Copertina Luglio- Agosto 2010
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Conti correnti

E’ il momento di scegliere i più convenienti

La voglia di tirar via i soldi dalla banca per metterli sotto il materasso non è solo un’idea che frulla nella testa di molta gente, dopo aver appreso che anche grosse banche, di questi tempi, possono chiudere bottega. In Gran Bretagna, ad esempio, si registra una sorta di boom nelle vendite di casseforti casalinghe.
Dubitiamo che tenere i soldi in casa sia la soluzione migliore, anche se probabilmente la pensavano allo stesso modo quanti hanno investito i propri risparmi nei bond argentini o nelle azioni Parmalat o in prodotti legati alla Lemhan Brothers. Ma senza pensare ad investimenti più o meno azzardati, si può tranquillamente tenere i risparmi su un conto corrente, perchè anche se la banca dovesse fallire esiste una sorta di assicurazione che copre fino a 103 mila euro depositati per singolo cliente. La cassaforte, invece, non è impenetrabile per i ladri e in quel caso non vi sarebbero rimborsi di sorta. Questo è semmai il momento per ripensare al proprio conto corrente. Proprio come si fa con le bollette del telefono: si depennano i vari costi aggiuntivi in abbonamento, per renderle più digeribili.  
“I servizi bancari offrono ottime possibilità di risparmio, anche nell’ordine di centinaia di euro annui” - sostiene Altroconsumo nella sua ‘Guida alla crisi finanziaria - Quando la fiducia fa crack’. Naturalmente bisogna spendere un po’ di tempo e confrontare le soluzioni più adatte alle personali esigenze. Altroconsumo, ma anche altri siti on line offrono questa possibilità al risparmiatore. Che sembra riporre  fiducia nei conti di deposito.  
Nella pagina accanto vi proponiamo  una tabella riassuntiva dell’interessante indagine di Altroconsumo. 
 
 
Virus, a rischio 500mila conti on-line 
Sarebbero 500mila i conti correnti e le carte di credito legate a banche online raggiunti da un virus informatico descritto come “uno dei più sofisticati crimini mai elaborati”. La notizia è stata diffusa dalla Bbc. Il virus si chiama ‘Sinowal trojan’, conosciuto anche come Torpig o Mebroot, ed è stato individuato da un’azienda per la sicurezza informatica. Il virus è stato scoperto nel 2006, e da allora ha compromesso l’utilizzo di 270mila conti bancari e 240mila carte di credito di centinaia di migliaia di istituti finanziari di tutto il mondo, sebbene i danni maggiori siano negli Stati Uniti e in Canada, ma anche Australia, Gran Bretagna e Polonia. Il codice è riuscito a creare danni anche in Italia, sebbene la ricerca non elenchi gli istituti di credito coinvolti. 100 mila sono stati gli account sottratti solo negli ultimi 6 mesi: la pericolosità di questo virus sta in particolare nel lungo periodo in cui ha potuto agire indistrubato, due anni e mezzo durante i quali ha collezionato informazioni. Visto che raccogliere tanti dati ha un costo elevatissimo, si pensa che il gruppo dietro questo crimine abbia ben calcolato il potenziale ritorno economico di questa infezione. Si tratta senza dubbio di un gruppo di professionisti, anche perché il virus subisce costantemente variazioni che lo rendo più difficile da individuare e distruggere. Per cercare di sfuggire a questi attacchi c’è un solo modo, chiamato in gergo ‘think before you link’, ovvero stare molto attenti a dove si naviga, soprattutto se nel caso di social network come facebook: più famosi e trafficati sono i siti internet, più è facile vi si nasconda qualche insidia.
Sulla scarsa sicurezza dell’home banking si era già espressa l’anno scorso l’università del Michigan, che in uno studio aveva mostrato come il 75% dei siti web delle banche ha almeno un ‘buco attraverso cui è possibile rubare informazioni e soldi. (Agr)
 
Nella crisi emerge BANCA ETICA
In piena crisi finanziaria i risparmiatori hanno fatto registrare un aumento del 100 per cento dell’apertura di conti correnti presso Banca Etica. E pensare che per anni questa istituzione è stata considerata un’impresa che che presentava il massimo rischio. Il ragionamento del suo presidente Fabio Salviato è chiaro:”Noi rappresentiamo le imprese non profit, comprese le parrocchie, per esempio. Avete mai visto una parrocchia che fallisce? Le nostre imprese presentano un tasso di sofferenza del 0,3% lordo. Noi finanziamo gran parte di quelle imprese che vengono considerate nel sistema del Terzo settore: per questa ragione dalla regolamentazione italiana e internazionale i nostri investimenti vengono considerati a rischio massimo e penalizzati da difficoltà indicibili nella concessione del credito. Le valutazioni fatte dagli analisti non tengono conto dei piani di sviluppo a medio e lungo termine delle imprese richiedenti, ma badano all’utile immediato senza dare peso al grande valore sociale intrinseco in certe produzioni o in scelte di posizionamento nella comunità locale. E allora bisogna che ci mettiamo d’accordo su queste regole: non è possibile che chi fa economia reale, crea posti di lavoro, milioni di ettari di agricoltura biologica che impiegano il doppio dei dipendenti della Fiat, sia considerato a rischio massimo, e gli altri no. Bisogna rivedere queste regole e privilegiare criteri come i nostri, che hanno dimostrato di essere una buona prassi. Le regole attuali sono quelle che hanno contribuito a portarci a questa catastrofe”.
 
 
L’indagine di Altroconsumo
I MIGLIORI CONTI DI DEPOSITO 
 

 Tabella aggiornata il 16/10/2008
“In periodi di incertezza come quello che stiamo vivendo - sostiene Altroconscala drasticamente nei risparmiatori la propensione al rischio. Rimane però l’esigenza di far maturare interessi ai propri risparmi. Servono opzioni che lascino tranquilli.
Tra i conti di deposito pubblicizzati da varie banche, qual è l’offerta migliore?
I conti di deposito, a differenza dei conti correnti, non offrono operatività bancaria, ma servono solo per gestire la liquidità. In pratica sui soldi depositati non si possono fare operazioni. Questi prodotti pertanto sono consigliabili in un periodo burrascoso per i mercati come quello attuale come porto sicuro per i propri soldi a condizioni di non superare i 103 mila euro garantiti dal Fondo interbancario. I conti di deposito pagano interessi più elevati dei conti correnti tradizionali e, in alcuni casi, si accollano anche le spese dei bolli di legge (34,20 euro annui). Il vero problema è districarsi tra le varie promozioni per trovare quella più adatta alle proprie esigenze: spesso i tassi interessanti sono riservati solo ai nuovi clienti, applicabili soltanto su certi importi e praticati per alcuni mesi.


Autore: Qui Risparmio