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Nano e biotecnologie.

Il Veneto sperimenta nuove frontiere: dagli alimenti per gli allergici, all’ipersudorazione, dai nuovi imballaggi, alla caduta dei capelli.

Con quattro milioni di euro verranno finanziati in Veneto nuovi Progetti di ricerca nel settore delle nano e bio tecnologie, grazie ad un Accordo di Programma sottoscritto tra la Regione del Veneto ed i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Università e Ricerca, definito dall’Assessore alle Politiche Economiche, Ricerca e Innovazione Fabio Gava.  I Progetti riguardanti le nanotecnologie saranno realizzati dal Coordinamento Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie di Marghera (CIVEN); quelli sulle biotecnologie, dall’Istituto di Ingegneria Biomedica di Padova. I progetti riguardano settori di frontiera ma sono anche molto concreti. Spaziano dallo studio di nanocomposti metallici con impatto sul settore metalmeccanico, all’individuazione di nanosensori applicabili al monitoraggio della qualità e salubrità degli alimenti; dalla realizzazione di polimeri nanocomposti da impiegare nelle produzioni del packaging alimentare, dell’agricoltura e della filatura, all’analisi di proteine allergeniche (in particolare del latte e delle uova) per creare prodotti non allergenici; dalla ricerca per dermocosmetici adatti a combattere la sudorazione di mani, piedi e ascelle incidendo sui terminali nervosi, all’ottimizzazione della produzione di vaccini in uova embrionali di pollo; dalla lotta all’alopecia per individuare rimedi topici per rallentare ed eventualmente prevenire la caduta dei capelli, alla valutazione degli effetti della fangoterapia sulle cellule della pelle. Non mancano anche ricerche di tipo ambientale: si va dalla ricerca incentrata sullo sviluppo delle microalghe tossiche, a quella sugli effetti per la qualità ambientale della Laguna di Venezia della coltivazione e raccolta delle vongole e dell’uso di antivegetativi sulle imbarcazioni. Finanziato anche un Master in “Biotecnologie per l’Impresa” per utilizzare al meglio le biotecnologie nei rispettivi settori e portarle all’interno della propria azienda.
Autore: Qui Risparmio