Osteoporosi, un nemico quasi invisibile
Diagnosi precoce, una buona dose di calcio e tanto sole, che serve a fissare il minerale nelle ossa fragili.
Anche al mare si combatte l’osteoporosi, il progressivo sgretolamento delle ossa che colpisce una donna su tre
Visto in sezione o al microscopio l’osso è una vera meraviglia. C’è la parte esterna più dura e una parte spugnosa interna, composta da piccole celle irregolari che ne conferiscono l’elasticità. In un osso colpito da osteoporosi questi spazi vuoti sono sempre di più e sempre più grandi. Per dirla in modo molto semplice, c’è meno tessuto osseo e il rischio concreto è quello della frattura. Il femore è uno dei primi distretti a cedere, così come l’anca, ma anche il polso e le vertebre lombari e cervicali spesso si fratturano, soprattutto in seguito ad una caduta. E’ proprio allora che si scopre l’esistenza di questo nemico che in maniera invisibile ha lavorato all’interno dello scheletro. In realtà l’osteoporosi non è associata alla presenza di qualche microrganismo, ma all’incapacità delle cellule che compongono il tessuto osseo, di rigenerarsi, come avviene in maniera molto vivace nell’età della crescita, ma anche in età adulta, se non ci sono particolari problemi. E questa incapacità può progredire soprattutto nel periodo della menopausa, tantopiù se è precoce o chirurgica. In assenza di precauzioni e di cure, spesso una donna di 70 anni si trova ad aver perso senza accorgersene il 30% e più della sua massa ossea adulta. Comprendiamo perchè l’osteoporosi sia considerata una malattia preattamente femminile.
COME SI FA A SAPERE SE LE
NOSTRE OSSA STANNO BENE ?
Il sistema più sicuro e attendibile è la densitometria ossea. Nel reparto di Medicina Nucleare dell’Ospedale Civile di Venezia da qualche mese è arrivato “Lunar” un nuovo densitometro che è stato salutato dall’equipe dell’Unità di Diagnosi e Terapia dell’Osteoporosi, come fosse una Ferrari fiammante, tanto le sue prestazioni sono all’avanguardia. Il paziente si stende sul lettino e in pochi minuti il braccio mobile della macchina scorre su tutto il corpo leggendo, attraverso una bassissima dose di raggi x, la quantità di osso presente nello scheletro. I dati vengono poi elaborati da un computer. Sono 5000 le densitometrie che vengono eseguite in un anno.
Non è un caso se la macchina è entrata in funzione proprio a Venezia, perchè questa è una delle città più “anziane” del Paese, visto che quasi il 30% della popolazione, alla fine del 2007 superava i 65 anni e che quasi mille persone su poco più di 60 mila residenti sono ultranovantenni. L’osteoporosi è legata soprattutto all’età. E proprio a Venezia da molti anni i medici Adriano Barbazza e Roberto Mameli stanno portando avanti un gran lavoro di ricerca, estendendendolo anche alla terraferma, con un ambulatorio per l’Osteoporosi aperto al Distretto Socio Sanitario di via Cappuccina a Mestre.
QUANDO SOTTOPORSI A
DENSITOMETRIA?
L’osteoporosi è una malattia difficile da riconoscere: il più delle volte non dà nessun segno di sè. Solo in alcuni casi può accompagnarsi a dolore osseo (che però spesso si confonde con i dolori causati dalla più comune artrosi).
Ci sono delle persone predisposte a questa “degenerazione”. Per ereditarietà, ad esempio: se la madre é affetta da osteoporosi, spesso le figlie hanno una struttura ossea con una densità al di sotto della media per la loro età. Chi ha un’alimentazione carente di calcio o chi è rimasto immobilizzato a lungo; chi utilizza farmaci cortisonici, quanti soffrono di insufficienza renale odi malattie della tiroide e paratiroide. Anche chi abusa di fumo e alcol è maggiormente a rischio, così come coloro che hanno un fisico minuto e le donne con cicli mestruali irregolari in età fertile. Il problema non è da poco. Le fratture al femore in passato erano considerate l’anticamera della morte per molti anziani non operabili. Oggi, invece, molti nonni vengono operati e tornano a camminare nel giro di poco tempo. Ma i costi sociali sono elevatissimi, se pensiamo che una frattura di femore costa circa 40.000 euro.
LE CURE E LA PREVENZIONE
Per i casi conclamati che facilmente andrebbero incontro a fratture, oggi ci sono dei farmaci che ritardano il fenomeno di sgretolamento delle ossa, anche se non possono arrestarlo completamente. Più in generale, per prevenire l’osteoporosi è bene seguire regolare attività fisica, assumere un’adeguata quantità di calcio con gli alimenti (latticini soprattutto) associata all’esposizione al sole che serve a fissare la vitamina D (presente anche nel pesce azzurro). E’ dunque la stagione giusta per andare al mare con un motivo in più. Attenzione, poi, a prevenire anche le cadute soprattutto tra gli anziani: via da casa tappeti grandi e piccoli e tutti quegli oggetti che potrebbero risultare pericolosi. E per camminare in sicurezza, meglio accendere una luce in più, sorattutto se ci si alza di notte . (a.d.c.)
Autore: Qui Risparmio