hanno fatto “shopping” attraverso questi canali sono circa 6 milioni pari al 25% delle carte di credito attive e al 25% delle prepagate. “Sul fronte dei pagamenti elettronici – ha detto il direttore generale dell’ABI, Giuseppe Zadra - l’Italia ha fatto grandi passi avanti, ma deve ancora colmare il divario col resto d’Europa, dove le operazioni in contante sono molto meno diffuse a vantaggio di strumenti più evoluti. Usare di più le carte di pagamento – ha aggiunto Zadra – vuol dire contribuire alla maggiore efficienza e innovazione del Paese, abbattendo gli alti costi di gestione del contante ed il suo costo sociale legato agli episodi di furto e rapina”. In Italia, la gestione del contante costa 10 miliardi di euro l’anno a imprese e banche, senza contare gli alti costi sostenuti dalla Pubblica Amministrazione. 

 

AGLI ITALIANI PIACE L’E-COMMERCE 

6 MILIARDI DI ACQUISTI NEL 2008 

Il web shopper italiano spende mediamente intorno ai 900 euro 

Confrontare prezzi e prestazioni prima di acquistare, stando comodamente seduti sulla sedia di casa. E’ un’opportunità che in tempi di crisi sembra essere davvero apprezzata, anche da chi, fino a poco tempo fa, era restio ad acquistare on line. Ed è bello, una volta rotto il ghiaccio, pensare che il nostro PC all’occorrenza può diventare il negozio più fornito del mondo a portata di click. Certo, la merce non si può toccare con mano; ma se parliamo, ad esempio, dello stesso telefonino acquistato sul web o al negozio, il prodotto è lo stesso e non rischiamo brutte sorprese. Chi aveva qualche timore si è accostato, soprattutto al mondo di E-Bay, attraverso i nuovi negozi che hanno aperto i battenti con lo scopo di aiutare chi vuole vendere e chi vuole acquistare, senza timori di mancati pagamenti e frodi varie. Insomma, nonostante le insidie di un acquisto “al buio”, l’e-commerce decolla.  Nel 2008, gli acquisti su Internet supereranno i 6 miliardi di euro con un aumento del 20% rispetto al 2007 e una quota dell’1% sul totale delle vendite retail. Secondo una ricerca condotta dal Politecnico di Milano, ad utilizzare il commercio elettronico sono circa 6 milioni di italiani. In realtà, però, sono 18 milioni quelli che utilizzano la rete per ricercare informazioni su prodotti e servizi e che potrebbero diventare futuri acquirenti.  

Nonostante il trend di crescita l’Italia continua a rimanere indietro rispetto agli altri partner: siamo ad un decimo di quanto “gira” in Gran Bretagna e acquistiamo un terzo rispetto alla Francia. 

I MOTIVI DELLA DIFFIDENZA 

Tra le cause del ritardo italiano, si va dalla scarsa penetrazione di Internet e della banda larga e costi della logistica distributiva, alle abitudini dei consumatori italiani: forte diffidenza verso l’utilizzo della carta di credito online, bassa propensione all’acquisto a distanza, fino alla difficoltà di trovare in rete alcuni prodotti. L’offerta, d’altra parte, risente di importanti ‘buchi’, specie in categorie merceologiche come l’abbigliamento, prodotti per la casa, auto e accessori, vino e gastronomia, che faticano a sfruttare sapientemente l’interattività, in particolare tra canale online e canali fisici ‘tradizionali’.

AL PRIMO POSTO IL TURISMO 

Il turismo, inteso come acquisto di biglietti e pacchetti vacanze, è sempre la componente maggiore del commercio elettronico in Italia, con 750 milioni di euro di ricavi (+28%) e una quota del 10% sul totale delle vendite complessive di prodotti turistici venduti. Bene anche la moda (+43% a 250 milioni di euro), editoria, musica e audiovisivi (+20%).

LA CLASSIFICA DEI “NEGOZI”

Chi vende di piu? I ‘pure player’, riferisce la ricerca del Politecnico, continuano a rappresentare metà del mercato dell’e-commerce, grazie alle prestazioni di grandi operatori del calibro di eBay, Expedia, IBS, Venere, Lastminute, Volagratis, Yoox.  

Si riduce di due punti percentuali il peso delle ‘dot com’ in favore delle imprese tradizionali - sia commerciali che produttrici - come Esselunga, Mediaworld, Monclick e di alcuni grandi marchi nel comparto dell’abbigliamento, ad esempio Diesel, Armani, Gucci, Prada, Valentino, Stone Island, Energie, Bata, Pinko.  


Autore: Andrea Checconi Sbaraglini