Adico e Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini) di Verona hanno sottoscritto un’importante convenzione. In base all’accordo è stata individuata una nuova sede provinciale dell’Adico più confacente alle esigenze organizzative dell’associazione, in via Licata 14 ed un’altra sede verrà aperta in via Vicolo Cieco Fiumicello n. 5 angolo S.Nazzaro. In questo modo l’Adico potrà estendere ad un maggior numero di cittadini ed utenti i suoi servizi a difesa dei consumatori Il servizio è garantito con continuità e regolarità tutti i giorni dal lunedi al venerdi da personale esperto e competente. Il nuovo Presidente provinciale dell’Adico di Verona è il Sig. Alessandro Antoni.
Sempre più famiglie italiane in difficoltà a pagare la rata del mutuo.
Quelle con problemi di insolvenza sono circa 110 mila; sono invece 420 mila quelle in difficoltà su una platea di circa 530 mila famiglie. A dare l’allarme, fornendo le cifre, è il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, sollecitando una maggiore protezione per i consumatori che definisce le famiglie italiane tra le più virtuose dell’Europa. Catricalà fa notare che la legge Bersani sulla portabilità del mutuo - “che aiuta veramente chi ha bisogno e crea concorrenza dove serve” - non ha una specifica sanzione quando non viene applicata e questo fa sì che le norme vengano più facilmente disattese. Inoltre, dall’analisi condotta su 168 agenzie bancarie di otto grandi città italiane (Bari, Bologna, Brescia, Milano, Napoli, Roma, Torino e Verona), è emerso anche che quasi il 60% degli istituti di credito interpellati non consegna agli aspiranti mutuatari il modello Esis (European standardised information sheet), strumento necessario per poter confrontare le offerte di tutte le banche, istituti stranieri compresi.
E’ necessario vigilare con gli strumenti necessari e sulle prepotenze attuate da alcune banche, perché in caso di inadempienza delle disposizioni di legge non è prevista una specifica sanzione.
Forse, conclude Catricalà andavano previste misure adeguate, “ma chi poteva pensare che banche così importanti non si sarebbero adeguate alla legge?”.
Capita spesso di essere disturbati, ad ogni ora del giorno, da telefonate indesiderate. Nel caso, nel corso della telefonata, riscontrassimo che l’operatore stia utilizzando i nostri dati in maniera illegittima o ne avessimo il dubbio, il consiglio è quello di prendere nota dei dati della società che ci sta chiamando per la proposta commerciale o per indagini di mercato e di quelli dalla stessa forniti sull’origine dei dati.
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I lavoratori italiani percepiscono un reddito da lavoro tra i più bassi tra i Paesi Ocse.Un single guadagna 19.861 dollari netti l’anno, mentre per una famiglia monoreddito l’entrata annua è di 24.308 dollari.In entrambi i casi i lavoratori italiani si posizionano al posto numero 23 nella classifica dei Paesi Ocse, dietro a nazioni come la Grecia, che nel caso dei single fissa il reddito medio a 25.572 dollari, o della Spagna (22.207 dollari). Sotto i lavoratori single italiani si posizionano solo quelli di altri sei Paesi tra cui la Repubblica Ceca (13.485 dollari), il Portogallo 17.184 dollari) e la Turchia (11.572 dollari). I calcoli sono fatti sul salario medio al netto di un single senza carichi di famiglia e sono a parità di potere d’acquisto, inglobando anche gli effetti del caro-vita. Secondo la classifica un inglese guadagna l’87,8% in più (quasi il doppio) di un italiano, un tedesco il 43,1% e un francese il 28,6%.
Passando alle famiglie monoreddito con due figli lo stipendio medio netto è fissato a 24.308 dollari che, anche in questo caso, ci fa slittare al posto numero 23 della classifica dietro la Grecia (30.521 dollari) e la Spagna (24.447 dollari). Non meno preoccupante il dato relativo allo stipendio medio dei lavoratori con famiglia che ci fa scendere sotto la media dei Paesi Ocse (che arriva a 29.022 dollari) sotto quella dei Paesi Ue a 15 (31.774 dollari) e perfino sotto la media dei Paesi Ue a 19 (28.080 dollari). Il rapporto dell’Ocse, secondo l’ADICO, è l’ennesima conferma che siamo diventati un Paese povero, dove si è allungata drammaticamente in questi anni la forbice sociale tra chi ha un reddito elevato e chi non riesce più ad arrivare a fine mese.