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La giornata del consumatore

Fiera di Vicenza, 22 maggio.
La soddisfazione era palpabile tra le associazioni dei consumatori protagoniste dalla prima “giornata del consumatore”: con la Regione Veneto oggi ci si può confrontare in modo costruttivo, pianificando insieme le strategie per la difesa del consumatore e al di là di ogni credo politico.
Del resto il momento critico per il bilancio delle famiglie italiane, soprattutto per quelle appartenenti al ceto medio non può lasciare spazio a campanilismi di sorta.
Per questo evento in particolare, l’Assessorato che si occupa della Tutela dei Consunatori guidato da Elena Donazzan ha scelto prima di tutto di confrontarsi con quanto altre realtà italiane stanno facendo per la tutela dei Cconsumatori, per capire se la strada intrapresa è quella giusta e se alcune  valide strategie possono essere importate o esportate.
Brillante, ad esempio, il lavoro che viene svolto in Toscana, tra le prime regioni italiane a dotarsi di una legge per la tutela dei consumatori. Da quelle parti si sta puntando molto su temi legati ai consumi e all’ambiente, come la scelta di prodotti che non abbiano tanti imballaggi o le azioni dei Gruppi di Acquisto Solidale. Accanto alle azioni locali si coltivano anche relazioni internazionali. Recentemente proprio in Toscana è stata elaborata la ‘Carta di Barcellona’ una carta dei valori condivisa da ben undici realtà europee. Il Veneto è stato invitato dall’assessore Eugenio Baronti a partecipare al progetto. In Lombardia, a quanto pare, le associazioni dei consumatori siedono ad un tavolo comune e sono interpellate per qualsiasi decisione importante. Ma la Regione Veneto è uscita a testa alta dal confronto, forte del progetto che sta partendo: la creazione di un PANIERE VENETO DEI PREZZI, con lo scopo di monitorare una trentina di prodotti di largo consumo (tra cui pane. pasta, olio, zucchero, passata di pomodoro, patate, prosciutto cotto, biscotti...), per individuare aumenti ingiustificati e agire a difesa del consumatore, innanzitutto mettendolo in guardia e fornendogli le giuste informazioni. In questo caso il prezzo giusto degli articoli che si troverà di lì a poco ad acquistare. Per esempio un pollonon potrà essere acquistato  
Altri due progetti stanno partendo: la costituzione  dell’Unità di coordinamento per la SICUREZZA ALIMENTARE che vede protagoniste  le associazioni dei consumatori e tutti i soggetti coinvolti nella formazione dei prezzi e nella tutela del commercio,  accanto allo sviluppo del progetto “L’informazione si fa grande” nato per invogliare i consumatori a leggere le etichette fin nei minimi dettagli, per capire veramente ciò che vanno ad acquistare. Ad esempio pochi consumatori sanno che una bistecca di vitellone prodotta con il metodo Veneto ha un contenuto di colesterolo inferiore al petto di pollo. Un altro punto sul quale la Regione lavorerà è proprio quello relativo alla valorizzazione dei prodotti locali. Magari abbandonando - come ha detto Igino Andrighetto,  presidente dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie - un po’ alla volta ‘la cultura della sottiletta’ e orientandosi al cibo intelligente.
Nel corso della “giornata del consumatore” ampio spazio è stato dedicato ad un fenomeno in preoccupante ascesa: il progressivo indebitamento di molte famiglie grazie al sistema del CREDITO AL CONSUMO  ovvero la richiesta di piccoli finanziamenti con i quali si paga un po’ tutto: dal televisore LCD, al divano; dalla rata universitaria dei figli, alla vacanza. Una vera ancora di salvezza per le spese improvvise che talvolta si devono affrontare; il punto è che molta gente si lascia prendere la mano con acquisti non sempre necessari, senza avere l’esatta percezione del denaro. “La situazione che viviamo oggi ci riporta indietro agli anni Sessanta - ha ricordato Mons. Dino Pistolato, direttore della Caritas veneziana - quando eravamo costretti a indebitarci per poter fare acquisti. Oggi, però, ci indebitiamo per mantenere lo stile di vita conquistato con tanti sacrifici. Uno status che non siamo disposti ad abbandonare, anche se siamo consapevoli che non è più possibile mantenerlo, con il diminuito potere d’acquisto di salari e stipendi”.
La conferma arriva da Luca Vanetti, responsabile Marketing della Banca Popolare di Vicenza, intervenuto al convegno: l’indebitamento è una consuetudine tra il 50% dei consumatori appartenenti ai ceti medi; il 25 ha redditi alti e il restante 25% ha redditi bassi. Sta di fatto che oggi agli sportelli della Caritas si presentano i nuovi poveri, quella categoria che prima dell’entrata in vigore dell’euro costituiva la cosiddetta fascia media. Famiglie che,  grazie alla rata del mutuo, all’aumento vertiginoso dei carburanti, della spesa e dei servizi, oggi riescono appena ad arrivare alla fine del mese. “Non certo  a capitalizzare - ha evidenziato il sociologo dell’Università di Trieste, Paolo Feltrin - I risparmi sono stati in gran parte impiegati in investimenti mobiliari da tempo in perdita e nessuno è disposto a disinvestire sommando alle perdite nuove perdite”. 

Autore: Andrea Checconi Sbaraglini