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Arredare LOWCOST

Non solo Ikea

Addio vecchi soggiorni in stile, in legno massiccio, con credenza, vetrina, grande tavolo, eccetera eccetera... Sono le misure dei nuovi appartamenti ad avere decretato, di fatto, la fine del vecchio modo di arredare, proponendo spazi polifunzionali che inglobano cucina e salotto e camere al limite della vivibilità: in 9 metri quadrati che mai ci potrà stare? Il letto del figlioletto, d’accordo; ma l’armadio, una scrivania, dove li mettiamo? La sfida delle nuove case modello Puffo è stata accettata (e superata anche brillantemente) da designers italiani e stranieri ed ecco per i ragazzini le coloratissime camerette a soppalco, revisione del vecchio “ponte”: sopra c’è il letto; sotto, la scrivania estraibile, l’armadio o altri posti letto, se necessario...
Nei soggiorni e nelle camere via libera a pareti attrezzate, librerie, cassettiere, contenitori con ante scorrevoli. Perchè anche una classica porta a battente può essere un limite in una casa dove tutto dev’essere misurato. Oggi ad un arredamento si chiede soprattutto di essere funzionale, di aiutarci a contenere la maggior parte dei moltissimi oggetti con i quali spesso conviviamo. Ma soprattutto tanti single e le giovani famiglie, al debutto con la loro prima casa, chiedono di non spendere un patrimonio per i mobili. C’è già l’affitto o il mutuo da pagare, la rata della macchina e tutto il resto. Lo stile moderno, senza grandi firme e pretese di materiali pregiati come il legno massiccio, è una scelta quasi obbligata anche per i più “classici” e le occasioni per risparmiare non mancano, se non si sottilizza troppo sulla qualità delle offerte. Certo, al momento dell’acquisto possiamo verificare anche a prima vista se il rivestimento melaminico di letti ed armadi sia abbastanza resistente da non saltare alla prima “grattatina” o se i divani siano in grado di reggere gli assalti dei bimbi. Poco importa, invece, se anzichè essere rivestiti in pregiata pelle “pieno fiore” sono in tessuto. In tempi migliori, magari, si potrà pensare al salto di qualità.

Siamo tutti un po’ svedesi...

Chi vi scrive ha ancora vivo il ricordo di un fine settimana trascorso a scartare, assemblare, avvitare e montare un’intera cucina a moduli indipendenti. Chiariamo subito che se non siete dotati di una buona manualità e non avete nessun amico o famigliare disposto a darvi una mano con viti e tasselli, sarà meglio scartare l’ipotesi del “monta da te”. Perchè si basa soprattutto su questa filosofia, vendere mobili in scatola, il risparmio del colosso svedese. Che mette comunque a disposizione dei suoi clienti anche i servizi di montaggio e trasporto (per un divano da 1000 euro da Padova a Mestre se ne spendono circa 90), oppure c’è il noleggio di furgoni (da 9 a 15 euro all’ora) e la vendita di portapacchi con cauzione. Nel calcolo vanno conteggiate anche queste spese, se non siete dotati di un mezzo adatto. Comunque sia, il principio funziona. Non a caso Ikea è diventato un vero e proprio fenomeno mondiale. Tanto per avere un’idea il catalogo che sta arrivando in questi giorni nelle nostre case è la rivista più diffusa al mondo (quattro volte superiore alla Bibbia!). In Italia ne saranno distribuite oltre 15 milioni di copie: vale a dire un catalogo ogni quattro italiani, oltre a quelli venduti in edicola. Anche quest'anno, nonostante le spinte inflazionistiche, IKEA fa sapere che è riuscita ad assicurare una diminuzione dei suoi prezzi dell'1,7% grazie alla razionalizzazione della distribuzione e al maggiore potere contrattuale presso i fornitori. Come sempre i prezzi di tutti i prodotti presenti sul catalogo sono bloccati per un anno. I clienti che entro il 31 ottobre, riporteranno il vecchio catalogo in uno dei 13 negozi IKEAin Italia, riceveranno un simpatico “eco-omaggio” realizzato utilizzando la carta riciclata dei vecchi cataloghi. Tanto “buonismo” non è visto sempre di buon occhio. Ikea ha un sacco di detrattori che si sfogano anche on line attraverso il sito Bad Ikea. C’è chi spara a zero contro il fondatore della catena svedese, per la sua storia personale; chi ce l’ha con la globalizzazione dell’arredamento; chi se la prende per il solo fatto che ogni oggetto, dallo scopino per il bagno al lampadario sia fornito di nome proprio (Aneboda, Stolmen, Skubb...). Molte persone puntano il dito contro la precaria “generazione ikea” che acquista a buon mercato perchè oggi sei qui, domani chissà.
Ma la ganerazione Ikea è composta da tante persone che non avrebbero avuto il tempo di girare per confrontare i prezzi e soprattutto non hanno il denaro per potersi permettere qualcosa di diverso come i bio futon giapponesi o la sedia ergonomica stokke (svedese pure quella....). Sono singles o famigle che con 10 mila euro hanno arredato cucina, soggiorno, camera, bagno e garage. E hanno festeggiato l’acquisto con salmone svedese...

