Sottoscritta un’importante convenzione tra l’Associazione Difesa Consumatori Adico e l’Ordine Provinciale dei Farmacisti di Venezia. Qualora possano insorgere eventuali controversie tra l’utenza e il servizio farmaceutico, i presidenti (Giuseppe Bellon per l’Ordine dei Farmacisti e Carlo Garofolini per l’Adico) si sono impegnati a risolverle in via “prioritaria” in modo extragiudiziale tramite l’istituzione di uno specifico collegio pariteticamente costituito. Un’iniziativa unica nel suo genere sia a livello locale che nazionale, un risultato importantissimo per le due Associazioni che da alcuni mesi hanno instaurato un dialogo costruttivo nell’interesse generale dei consumatori e degli esercenti la professione farmaceutica, e, quindi, a vantaggio dei cittadini in qualità di pazienti-utenti. Con la sottoscrizione di questa convenzione, da oggi in tempi rapidi ed a costi bassissimi o nulli, tutti i cittadini della provincia di Venezia avranno a disposizione una strada semplice, rapida e veloce per dirimere eventuali controversie sul servizio farmaceutico grazie all’assistenza ed alla mediazione di esperti qualificati. E’ un metodo efficace e privo di rischio perché avviata la procedura conciliativa, le parti non sono obbligate a raggiungere un accordo e nessuna decisione viene loro imposta: se l’esito del tentativo di conciliazione dovesse essere negativo, le parti non vedono compromessi i loro diritti. Di conto ogni farmacista, aderente all’Ordine provinciale di Venezia, potrà aderire all’Adico e beneficiare gratuitamente dei servizi profusi dall’Associazione stessa.
L’Ordine dei farmacisti della Provincia di Venezia raggruppa oggi 944 farmacisti operanti prevalentemente nelle oltre 220 farmacie pubbliche e private. Per qualsiasi informazione sono disponibili la segreteria regionale dell’Adico allo 041/5349637 e la segreterie provinciale dell’Ordine dei Farmacisti allo 041/5385506.
Sempre più italiani preferiscono utilizzare la carta di credito per andare in ferie, acquistare viaggi all’estero e pacchetti vacanze, prelevare denaro, noleggiare un’automobile, pagare il conto dell’albergo o del ristorante. Lo dimostrano i 240 milioni di prelievi estivi con Bancomat e 275 milioni di pagamenti col Pagobancomat. Al mare, in montagna o a passeggio per le città d’arte, sono sempre di più gli italiani che vogliono viaggiare con meno denaro contante in tasca. Il clou dei pagamenti con carta si concentra proprio nei mesi da giugno e settembre.
Ecco allora un vademecum realizzato dall’Adico per un corretto utilizzo delle carte di credito quando si è all’estero o nel caso si utilizzi Internet per acquistare il pacchetto viaggio.
Prima di partire controllare innanzitutto la data di scadenza della propria carta.Informarsi se nel Paese destinato a ospitarci è accettato il circuito cui è legata la carta. Memorizzare su un supporto sicuro e separato dalla carta di credito il codice di sicurezza (PIN). Accertarsi sempre che non ci siano installazioni anomale sugli sportelli e sguardi indiscreti di persone che possano memoizzare il codice segreto. Controllare sempre la somma massima che si può utilizzare in un mese.Firmare sul retro la carta e non perderla mai di vista durante le transazioni. Quando si fanno acquisti, firmare sempre la ricevuta della carta di credito solo dopo aver controllato l’importo. Conservare le ricevute di pagamenti per un controllo con l’estratto conto per poi poter rilevare in tempi brevi eventuali spese non autorizzate. In caso di operazioni sospette è opportuno contattare il servizio clienti con la massima tempestività. Per acquisti online è buona norma verificare - prima di inserire i dati - che il sito offra una connessione protetta. In caso di smarrimento o furto la prima cosa da fare è contattare il numero verde internazionale per bloccare immediatamente la carta, comunicando anche il numero, evitando che possa essere usata per acquisti a nostra insaputa. Da considerare che per le operazioni effettuate nei paesi dell’euro non scatta alcuna commissione; diversamente invece nel resto del mondo, le commissioni applicate variano.
Per molte famiglie i mutui sono diventati sempre più insostenibili, come dimostra l’aumento consistente dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari. In base alle informazioni raccolte nei tribunali, le città con le più alte percentuali sono l’Aquila (41%) e Lecce (35%). Ma le percentuali dei pignoramenti restano sempre a due cifre anche per Milano (22%), Roma e Perugia (21%), Monza e Firenze (25%), Como (26%), Mantova (18%), Rovigo e Padova (19%), Venezia (28%), Macerata (27%), Napoli (29%), Bari, Brescia e Torino (24%) e Verona (22%).
Le cause sono il grave deterioramento del credito e il rischio di insolvenza.
Sono 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile che tra crisi della quarta settimana e caro-rate non ce la fanno più a ripagare mutui e prestiti.
Dall’ultimo rapporto annuale dell’Istat, il 13% delle famiglie italiane ha un mutuo e paga una rata di 559 euro al mese in media. Ma l’istituto di statistica riscontra anche un andamento in aumento non solo per la percentuale di famiglie che si è fatta carico di un mutuo per comprare casa (era il 12% nel 2004) ma anche per la rata, lievitata di quasi 100 euro in due anni. L’ennesima “mazzata”: l’aumento del costo del denaro dal 4 al 4,25% recentemente deciso della Benca Centrale Europea per fronteggiare la minaccia dell’inflazione che ha conseguenza un ulteriore aumento delle rate dei mutui a tasso variabile.