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IL POTERE DELLE VIBRAZIONI

Dilaga la moda delle pedane vibranti e basculanti. Tecnologie diverse per
tornare in forma senza faticare troppo. I consigli di un esperto per un
acquisto ed un utilizzo corretto.  

 

Un pensierino l’abbiamo fatto tutti o quasi, vedendole in TV o provandole in qualche centro commerciale. In effetti salire su una di quelle pedane vibranti che promettono di rimetterti in forma con soli 10 minuti al giorno di esercizio, è  un’esperienza molto intensa. Percepisci subito la potenza del mezzo perchè, ad esempio, se non inclini leggermente la testa in avanti, le vibrazioni arrivano fin lassù, più fastidiose che piacevoli.Ma con le dovute istruzioni questo piccolo inconveniente passa immediatamente e il corpo resta piacevolmente sorpreso da questo “effetto Moulinex”. Le pubblicità parlano di dimagrimento, aumento della forza e della flessibilità muscolare, aumento della densità ossea, produzione di testosterone e ormone della crescita, aumento del metabolismo e riduzione della cellulite. In pratica, una seduta di allenamento di pochi minuti sarebbe equivalente a circa 1 ora e mezza di palestra e a 2 ore di tennis o corsa. Ma saranno davvero efficaci queste pedane che puntano a mandare in soffitta panca, cyclette e tapis-roulant? Senza contare che la scelta dei modelli è molto ampia, così come la forbice dei prezzi: si parte dai 199 euro della pedana vibrante che ripieghi comodamente sotto il letto e che viene pubblicizzata anche in TV, alle basculanti che superano i 2-300 euro. Fino alle pedane vibranti che vengono utilizzate nei centri di estetica o nelle palestre (intorno ai 1800 € la Dunlop Vibe Pro, addirittura 3500 la Power Plate).
Per capirci qualcosa in più abbiamo chiesto l’aiuto di un esperto, il dottor Francesco Comisso del Poliambulatorio FKT di Mestre.
CHE COS’E’ ESATTAMENTE
LA PEDANA VIBRANTE?
Da molti anni ormai numerosi ricercatori muovendo dagli studi teorici degli effetti positivi delle vibrazioni sul corpo umano hanno approfondito la ricerca dell’applicabilità di tali benefici in ambito medico, fisioterapico, ma anche nel settore dello sport e del fitness, del wellness e dell’estetica. L’italiano dott. Bosco fu tra i primi a ideare, progettare e realizzare la pedana vibrante e soprattutto, grazie al suo lavoro di ricerca, per primo riuscì a dare valenza scientifica documentata agli effetti benefici determinati dall’utilizzo di tali apparecchiature, che inizialmente trovarono applicazione nelle stazioni spaziali russe, venendo impiegate allo scopo di ridurre al minimo gli inevitabili problemi muscolari e ossei provocati dalla prolungata assenza di gravità, con l’effetto di riuscire a prolungare notevolmente il tempo di permanenza in orbita.
A CHE COSA SERVE?
Durante le attività quotidiane, per esempio durante la camminata, il corpo umano viene sottoposto a vibrazioni nella sua interezza. A partire dal momento dell’impatto del piede al suolo si assiste alla generazione di energia meccanica, la quale a sua volta viene trasmessa lungo la catena cinematica ascendente e, partendo dal piede, coinvolge progressivamente l’arto inferiore, il bacino, la colonna vertebrale ed, infine, gli arti superiori e il capo.
Con la pedana vibrante è possibile stimolare globalmente l’apparato neuromuscolare, l’apparato scheletrico, il sistema cardiocircolatorio e il sistema endocrino.
COME FUNZIONA LA PEDANA VIBRANTE (PER QUANTO ATTIENE ALLA POSIZIONE E AL DOSAGGIO?)
Il soggetto, una volta salito sulla pedana, adotta una postura specifica e, impostando determinati parametri di frequenza, ampiezza, accelerazione, è in grado di allenare una parte specifica del corpo. Infatti dall’inizio dell’esercizio si avverte che la vibrazione provoca un importante coinvolgimento delle fibre muscolari e un incremento della frequenza cardiaca e della circolazione sanguigna. Generalmente è consigliabile a soggetti che non praticano sport a livello professionistico di alternare nella sessione di esercizio 1 minuto di vibrazione ed 1 minuto di riposo per una decina di ripetizioni 3 volte alla settimana.
LE APPLICAZIONI DELLA PEDANA VIBRANTE IN AMBITO SPORTIVO
La sollecitazione prodotta dalle vibrazioni meccaniche è tale da aumentare la contrazione fino al 30%, con effetti di potenziamento muscolare, incremento delle capacità elastico-reattive, miglioramento della resistenza allo sforzo e facilità di recupero. Viene inoltre indotta la stimolazione di alcuni ormoni, tra i quali la somatotropina (ormone della crescita) e il testosterone.
LE APPLICAZIONI IN AMBITO MEDICO-FISIOTERAPICO
La vibrazione è uno stimolo meccanico che “facilita” il reclutamento neuromuscolare, pertanto trova indicazione in situazioni di atrofia o ipotono muscolare conseguenti a traumi, immobilizzazioni, sovraccarico, intervento chirurgico. Lo stimolo meccanico è in grado di migliorare l’elasticità dei tessuti connettivi, è indicato quindi nelle patologie tendinee, nelle entesiti (infiammazioni inserzionali) e nel recupero della mobilità e flessibilità articolare. La vibrazione stimola i meccanorecettori articolari e miotendinei, migliorando quindi la sensibilità propriocettiva e la capacità di mantenere l’equilibrio, la coordinazione e i riflessi. La vibrazione accelera l’osteogenesi (studi scientifici hanno dimostrato che aumenta la densità ossea) e quindi trova indicazione nel trattamento in casi non gravi di osteoporosi e nella prevenzione di tale malattia.
LE APPLICAZIONI NELL’AMBITO DEL BENESSERE E DELL’ESTETICA
La vibrazione attiva la circolazione e in particolare il microcircolo, ossigena i tessuti sottocutanei, aumenta la combustione dei grassi, favorisce l’espulsione delle tossine e migliora il drenaggio linfatico. Inoltre, a livello psicofisico si assiste ad un naturale rilascio di neurotrasmettitori, quali la serotonina e la dopamina, che migliorano l’umore e danno una sensazione di benessere generale.
QUALI PEDANE UTILIZZARE?
La pedana vibrante deve avere una escursione massima di 4 mm e basculante di 2 mm. Escursioni maggiori possono provocare sovraccarichi articolari. La frequenza deve poter variare e viene espressa in HERTE (certificate dal Ministero della Sanità). Al di sotto dei 10 Hz si possono creare danni articolari (effetto martello pneumatico), al di sopra dei 70 Hz si stressa il sistema nervoso periferico.
Purtroppo in commercio si trovano anche apparecchi che non rispettano questi parametri, ma questo non accade tra gli apparecchi professionali.
CONTROINDICAZIONI ALL’UTILIZZO DELLA PEDANA VIBRANTE: gravidanza; trombosi acuta; infiammazioni acute; tumori; -    fratture; calcoli; interventi chirurgici recenti; ernia discale; emicrania; artrite reumatoide; epilessia; artrosi in fase acuta; artropatie.


Autore: Alessia Da Canal