Viaggio in India per Carla Poli e il suo staff del Centro del Riciclo di Vedelago. Dal 19 al 27 febbraio, in delegazione assieme alla Regione Veneto, incontreranno dei clienti che acquistano materiali estrusi frutto del riciclo, ma soprattutto forniranno consulenza per la realizzazione di impianti esemplari come quello trevigiano.
Non è un caso che ogni anno il sito venga visitato da migliaia di persone, soprattutto studenti, provenienti non solo dal territorioo della Marca, ma anche dal Bellunese e dalle regioni limitrofe. Basti pensare che sono già 800 gli studenti che dall'inizio dell'anno hanno fatto visita alla struttura. "Siamo soddisfatti perchè continuiamo ad avere molte richieste anche dalle scuole superiori - sottolinea Carla Poli - interessate agli sviluppi ambientali ma anche produttivi del settore. Sono loro il nostro futuro, i cittadini di domani e il fatto che siano così attenti, è un bel segnale".
Una cultura che il Centro del Riciclo sta diffondendo tra le nuove generazioni attraverso visite guidate, lezioni, fumetti, ma anche con il lavoro quotidiano. Nelle scuole di Treviso e in molte della provincia è stata inctrodotta la raccolta differenziata spinta, in modo da azzerare completamente la tassa rifiuti attraverso la vendita dei materiali selezionati, raccolti e riciclati. Con questa operazione si ottengono due importantissimi risutati: l'azzeramento dei costi per la gestione dei rifiuti a carico delle scuole e del Comune, ma soprattutto la sensibilizzazione ed il coinvolgimento dei giovani sul tema dei comportamenti coerenti ad un progetto "rifiuti zero".
Il Centro del Riciclo di Vedelago è anche partner industriale del progetto europeo Numix, coordinato dal Cetma di Brindisi. Un progetto nato per rispondere in maniera efficace alle problematiche ambientali con soluzioni concrete che promuovano lo sviluppo economico senza trascurare i bisogni dei consumatori di oggi e di domani.
1 milione e 300 mila euro circa a sostegno di soluzioni innovative in grado di valorizzare i residui di lavorazione dei rifiuti solidi urbani ed industriali, che altrimenti andrebbero perduti, per definire e promuovere un processo produttivo affidabile, ecocompatibile e competitivo per il calcestruzzo alleggerito e la malta. Fondamentale per la riuscita del progetto, co-finanzianto dalla Comunità Europea, sarà inoltre la promozione di un mercato europeo per tali prodotti che comprenda, secondo una analisi condotta nel settore di riferimento, tra i 100 e i 150 produttori di calcestruzzo.
Tutto ciò sarà reso possibile dalla integrazione fra competenze ed esperienze differenti messe in campo dai diversi attori coinvolti: per la parte italiana sono presenti CETMA (centro multidisciplinare per l'innovazione), Centro Vedelago di Treviso (azienda operante nel settore del riciclo della plastica), Studio Galli Ingegneria Spa di Padova (società di ingegneria operante nei settori dell'energia, dell'ambiente, dell'ingegneria civile dei trasporti) e per la parte europea ci sono Acciona Infraestructuras S.A. di Madrid (leader europeo nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture civili) e DFS Montenegro Engineering di Podorica (società di ingegneria operante nei settori infrastrutture, energia e ambiente). Da tempo il Centro Riciclo di Vedelago sta portando a compimento lo studio e la sperimentazione dell'utilizzo delle plastiche nei calcestruzzi. Si tratta di una linea di produzione di granulati derivanti da plastiche eterogenee da raccolta differenziata (Secco non riciclabile e/o scarti plastici non reimpiegabili in cicli produttivi da raccolta differenziata) da addizionare nei calcestruzzi.
Grazie alla norma Uniplast specifica è possibile produrre una mescola (sostituto della sabbia) costituita da plastiche eterogenee di riciclo provenienti dalla raccolta differenziata di rifiuti urbani e industriali, da impiegarsi in miscele con malte cementizie e calcestruzzi per ottenere manufatti e prodotti tipici dell'edilizia. Rispetto alla produzione di granuli per stampaggio o di prodotti finiti (vedi panchine, recinzioni ecc), la norma 10667/14 consente di intraprendere una forma alternativa di riciclo, quale l'utilizzo anche di tutte quelle plastiche che sono, per caratteristiche oggettive, di difficile riciclo e pertanto smaltite senza possibilità di riutilizzo. Con questo processo si può avviare un riciclo integrale del rifiuto plastico altrimenti non recuperabile.
Il processo per ottenere la "Sabbia Sintetica" si può riassumere in una plastificazione e addensamento tramite estrusione di rifiuti plastici.
La mescola di plastiche eterogenee prodotta viene macinata per ottenere granuli di materiale plastico, la Sabbia Sintetica.
Gli utilizzi di questo prodotto sono molteplici: dal semplice sostituto della sabbia nei calcestruzzi, ad aggregato alleggerente nelle malte cementizie e a legante per manufatti in cemento.
Dalle sperimentazioni fatte risulta che questo nuovo prodotto migliora le caratteristiche e le prestazioni di alcuni conglomerati cementizi, in termini di fonoisolazione e termoisolazione.