LA NEVE
Riflessioni sulla Società e la Politica a cura di Davide Cervellin
E' l'ultimo sabato di gennaio e il risveglio è un po' più lento per le minori cose che mi aspettano.
Da fuori i rintocchi della campana delle sette, mi giungono più ovattati, quasi il campanile si fosse spostato qualche chilometro più in là.
Che sorpresa appena messo il piede fuori dal portone sull'ampio pianerottolo della scala! Il cielo nella notte ha donato qualche centimetro di neve che ha ricoperto e imbiancato ogni cosa.
L'aria è ferma, asciutta e le scarpe sul manto nevoso producono uno strano suono, quasi uno scricchiolio sordo, lasciando una scia di impronte che come un ricamo bizzarro segnano il mio percorso lungo il viale e poi sul marciapiede. Orme più grandi e più piccole del mio quarantadue e delle zampone di Roy.
Le cancellate, i muretti, i cornicioni, i poggioli e i rami nudi degli alberi sono uno spettacolo, trasformati da questa verniciatura bianca che esalta le forme, le trasforma, laddove se ne è depositata di più per uno sbuffo di vento; e sono forme fantasmagoriche, curiose, che mettono buonumore.
Il camino acceso della casa dei Mason ha sciolto un'ampia macchia intorno ed espande nell'aria un buon profumo di legna d'alloro, quella della rigogliosa siepe tagliata qualche mese prima.
La neve! Che meraviglia, ha donato un aspetto di candore, di purezza, di pulito, di quieto, di nuovo a questo nostro mondo che tanto ha bisogno di cambiamento. E' come se avesse azzerato ogni cosa e ci preparasse in questa giornata ad una nuova esistenza.
Con questi pensieri, con un passo sempre molto cauto, svolto in via Morosini decidendo che per questa mattina, fatto il giro dell'isolato delle scuole, mi conviene tornare a casa prima di rischiare di scivolare e magari cadere.
Ieri sera in una discussione con gli amici è apparsa ancora una volta in tutta la sua desolante pochezza la politica, adesso che ci sono le elezioni regionali.
Ci sono delle contraddizioni incredibili: i gruppi così detti autonomisti, quattro frustrati che non trovano risoluzione al loro protagonismo, alleati con lo statalista e meridionalista Udc.
Gli antifamiglia, gli abortisti, i radicali di maniera alleati con quelli che in pubblico sono i paladini ratzingeriani e che in privato cambiano donna in ogni stagione e non conoscono l'umiltà e la rettitudine.
E che dire poi di questo candidato per ogni occasione: capolista alle europee, alle politiche, alle provinciali, candidato a governatore alle regionali? Dove troverà mai i soldi per tutte queste continue campagne elettorali? Dove troverà un briciolo di coerenza per pensare che nessuna delle sue promesse può essere mantenuta, visto che in un lasso di tempo così breve ha cambiato tanti obiettivi?
Mi par proprio che ci sia molta confusione e forse un po' di delirio di onnipotenza. Speriamo che, come questa neve caduta durante la notte, un po' di buon senso si depositi sulla testa della gente e tutti questi personaggi vengano spazzati via.
Sono già davanti alla gelateria da Mery, attività che percepisco stranamente inutile con questo freddo, affondando le scarpe sulla soffice neve e mi sovviene ancora di tutti quelli che predicano il nuovo ma poi, alla realtà dei fatti, non cambiano niente trincerandosi dietro mille scuse: ci sono queste leggi, le decisioni le hanno già prese prima di me, mancano i soldi, e insomma così di nuovo non si fa nulla.
Proviamoci a ricordare le promesse di Berlusconi e di Bossi sedici, diciotto anni fa.
C'è forse un fisco più equo e più semplice dove solo, per fare un esempio per pagare le tasse non serva pagare anche l'ulteriore tassa del commercialista o del Caaf? C'è forse una minor burocrazia per costruire una casa, aprire un'attività o produrre del vino?
C'è forse una sanità più efficiente e puntuale quando col medico di famiglia non si risolve nulla, con i servizi pubblici di diagnostica si aspettano tempi che il male è passato o sei già morto e se vuoi risolvere qualcosa devi andare magari al Punto Medico pagando con moneta contante, prestazioni già pagate profumatamente col prelievo fiscale?
Andremo quindi a votare illudendoci ancora una volta che i candidati più innovatori e brillanti possano davvero cambiare qualcosa, sperando che questo cambiamento promesso non sia come la neve che al primo tiepido raggio di sole si scioglie e sparisce così come può tornare tutto come sempre, una volta che eletti si troveranno ad occupare una qualche posizione di potere.
Roy poverino ha davvero le zampe gelate e non vede l'ora di andarsi a rifocillare a casa al calduccio divorando con ingordigia la solita ciotola di crocchette.
Che tristezza questa idea delle crocchette! E' vero che così i cani stanno bene ma che noia sempre la stessa minestra.
Mi tornano alla mente i tanti commenti della cena al buio dell'altra sera che aveva come tema i piatti di campagna di metà inverno: "porfel e pess".
Con la partecipazione di Gianluigi Secco dei Belumat, cinquanta commensali hanno potuto davvero spaziare nell'oceano di gusto, di profumi, di consistenze, di tradizioni e di gioia.
Dalle sardee impanae al bacaea insaeata, taiadee al ragù, verde in tecia col muset, e tanto altro ancora...
Per finire coe fritoe de pomi e ueta e del bon vin e a canson dell'Oselin de la Comare che a forza de posarse de qua e de la e mai al posto giusto, non finiva mai. D'altro canto c'è pure qualche differenza tra noi e i cani. E pensare che quando hanno il nostro affetto loro sono felici mentre noi, nonostante le tante cose e le novità, quasi sempre non ci accontentiamo mai. Dovremo davvero imparare a godere del poco, del presente, dello star bene, perché solo il fatto di aver ciò che serve per vivere insieme alla salute è qualcosa di davvero grandioso.
Davidino Il Contadino
Autore: Qui Risparmio