Li vedete questi tortellini? Sono uguali, ma proprio uguali. Anche se sugli scaffali hanno ‘abiti’ diversi. E soprattutto prezzi diversi. L’uno è conosciutissimo, pubblicizzato personalmente dal suo ‘creatore’; l’altro viaggia in incognito, con il marchio di un noto ipermercato. Ma si capisce che sono della stessa pasta!
Scovarli, assieme ad altri ‘gemelli diversi’ è stata una piacevole caccia al tesoro. Che necessità di un po’ di pazienza e di un buon paio d’occhiali, per chi ne avesse bisogno per leggere da vicino. Perché troppo spesso le etichette, che sono la carta d’identità dei prodotti, sono scritte con caratteri piccoli piccoli. Ma quei minucoli riquadri ci raccontano proprio tutto di quel prodotto: la lista degli ingredienti, la tabella nutrizionale, i termini di scadenza, le modalità di conservazione e la provenienza. Il loro scopo è proprio quello di tutelare e informare l’acquirente in modo corretto e il più possibile trasparente. E difarlo risparmiare. Vedremo in che modo.
Innanzitutto è fondamentale conoscere cosa c’è dentro quello che mangiamo e in che proporzione. Il primo ingrediente è quello maggiormente presente e così via, in ordine decrescente, fino ai conservanti, coloranti o gli additivi di turno. Meno roba c’è meglio è... ma questa è un’altra storia.
Oltre agli ingredienti e alla scadenza è importante conoscere anche lo stabilimento di produzione. Udite udite: sono a conoscenza di un papà (trevigiano) che distingue le famose Macine del Mulino Bianco delle quali è ghiotto, dalle.... Macine del Mulino Bianco. O meglio le macine prodotte in uno stabilimento piuttosto che in un altro. Fateci caso, ma accanto alla produzione c’è una lettera dell’alfabeto. Quella indica la fabbrica dove i biscotti sono stati prodotti. Al di là dei palati finissimi e degli estimatori di questo o quel prodotto, è proprio analizzando ingredienti e stabilimento di produzione che si possono trovare tra gli scaffali dei prodotti “gemelli”. Con caratteristiche pressoché uguali, almeno nel contenuto, ed un abito più sobrio. Merito di una strategia di mercato che sta prendendo piede: la volontà, da parte di alcuni grandi gruppi, di proporre ai consumatori dei prodotti a marchio proprio. Noi abbiamo preso in esame Carrefour e PAM-Panorama, ma anche Coop, Sma, Conad, Despar, Auchan e altri nomi della grande distribuzione stanno proponendo questi interessanti “doppioni”. Che fanno risparmiare notevolmente il consumatore, dando nel contempo la garanzia della marca più conosciuta.
Prendiamo ad esempio il Caffè Corsini (1 Kg. in grani) e il suo gemello ugualmente cremoso e più sobrio targato Carrefour. Entrambi sono prodotti a Badia del Pino (AR). Per la cronaca è l’unico articolo, tra i gemelli “diversi”, che non ci ha fatto risparmiare. L’abbiamo pagato 6,90€, 40 centesimi in più del suo gemello blasonato, ma solo perché quest’ultimo era in offerta. Ma in tutti gli altri casi il risparmio è davvero notevole. E ci fa capire, ad esempio, quanto si pagano le strategie di marketing o di pubblicità dei prodotti. Ve lo diremo tra le righe nella prossima pagina, dove vi presentiamo una piccola selezione di prodotti gemelli. Non abbiamo ancora disposto le analisi organolettiche di ciascun prodotto. Ci siamo limitati a studiare gli ingredienti, dove sono stati prodotti e ...ad assaggiarli. Il che è una piccola prova del nove. Quantomeno è la riprova che, anche se non fossero proprio uguali, a nostro avviso il sapore, il profumo, la consistenza sono identici.
Ci ha colpito molto il doppione del riso, materia prima. Leggiamo a lato della confezione a marchio proprio (che riporta una foto antica di tre mondine) “Controllo qualità: PAM e PANORAMA hanno selezionato per te il produttore tra i più qualificati, verificando il suo processo produttivo ed eseguendo controlli aggiuntivi sui prodotti a garanzia delle caratteristiche qualitative”. Accidenti, hanno scelto nientemeno che “il signor Scotti” e ci fanno pure i controlli aggiuntivi!. Tra l’una e l’altra, se permettete, noi mettiamo nel carrello il riso delle tre mondine, che poi è quello del signor Scotti, ma che ci costa un bel po’ di meno. Bel quesito Gunther. Io ho lavorato in un’importante impresa di insaccati spagnoli. Si vendono con la marca della ditta a prezzi alti poi gli stessi si vendono al Mercadona, al Champion (anche in Francia) al Tesco della Repubblica Ceca e tanti supermercati e discount spagnoli a prezzi bassi.
