MA IL DIESEL CONVIENE ANCORA
Continua l’inarrestabile ascesa del prezzo del gasolio, che sfondando quota 1,30 euro al litro fa registrare l’ennesimo record negativo. Chi ha scelto di acquistare un’auto diesel pensando di risparmiare, ha preso purtroppo un grosso granchio. In cinque anni il prezzo del gasolio è aumentato del 50% e oggi ci vogliono 21,5 euro in più per un pieno diesel e 16,35 euro in più per un pieno di benzina. A fare i conti in tasca agli Italiani ci ha pensato il Codacons. Nell’arco di un anno un automobilista si trova ora a spendere 750 euro in più per la benzina e 1.000 in più se ha un mezzo a gasolio, rispetto a quanto avrebbe pagato nel 2002. Allora la benzina costava 1,052 euro al litro contro l’1,379 di oggi; il gasolio 0,867 contro l’attuale 1,297. Si profila così una probabile inversione di tendenza nel mercato automobilistico italiano che in questi ultimi anni aveva visto una crescita costante delle immatricolazioni delle auto diesel. Ci si chiede se convenga ancora comprare un’auto diesel ed è probabile che il chilometraggio minimo previsto per ammortuizzare il costo iniziare ed avere la convenienza, sia destinato a spostarsi sempre più in alto. A risentire maggiormente degli aumenti del gasolio sono senz’altro le auto di piccola cilindrata che stanno diventando sempre meno convenienti delle sorelle a benzina.
ENERGIA: PROBABILI AUMENTI DA GENNAIO 2008
Dal primo gennaio, per effetto del caro petrolio, le tariffe delle bollette della luce e del gas rischiano di subire una nuova impennata: +2,5% per l'elettricità ed un +4,6% per il gas. E' quanto prevede Nomisma Energia per il prossimo trimestre gennaio-marzo 2008.
Un nuovo rincaro, dopo quello già scattato a ottobre, che, se sarà confermato dall'aggiornamento trimestrale atteso dall'Authority per l'energia entro fine dicembre, si tradurrebbe in una stangata per le famiglie italiane da 56 euro su base annua: la spesa per le bollette della luce salirebbe di 11 euro mentre quella per il gas di oltre 45 euro.
Un aumento che per una famiglia “tipo”', con 225 chilowattora consumati in un mese ed una potenza impegnata per 3 chilowatt, si tradurrebbe in una maggiore spesa annua di circa 11 euro euro su base annua. Sul fronte del gas, invece, l'atteso incremento e' ben più consistente e si aggira sul +4,6%. Vale a dire un aumento del costo per un metro cubo dagli attuali 67,25 centesimi a 70,77 centesimi di euro che, per la stessa famiglia tipo (con consumi pari a 1.400 metri cubi di metano l'anno) comporterebbe un aggravio, sempre su base annua, oltre i 45 euro.
Ed il rincaro si andrebbe ad aggiungere a quelli già scattati nel trimestre in corso e che hanno visto, dal 1 ottobre 2007, le tariffe salire dell'1,6% per la luce e del 2,3% per il gas con un impatto sulla spesa annua della famiglia 'tipo' di 30 euro.
Se le stime di Nomisma per il prossimo trimestre trovassero conferma, le famiglie italiane si ritroverebbero così a dover mettere in conto - rispetto all'estate scorsa - un costo per la spesa annua per l'energia di oltre 80 euro in più.
ATTENZIONE AL LAVORO NOTTURNO
Il lavoro notturno da oggi è classificato come probabilmente cancerogeno. E' questa la sentenza dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha sviluppato uno studio/teoria attraverso il suo Centro internazionale di ricerca sul cancro con sede a Lione, in Francia. Secondo lo Iarc il lavoro notturno è da mettere tra le probabili cause di tumori, alla pari dei gas di scarico di un motore diesel o di altre sostanze, come certi pesticidi o ancora i raggi ultravioletti, il piombo delle vecchie vernici. In questo senso si ricorda come questi studi siano coerenti con altri lavori fatti in passato su animali, che dimostrano come l'utilizzo constante di luce artificiale o il cronico sbilanciamento dei ritmi orari possono favorire il sorgere di tumori. Secondo gli scienziati dell'Iarc, il lavoro notturno disturba l'orologio interno dell'organismo, con conseguenti effetti cancerogeni, in questo caso si parla di "ritmi circadiani", che regolano il nostro organismo proprio sulla base dell'alternanza giorno/notte. Ad esempio, la luce interrompe la produzione di un ormone, la melatonina, normalmente prodotta dal nostro corpo durante la notte, in assenza di luce. Ma da svegli, con le luci accese per lavorare, la produzione di melatonina crolla, favorendo l'insorgere dei tumori, mentre l'alterazione dei ritmi alternati tra veglia e sonno potrebbe portare a un risveglio di geni implicati allo sviluppo del cancro. Anche al Centro di cronobiologia dell'Università di Surrey in Gran Bretagna si era arrivati ad una conclusione simile, riconducendo al lavoro notturno disturbi del sonno, malattie gastrointestinali e cardiovascolari. Oltre agli incidenti automobilistici dovuti ad improvvisi colpi di sonno.
Autore: Qui risparmio