Le alternative MADE IN ITALY

E’dunque finita, o quasi, l’era dei mobili che si tramandavano di generazione in generazione. Le case, diciamolo chiaramente, si assomigliano un po’ tutte. Ma sono senz’altro più funzionali rispetto ad un tempo.
Il consiglio più prezioso, se volete acquistare mobili a buon mercato, è principalmente quello di visitare più di qualche negozio per farvi un’idea delle offerte e del rapporto qualità/prezzo. Molte aziende, anche a livello artigianale, puntano proprio sull’offerta dell’arredamento completo per proporre prezzi vantaggiosi.
Un modo per risparmiare è senz’altro quello di eliminare un passaggio, tra produzione e vendita, rivolgendosi direttamente ai grossisti che hanno il vantaggio di poter acquistare a prezzi concorrenziali anche mobili firmati. Un esempio è la TreGima di Vicenza che promette un risparmio dai 3.000 fino ai 10.000 €per un arredamento completo, non solo moderno, ma anche in arte povera.
Ma la sfida lanciata dall’Ikea dalla fine degli anni 80, con i suoi mobili di design a costi concorrenziali (gradita anche da persone di status e cultura elevati), è stata raccolta soprattutto dai grandi gruppi - il primo fu Aiazzone - ai quali si rivolgevano solo famiglie di target medio-basso. Oggi non c’è che l’imbarazzo della scelta Made in Italy.
C’è “Gran Casa”, nata al Nord negli anni 80, che ha messo radici in 20 città. Propone camerette a partire da 450 euro, cucine intorno ai 1000 euro, divani per tutte le tasche. La toscana “Emmelunga”, altro marchio che sta allargando i suoi punti vendita in tutto il Paese, continua con la promozione delle cucine al 50%.
“Mobildiscount”, sulla scia dei discount alimentari, taglia sulla presentazione dei prodotti: un’ambientazione costosa, dicono, finirebbe per incidere sul prezzo. Chiedono un piccolo sforzo al cliente per immaginare gli articoli proposti nella propria casa. “Mondo Convenienza” è la catena partita dal Centro Italia che sbarcherà anche in Veneto, a Verona, dal 22 settembre. Con il rosso divano della serie Caterina proposto a 280 euro. C’è anche un negozio virtuale che dà la possibilità di vedere on line i prodotti e di acquistarli direttamente. Comodo, certo. Ma ripetiamo: toccare con mano, in ogni caso, vale la pena. Nel 2008 aprirà a Conegliano (TV) “perSempreArredamenti”, forte dei suoi 30 punti vendita in tuta Italia, e di uno sconto del 55%. Molto interessanti sono le formule di pagamento rateizzate, proposte un po’ dovunque, con il famoso “tasso zero”. Come più volte vi abbiamo suggerito: non lasciatevi prendere la mano con gli acquisti a rate. C’è il rischio che non si possano onorare gli impegni. Ben vengano comunque le nuove proposte di arredamento low cost. Il rischio di un’omologazione nel volto delle nostre case, come qualcuno va affermando, forse c’è veramente; ma ci sono pericoli ben più seri di cui occuparsi. In fondo basta un po’ di buon gusto e qualche oggetto particolare, magare etnico, per rendere la vostra casa più accogliente e in qualche modo, unica.
Autore: Andrea Checconi Sbaraglini