Documento senza titolo
Documento senza titolo
scarica il giornale
Scarica la tua copia del giornale in formato pdf
 
Mostra nazionale vini Pramaggiore
News Belluno
SIIT3

www.bioepil.net
ROC Tappeti
Goppion Caffč
AXO Sport

VORREI SOTTO L’ALBERO TRE DONI

L'anno che si conclude è davvero un anno dove ogni aspettativa di miglioramento, ogni più timido ottimismo, sono stati disattesi e frustrati dai fatti.
Non voglio sembrare quello che vede tutto nero, voglio essere semplicemente realista e, a vedere veramente le cose come stanno, c'è davvero da essere preoccupati.
Si è andato innanzitutto sgretolando e riducendosi al limite della sussistenza il potere d'acquisto per gli operai e gli impiegati e, a guardar bene, la colpa non è tanto dell'eccessivo aumento dei costi, dei beni che in qualche maniera sono legati al libero mercato (alimentari, abbigliamento), ma a tutto ciò che, invece, è collegato o regolato dallo Stato (luce, gas, carburante). Per non dire poi dell'aumento dei costi diretti o indiretti di alcuni servizi come asili nido e scuola, sanità e le tante tasse locali e nazionali che, anziché diminuire, si appropriano indecentemente delle fatiche del nostro lavoro.
I due esempi di cedolini paga che riportiamo sono la chiara evidenza di quanto la vera questione nazionale oggi sia l'abnorme ed assolutamente ingiustificato prelievo fiscale.
L' Italia è un paese dove vige la regola della meritocrazia al contrario: paga di più chi lavora e si impegna di più, vengono premiati i mediocri, i fannulloni, i parassiti. E sa Iddio quanti ce ne sono ad occupare posizioni nella Pubblica Amministrazione in modo assolutamente inutile, anzi dannoso per la qualità della vita e l'efficace risposta che la Pubblica Amministrazione dovrebbe dare alle esigenze dei cittadini.
E' sotto gli occhi di tutti lo sfascio della scuola e dell'Università; stiamo sfornando, in nome di un egualitarismo demagogico e becero, diplomati e laureati con titoli non spendibili sul mercato del lavoro.
E' stato pregiudicato l'equilibrio per garantire il perdurare di un sistema produttivo efficiente, annullando tutte quelle attività formative volte a valorizzare il fare. Stanno sparendo professioni di cui c'è ancora tanto bisogno (il falegname, il carpentiere, il muratore, ecc..), professioni che a malapena sosteniamo ancora grazie all'apporto degli extracomunitari. Continuiamo, contrariamente alle dichiarazioni pubbliche dei politicanti, a fare leggi e regolamenti sempre più arzigogolati e contorti che, se mortificano l'impegno ad intraprendere, per contro dilatano e giustificano il crescere a dismisura di professioni assolutamente inutili e parassitarie come quella dei commercialisti, dei consulenti in questo o in quell'ambito, dei notai e così via.
Il costo della vita è più basso, i salari sono almeno di un terzo più alti dei nostri, chi lavora nella Pubblica Amministrazione, nelle scuole, nei Rathaus, sono veramente persone al servizio dei cittadini. Le città sono pulite e le case, anche nelle periferie, sono prive di inferriate o scuri perché la gente, nonostante la grande presenza di extracomunitari (turchi, curdi, marocchini) si sente sicura.
E dire che noi spettacolarizziamo l'insicurezza di vivere, i delitti; quasi morbosamente godiamo, attraverso i vari Porta a Porta, i Matrix e via discorrendo, delle nefandezze e miserie umane.
Tolleriamo il palcoscenico mediatico di sindaci, magistrati, accettando che alla fine non cambi nulla.
L'anno che si chiude è denso di ombre che rischiano di trasformarsi in notte ma, tuttavia, è necessario credere che qualcosa possa ancora accadere per cambiare.
L'anno che verrà vorrei tanto segnasse il punto di svolta; che, dopo aver toccato il fondo, cominciassimo, seppur lentamente, la risalita e, per non pensare di chiedere troppe cose per poi creare l'alibi che il mutamento sia ancora una volta impossibile, mi basterebbero tre doni sotto l'albero: 1) una riduzione della spesa pubblica con tagli coraggiosi sul pubblico impiego; 2) un cambiamento radicale della scuola in senso meritocratico con il recupero della dignità, accanto agli indirizzi intellettuali, degli indirizzi operativi e manuali; 3) un recupero effettivo del potere d'acquisto dei salari degli operai e degli impiegati con una significativa riduzione degli oneri contributivi fiscali.
Se questo non accadrà, vorrei tanto che i cittadini avessero il buon senso di non recarsi più alle urne per dare un segnale forte che, a questa casta arraffona e inetta che gestisce la cosa pubblica, deve succedere veramente la rifondazione alla radice dello Stato e della pubblica rappresentanza degli interessi dei cittadini.
Il sistema bancario ha imboccato con decisione la strada della finanza, abbandonando sempre più l'impresa ed il cittadino. Molti sono i casi in cui è difficile confondere il comportamento delle banche da quello degli usurai, e la politica asseconda o tace.
La fortuna in questo nostro paese è davvero quella di non aver bisogno della Pubblica Amministrazione, altrimenti si rischia di dover diventare anarchici o di sperare di poter al più presto emigrare. Ci raccontano del Tesoretto, dei grandi successi del recupero fiscale e poi scopriamo che ci sono aziende sanitarie che non pagano i fornitori da dieci anni.
Ci raccontano di un impegno per la salvaguardia dell'ambiente, e poi chi cerca a sue spese di realizzare qualcosa in questa direzione, viene bloccato o sanzionato. Anche le attività più semplici, come l'uccidere il maiale nel rispetto della nostra tradizione prenatalizia, sono ora rese pressoché impossibili dall'eccesso di regole e burocrazia.
La forma ormai prevale sulla sostanza e la forma, troppo spesso, sono soltanto carte e costi che non tutelano il cittadino ma, anzi, lo annichiliscono, lo rendono sempre più semplicemente un numero di pratica.
Di recente mi è capitato di trascorrere qualche giorno in Germania a Worms, sulle rive del Reno e poi aWurzburg, sulle rive del Meno dove, accanto allo scorrere impetuoso delle acque, la gente vive davvero in una realtà distante dalla nostra.
Autore: Davide Cervellin