Copertina Luglio- Agosto 2010
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Redditi e carovita: i Consumatori tornano in piazza, il 23 settembre

Mercoledì 23 settembre 2009 in tutte le più importanti piazze italiane i Consumatori scenderanno in piazza contro il carovita. Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori rivendicano maggiore attenzione per le politiche a favore dei consumatori e chiedono, “in tutti i dialetti italiani”, interventi incisivi alle istituzioni per contrastare il caro-vita. Ritengono che la pesante crisi in atto, determinando un forte aumento di licenziamenti e cassa integrazione, abbia già messo a dura prova i bilanci familiari; a ciò vanno aggiunti i rincari dei prodotti alimentari, in particolar modo di pane e pasta (particolarmente gravi alla luce della forte diminuzione del grano, che è calato del 36% rispetto allo scorso anno) ed i ricarichi che avvengono nel passaggio dal campo alla tavola, pari addirittura al 347% nel caso dei pomodori! Ad essere maggiormente soggetti a queste logiche speculative sono i prodotti alla base dell’alimentazione quotidiana, i cui aumenti incidono fortemente sulla spesa delle famiglie, specialmente di quelle meno abbienti. “Non dimentichiamo  - scrivono le associazioni -  che le famiglie si trascinano dietro dal 2008 pesanti ricadute, pari a 564 €, dovute alla maggiore spesa per i prodotti alimentari”.  Le associazioni scenderanno i piazza non solo per i prezzi record nel settore alimentare, ma anche contro l’abbandono della linea delle liberalizzazioni da parte del Governo, una Class Action privata delle sue piene potenzialità di intervento, le banche poco attente verso la clientela e coinvolte in massa nello scandalo Lehman Brothers, i treni sporchi e perennemente in ritardo, un settore aereo travolto dai disservizi, gli aumenti delle polizza rc auto del 155% negli ultimi 15 anni, i servizi sms più cari d’Europa... In particolare con la manifestazione le associazioni chiederanno che venga avviato un processo di detassazione per almeno 1.200 euro annui per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati; e interventi funziona li per un abbattimento dei prezzi di almeno il 20%. L’invito ai consumatori, durante tale giornata di mobilitazione, è quello di limitare i consumi di beni e servizi allo stretto indispensabile, dal prelievo in banca agli sms, dal pieno di benzina alla spesa.

LA CRISI E’ ALLE SPALLE, MA...
I primi deboli segnali di ripresa sul fronte dei consumi sono stati registrati a giugno e luglio. Per la prima volta, dopo un anno e mezzo, l’indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) aveva segnalato a luglio 2009 un incremento dello 0,5% in termini tendenziali e dello 0,2% rispetto a giugno.
Aumento di beni legati alla mobilità  e ai servizi (sulla scia delle vacanze) mentre  i saldi hanno confermato, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, delle calzature e dei beni per la casa, le difficoltà che si registrano da tempo.
“Anche se la recessione è ormai alle spalle – afferma il Csc negli ‘Scenari economici’ – le conseguenze della più grave crisi degli ultimi 80 anni si faranno sentire a lungo. Si profilano anni per recuperare i livelli di produzione toccati nel 2007 e in alcuni settori ciò potrebbe non avvenire mai”.
Il tasso di disoccupazione per quest’anno salirà all’8,3% e nel 2010 toccherà la punta del 9,5%. I consumi sono comunque destinati ad aumentare solo a partire dal 2010, quando la dinamica positiva delle retribuzioni reali e il rafforzamento dei bilanci familiari porteranno a un dato intorno allo 0,7%, salvo eccessivi scompensi dovuti alla contrazione dell’occupazione.


Autore: Qui Risparmio