LA SICUREZZA ALIMENTARE
Il messaggio forse è difficile da accettare per chi è convinto che solo un tempo i cibi fossero davvero sani. E per certi versi, erano effettivamente più genuini. Ma allora, ad esempio, non si sapeva che le farine potessero essere attaccate da microtossine durante il processo di essicazione. Si mangiava polenta in gran quantità, ignorando che il povero fegato dei nostri antenati stava soffrendo per combattere un nemico invisibile. E’ molto chiaro il professor Igino Andrighetto quando ci parla della sicurezza in materia alimentare. Ex preside della Facoltà di Medicina Veterinaria, dal 2003 è alla guida dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, un’istituzione all’avanguardia con sede centrale a Legnaro, in provincia di Padova, che ogni anno esamina qualcosa come 2 milioni di campioni portati dai NAS, dalle ASL e da tutti quegli uffici che nel Triveneto dispongono controlli sanitari sugli alimenti e sugli animali. Prelevati non solo da mense e ristoranti, ma anche dagli scaffali dei negozi. Soprattutto, ultimamente, quelli gestiti da stranieri. Integrarsi, dopotutto, significa anche sposare la legislazione del Paese in cui si vive e non sempre i nuovi cittadini sono a conoscenza delle procedure per la corretta conservazione dei cibi. Va detto che in molti casi siamo anche noi profani riguardo a certe metodiche adottate in altri Paesi per la conservazione degli alimenti: basti pensare all’essiccazione del pesce o ai riti di macellazione degli animali. Ma tant’è: la legge è uguale per tutti.
Il professore, insieme con la sua equipe di esperti, sta incontrando in questo periodo diverse categorie, come i medici di base, ad esempio, per spiegare loro come si articola il piano sulla sicurezza alimentare avviato dalla dalla Regione Veneto per volontà dell’Assessorato alla Tutela dei Consumatori guidato da Elena Donazzan e affidato proprio all’Istituto Zooprifilattico di Legnaro. “La gente si spaventa quando si cambiano i limiti di accettabilità degli inquinanti in un determinato prodotto temendo uno scadimento della sicurezza - esordisce il direttore - ma questo non corrisponde al vero, perchè oggi si conoscono molti più particolari sugli effetti delle sostanze inquinanti. Si può fare l’analisi del rischio sapendo con certezza entro quali limiti le sostanze non sono nocive e quando invece possono procurare dei problemi”. Nella lontana Norvegia, ad esempio, si mangia molto pesce azzurro nel quale viene trovato sempre più spesso il metilmercurio, sostanza che si deposita nel grasso del pesce e che, assunta in continuità e in gran quantità, può essere dannosa per l’organismo. Per la verità il metilmercurio è una delle sostanze che al momento risultano fuori controllo anche da queste parti, ma il problema si pone in maniera più lieve, poichè il consumo di pesce azzurro non è neppure paragonabile con quello delle poplazioni nordiche.
La sicurezza alimentare è comunque una materia molto delicata. Nell’offrire una notizia come la presenza di mercurio nel pesce, si potrebbe fare del terrorismo tra i consumatori che potrebbero smettere, a torto, di acquistare e mangiare pesce azzurro (che in realtà fa benissimo, perchè ricco di Omega3). Anche per capire come far transitare i messaggi, gli esperti dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie stanno incontrando delle delegazioni dell’Università di Padova esperte in Scienze della Formazione Primaria e Psicologia.
“Complessivamente il cittadino può stare tranquillo - rassicura il professor Andrighetto - ed è positivo che ci siano molti controlli sul fronte della sicurezza alimentare. Un progetto come quello portato avanti dalla Regione Veneto non ha eguali nel nostro Paese ed è ancora più importante perchè coinvolgerà il mondo scolastico - bambini genitori ed insegnanti, quello dell’informazione e le stesse associazioni che operano a difesa dei consumatori, affinchè chi è allo sportello possa essere istruito anche su questo importante capitolo per la tutela del benessere”.
Un ultimo consiglio ci viene spassionato dal direttore generale: “Per la vostra salute e per la salute del nostro ambiente, consumate possibilmente prodotti del territorio”.
