L’esempio è efficace. Un filmino matrimoniale realizzato da uno studio di professionisti può costare centinaia di euro. Una spesa che si potrebbe tranquillamente evitare trovando tra parenti ed amici un volontario armato di telecamerina digitale. Ormai sono molto diffuse, visti i prezzi più abbordabili rispetto a qualche anno fa. Sì, d’accordo, ma li avete visti, in genere, i filmini amatoriali di cerimonie ed affini? Spesso fanno venire il mal di pancia. Perchè le immagini saranno anche nitide rispetto agli scarsi VHS di qualche anno fa, ma le sequenze sono interminabili, la mano trema e quel ditino scalpitante sullo zoom avanti e indietro ci fa venire il mal di mare.... Questo per dire: a ciascuno il suo. Non possiamo pensare di saper fare tutto e bene in ogni settore e, come nel caso del filmino, rischieremmo di pentirci di non avere speso qualcosa in più per avere un ricordo dal punto di vista visivo, più gradevole, di quell’evento che tanto ci stava a cuore. Poi ci sono i distinguo: il servizio può essere fatto dall’amatore che se la cavicchia, non vi farà venire il mal di mare e chiederà pochi soldi (mediamente 400 euro) oppure dal professionista che lavora con due telecamere in alta definizione (1350 euro circa); oppure si può optare per la famosa via di mezzo: lo studio che produce matrimoni in serie e che non vi farà certo sfigurare, facendovi spendere qualcosa in meno (600 euro). Questo ragionamento è applicabile a qualsiasi settore. Per fare la scelta giusta, in equilibrio tra qualità e prezzo, è bene sempre chiedere più preventivi e scegliere la soluzione più adatta alle vostre esigenze. Nel caso degli interventi in casa dovete pensare anche al futuro. Intendete vendere casa o tenervela? Perchè, nel caso di un impianto elettrico, ad esempio, il fai da te non garantisce la certificazione sulla sicurezza degli impianti obbligatoria dal 27 marzo per chi acquista o affitta un immobile.
Molte persone ricorrerebbero volentieri al professionista-artigiano, se talvolta le parcelle non fossero esagerate. Il fatto è che per gli artigiani non esiste un tariffario legale, come per altre categorie. Esistono dei prezziari che le Camere di Commercio o le associazioni di categoria pubblicano (a Venezia, per esempio, la Confartigianato ha pubblicato -anche on line- “Cantiere Venezia” con le tariffe praticate per ciascuna opera in settori diversi, compresi i costi della barca utilizzata), ma si tratta di valori puramente indicativi, che possono subire sia aumenti che riduzioni. Il consumatore può far riferimento al listino per avere un’idea di massima dei costi che dovrà affrontare per un intervento artigianale.
SCONTO O DETRAZIONE FISCALE?
Sconto o detrazione fiscale? In nero o con regolare ricevuta fiscale? Stando ad un’indagine dell’Eures, 7 artigiani su 10 non rilascerebbero la regolare ricevuta al termine della prestazione (spesso dopo aver pattuito uno sconto con il cliente...). Al primo posto figurano i muratori/pittori (73,2%), seguiti da tappezzieri, falegnami, fabbri, elettricisti e idraulici. Ma un lavoro in nero fa risparmiare quanto la detrazione fiscale del 36 o del 55% prevista per legge fino al 2010? Molte persone si scoraggiano per via della prassi un po’ toruosa: denuncia dei lavori (nei casi previsti dalla legge) al Comune di appartenenza; invio della richiesta di detrazione fiscale al Centro di servizio per le imposte dirette e indirette competente, allegando (o semplicemente dichiarando di esserne in possesso) l’eventuale copia dell’autorizzazione del Comune ad eseguire i lavori e copia delle ricevute di pagamento ICI a partire dal 1997; invio all’Azienda Sanitaria Locale della comunicazione di inizio lavori; pagamento delle spese sostenute esclusivamente tramite bonifico bancario.
Se si considera un preventivo di spesa di 5.000 €, siamo certi che un’azienda o un artigiano potranno applicare uno sconto di 1.800 €, accettando di eseguire i lavori “a nero”? E soprattutto, siamo sicuri che, alla fine dei lavori, riusciremo ad ottenere la Dichiarazione di Conformità degli impianti?
Nella giungla delle tariffe e delle offerte, riportiamo qualche confronto puramente indicativo sui vantaggi e gli svantaggi del "fai da te"
RAFFRONTO COSTI (INDICATIVI)
Sostituzione di un “salvavita” per una normale abitazione (interruttore differenziale magnetotermico da 15A)
PROFESSIONISTA
Installazione salvavita, intervento elettricista, verifica conformità Cei 64-8, rilascio dichiarazione di conformità e certificazione, viaggio entro 30 km, 165 euro a corpo (fonte lavorincasa.it)
N.B. Gli impianti elettrici e i guasti non sono tutti uguali, quindi è difficile stabilire un prezzo unico per tutti i casi. Mediamente la sostituzione di un interruttore differenziale salvavita costa da euro 100,00 a 150,00 IVA esclusa.
FAI DA TE
Costi materiale: differenziale magnetotermico 15A 15euro - Tempo 10’
N.B. Ricordatevi di staccare l’alimentazione dal contatore Enel. L’interruttore nuovo (per ragioni di sicurezza) dovrà avere le stesse caratteristiche di quello vecchio.
TARIFFE REGOLARI
28-35 euro all’ora
+chiama fissa (all’incirca la
stessa cifra)
+materiale
TARIFFE “IN NERO”
15-18 euro all’ora
+ il materiale (senza fatture, acquistato dal fornitore “amico”)
Tinteggiatura pareti: da 4-5 euro al metro quadro (isolante + lavabile) ai 13 euro (terre fiorentine), materiale compreso. Tariffe indicative
Si può usufruire delle detrazioni del 36% anche solo per i materiali utilizzati, nel caso si facciano i lavori “in proprio”. (E’ necessario naturalmente inviare il modulo preventivo a Pescara).
Qualora il costo di determinati beni, definiti come “significativi” superi l’ammontare delle altre prestazioni (manodopera) , l’Iva è al 20% su tale parte eccedente. Beni significativi sono: ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni,caldaie, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e di riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagno, impianti di sicurezza, ecc.