Non succede solo in Italia e lo scopriamo in uno dei tanti blog aperti tra consumatori attenti c’è chi halavorato in un’importante impresa di insaccati spagnoli e svela: “Si vendono con la marca della ditta a prezzi alti poi gli stessi si vendono al Mercadona, al Champion (anche in Francia) al Tesco della Repubblica Ceca e tanti supermercati e discount spagnoli a prezzi bassi. Ho anche lavorato per una multinazionale specializzata in prodotti per la pasticceria, panificio e cioccolato belga - spiega il consumatore - segnalando che “i mix per fare cornetti, biscotti e merendine varie si vendono alle grandi marche e molti di questi mix sono gli stessi che si utilizzano per i prodotti di hard discount. Al Mercadona, per esempio, si acquista lo yougurt della marca del supermercato che è lo stesso della Danone”.
Non sempre si tratta di alimenti identici con una confezione diversa. Qualche supermercato, come Cadoro, propone una marca parallela di prodotti con il miglior rapporto qualità/prezzo, rispetto ai prodotti leader. E’ il caso del marchio Consilia, che è presente anche negli scaffali della verdura con una nuova interessante linea di insalate da coltivazione biologica.
Se i marchi privati stanno conquistando terreno rispetto a quelli griffati, è principalmente perché i distributori offrono al mercato prodotti di qualità sempre migliore, in grado di competere testa a testa con i marchi industriali. Secondo uno studio ACNielsen, per quanto riguarda le categorie di prodotto, le private labels in tutto il mondo continuano ad avere una presenza elevata nei prodotti per la casa (carta, detergenti, pellicole e sacchetti di plastica per cibi, ecc.), con una punta massima del 37% ottenuta dai fogli di alluminio e dalle pellicole trasparenti. Meno appeal sembrano avere invece i prodotti per la cura della persona: shampoo, dentifricio e deodorante, troppo personali per essere “scambiati” con prodotti generici. I prodotti per l’igiene della casa sono invece quelli sui quali si può risparmiare senza badare troppo alle marche. Lo studio ha analizzato anche i livelli di prezzo delle marche private. Ne è emerso che nei 30 paesi esaminati le marche private commercializzano i propri prodotti con uno sconto medio del 30% rispetto ai marchi industriali. Le differenze di prezzo maggiori si registrano in Australia, che offre il 43% di sconto sulle marche industriali, le differenze minori in Finlandia, con un 9% di sconto. La Gdo è restia a parlare di queste strategie, ma si sa per certo che molte aziende hanno rinunciato al proprio marchio per dedicarsi solo al “private label”, specializzandosi anche in produzioni tipiche e locali. Il meccanismo è un po’ strano: proprio grazie alla comunicazione delle grandi marche la clientela viene attratta, salvo poi essere orientata verso i prodotti meno costosi. La grande distribuzione con i propri marchi diventa sempre più madre e matrigna (concorrente) dell’industria. E non c’è nulla di lasciato al caso. Nemmeno il colore o la posizione della merce sugli scaffali.
I tortellini
E’ l’esempio forse più clamoroso, perchè la mente corre subito a quel simpaticone di Giovanni Rana che, circondato dai bambini, racconta la sua passione nel preparare nuove farciture per i suoi tortellini. Che al Carrefour abbiamo pagato 2,44€ e che abbiamo ritrovato ed assaggiato anche nei tortellini marchiati Carrefour: 1€ e 59 centesimi. Prodotti nello stesso stabilimento di San Giovanni Lupatoto (VR)
I funghi
in lattina
I famosi funghi trifolati Logrò hanno dei gemelli prodotti per il gruppo PAM-Panorama; gli originali costano 1€ e 63 centesimi; quelli con il marchio “di casa” li abbiamo pagati 1,29. Entrami sono prodotti nello stabilimento della Logrò a Rovereto (TN).
Le penne
rigate
Le dimensioni della confezione quasi quasi ci avrebbero ingannato: ben più lunga quella della Pasta Agnesi (1,99€) rispetto alle Penne Rigate Carrefour (1,20€). Ma si tratta sempre di un chilo della stessa ottima pasta prodotta nello stabilimento di Fossano (CN) in via Torino 53.
Il “Silenzio, parla Agnesi”, costa 79 centesimi...
Il miele
Difficile, in questo caso sospettare il gemellaggio. Da un lato il Mielizia Bio, dall’altro il Miele d’Acacia Panorama proveniente da Agricoltura Biologica. Ma è proprio così: entrambi sono prodotti dal Consorzio Conapi a Monterenzio (BO). Soltanto che il primo costa 6€ e 20 cent.; quello a marchio proprio 4,59.
Il riso
“E’ lui o non è lui? Cerrrto che è lui”. Il celebre riso del dottor Scotti ha un gemello privo del classico marchio.
Si tratta di Riso Carnaroli prodotto nello stesso stabilimento di via Angelo Scotti (PV). Il riso VIP costa 3,99€; quello con le mondine 2,40..
Quel simpatico “Dottor Scotti!”, ci costa quasi 1€ e 60.
Le fette
biscottate
A parte la scelta dei colori ,la confezione è esattamente la stessa.
Anche scorrendo gli ingredienti si capisce che le fette sono proprio le stesse, prodotte per la Colussi di Petrignano e per il gruppo PAM Panorama, nello stabilimento di Fossano (CN), dove sono nate anche le penne rigate.
Quelle con il famoso marchio costano 2,15€, quelle meno note 1,84..