Sanità
IL VENETO VARA UN PIANO PER LA SICUREZZA DEI PAZIENTI.
SARA’ ATTIVO ENTRO IL 31 OTTOBRE
Più sicurezza per i pazienti ricoverati negli ospedali veneti, o curati nell’ambito dei Distretti Sanitari e per le persone non autosufficienti assistite dai Centri Servizi. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità Sandro Sandri, che ha istituito una nuova “Organizzazione per la gestione della sicurezza del paziente”. Viene di fatto individuato un modello organizzativo, che andrà applicato in tutte le strutture sanitarie pubbliche, in quelle private accreditate e nei Centri Servizi per persone non autosufficienti. Il cardine del tutto è la nascita della figura del “Responsabile delle funzioni per la sicurezza del paziente” in ogni struttura, la realizzazione di un sistema informativo regionale integrato per la gestione della sicurezza del paziente, l’avvio di un piano di formazione per gli operatori, che sarà redatto dall’Agenzia Regionale Socio Sanitaria, la quale avrà anche il compito di lavorare ad un rapporto annuale che descriva lo stato di sicurezza del servizio socio sanitario regionale. L’attivazione della figura del Responsabile per la sicurezza del paziente farà anche parte dei requisiti richiesti alle strutture sanitarie per ottenere l’accreditamento istituzionale.
Il Responsabile verrà nominato dal Direttore Generale su proposta del Direttore Sanitario e verrà scelto tra i Dirigenti Medici con documentata esperienza. Molti i suoi compiti: tra questi, curare il monitoraggio della sicurezza del paziente, supervisionare l’organizzazione e formulare proposte di analisi ed eventuale revisione dei processi assistenziali, verificare l’attuazione delle misure preventive adottate, coordinare i referenti nei Dipartimenti. In ogni Azienda viene anche costituito il Comitato Esecutivo per la Sicurezza del Paziente: esso dovrà definire le misure preventive per la riduzione dei rischi, proporre il Piano per la formazione specifica del personale, esaminare e valutare gli eventi negativi che venissero segnalati, supervisionare il sistema informativo, proporre le linee guida aziendali per la sicurezza del paziente.
VIDEOPOLIS
La Regione del Veneto ha indetto anche per l’anno 2008 il Festival Videopolis sulla rappresentazione dello spazio urbano. Il Festival si svolgerà a Padova dal 3 al 6 novembre 2008. Titolo della X^ edizione è “Videopolis 10” - “10 anni del cinema giovane”.
Tre le sezioni tematiche del concorso:
* “la città e i linguaggi”: sezione aperta all’analisi del paesaggio urbano attraverso i linguaggi artistici e mass mediatici della contemporaneità (letteratura, pittura, fotografia, cinema, videoarte ecc.);
* “la città femminile”: sezione riservata ad autrici donne e dedicata allo sguardo e alla percezione femminile della città;
* “la città che cresce”: la metropoli veneta: sezione dedicata alle visioni di un Veneto futuro, in sintonia con le tematiche che caratterizzano il vasto progetto di riconfigurazione della regione detto “Terzo Veneto”;
* “la città che vorrei”: sezione rivolta ai giovani studenti universitari degli ESU- ARDSU - Aziende Regionali per il Diritto allo Studio Universitario - di Padova, Venezia e Verona più direttamente interessati alle tematiche del mutamento e delle dinamiche della metropoli moderna.
Le opere video-cinematografiche concorrenti saranno esaminate da una giuria nominata dal Presidente della Regione del Veneto e presieduta da Folco Quilici.
Per la fase finale del Festival verrà selezionato un massimo di 20 opere.
Il termine per la presentazione dei lavori è il 15 settembre 2008. Per maggiori informazioni sul regolamento del concorso e sulle modalità di partecipazione accedi al bando oppure rivolgerti a: Giunta Regionale del Veneto Direzione comunicazione e informazione rio dei Tre Ponti, Dorsoduro 3494/A - 30123 Venezia - tel. 041/2792622 fax 041/2792617
Autore: Alessia Da Canal