Copertina Luglio- Agosto 2010
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APPROVATA LA LEGGE CHE ISTITUISCE IL FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

Il consiglio Regionale, giovedì 26 novembre scorso, dopo un lungo iter, ha approvato con 36 voti a favore e 3 astenuti la legge che istituisce in Veneto il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza. Lo SPI e la CGIL hanno presidiato il Consiglio Regionale per sei giornate, tanto è durata la discussione di questa legge di tutela della disabilità e della non autosufficienza, fortemente voluta dalla nostra organizzazione sindacale che per prima ha, nel lontano 2004, promosso la sua adozione. Da allora, unitariamente, sono state fatte innumerevoli iniziative: manifestazioni, incontri con la commissione consiliare competente e i capigruppo in consiglio regionale e perfino raccolto ben 200 mila firme su altrettante cartoline che abbiamo consegnato al Presidente della Regione per sollecitare l'adozione di questa legge. Nel frattempo, a marzo 2006, la maggioranza di centrodestra in Consiglio Regionale e la minoranza di centrosinistra presentarono due progetti di legge per l'istituzione del Fondo. Successivamente i due progetti di legge vennero unificati da parte della quinta commissione consiliare e divennero il progetto di legge unico che il consiglio regionale ha, con alcune modifiche sostanziali, approvato. Questa legge prevede che il FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA sarà alimentato oltre che dagli stanziamenti della Regione sinora messi a bilancio per gli assegni di cura, l'assistenza domiciliare e i progetti di assistenza individualizzata, dalle risorse stanziate per le rette nelle case di riposo, dalle assegnazioni dello Stato per la non autosufficienza anche da donazioni e lasciti privati, dai contributi delle amministrazioni locali, dagli interessi attivi di gestione del fondo stesso, da una quota del gettito regionale Irpef e da eventuali ulteriori entrate da determinarsi con successive leggi regionali.
Esso sarà gestito dalle Ulss che dovranno, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta e della commissione consiliare, stabilire il grado di non autosufficienza e i progetti personalizzati di assistenza e di cura. Le persone assistite potranno beneficiare del fondo scegliendo liberamente se ricevere prestazioni sociosanitarie e socioassistenziali oppure ‘buoni' o ‘assegni di cura', da spendere per pagare servizi domiciliari, centri diurni o strutture residenziali. Le modifiche alla legge apportate in fase di approvazione, suggerite anche dallo SPI e dalla CGIL, hanno visto togliere dalla legge il limite di 5 anni di residenza in Veneto per l'accesso ai benefici del fondo, essendo questo limite assolutamente iniquo ma anche anticostituzionale. Inoltre questa legge chiarisce, una volta di più, che non è prevista alcuna compartecipazione alla spesa per le prestazioni a carattere semiresidenziale erogate presso i centri diurni a favore dei soggetti disabili.
Siamo ben consapevoli che solo se vi sarà un adeguato finanziamento (che il Consiglio Regionale dovrà individuare già a partire dalla legge finanziaria per il 2010) vedremo la positività di questa legge che, a regime, dovrà dare una risposta concreta alle esigenze dei disabili e non autosufficienti del Veneto e alle loro famiglie.
Un primo e importante passo per la tutela dei nostri cittadini più deboli è stato fatto ma il nostro impegno e la nostra lotta per spronare il Consiglio Regionale a trovare le risorse, dovranno, necessariamente, continuare!
Maria Pistorello - Segretaria Regionale SPI CGIL Veneto
Autore: Qui Risparmio