FAR QUADRARE IL NATALE
La famiglia è sempre più una mini azienda con una finanza da rielaborare al variare della crisi. Le tredicesime del 2009 saranno distribuite tra regali (15%), un terzo per la casa (+ 7% per i mutui), un quinto per il risparmio

Che cosa c'è di più noioso dei sondaggi a ridosso del Natale? Forse, le inchieste tra la gente proposte dai diversi TG quanto la Festa dell'Immacolata apre la danza dello shopping natalizio, noiose e ripetitive: le ascolti nel 2009 ma potrebbero essere state girate tranquillamente dieci anni fa, non fosse per il modo in cui sono vestiti gli intervistati. Perchè gira e rigira, le risposte sono sempre le stesse. Si acquistano regali solo per i parenti e qualche amico più intimo, si trascorrerà perlopiù il Natale in casa con i parenti, qualcuno si concederà anche dei giorni di vacanza. Perchè difficilmente da qualche anno a questa parte, e lo dico da addetta ai lavori, si raccolgono interviste all'insegna dell'ottimismo, della serie "andremo al ristorante tutte le volte che non avremo voglia di cucinare" o partiremo per le Maldive o per le vacanze a Cortina. Un po' per una tendenza diffusa a mugugnare su tutto e a non accontentarsi, un po' perchè i consumi sono qualcosa di contagioso, alimentati dagli stati d'animo oltre che dal potere degli stipendi. Ad esempio, se dalla parrucchiera senti che due amiche sono andate a Londra a fare shopping con poco più di 50 euro (alloggio compreso!) e sono tornate con un borsone carico di maglie e cappottini pagati meno di 20, metti in cantiere anche tu il week-end alternativo. Una parrucchiera tira l'altra e si crea la moda di cui parliamo a pagina 16.
E' in ogni caso una finanza creativa anche quella che stanno sperimentando le famiglie. Già normalmente per il 53 % è difficile far quadrare i conti, ma con il togli da una parte e l'aggiungi dall'altra, alla fine anche per il Natale 2009, i conti torneranno. I regalini agli amici, ad alcuni almeno, si faranno e ci scapperà pure una pizza per festeggiare insieme. La famiglia, come ha rivelato l'Osservatorio di Findomestic Banca (specializzata nei prestiti personali e finanziamenti agevolati) nel suo tradizionale rapporto che anticipa le Feste, è diventata una vera e propria mini azienda in cui si reagisce alla recessione in funzione di quanto si è stati colpiti, quasi sempre con una stretta sui costi, senza però dimenticare il morale e quindi con la concessione talvolta di beni consolatori: le gite, le vacanze brevi, qualche ristorante, un gelato, il DVD a noleggio anziché il cinema. Tira qua e tira là, la coperta riesce comunque a scaldare. Il rapporto Findomestic, per la cronaca, ha registrato una crescita a tre cifre nelle vendite di auto ad alimentazione alternativa (elettriche alimentate gpl e metano +186%).
La spesa media natalizia 2009 è di 210 euro (erano 190 nel 2008). I regali preferiti da ricevere sono l'abbigliamento, i libri, i gioielli, i biglietti per concerti, spettacoli e avvenimenti sportivi. ,Se si immagina la crisi come un tunnel il 40% degli intervistati pensa di essere a metà percorso, la stessa percentuale ritiene di non essere giunta a metà del guado e solo il 20% crede di essere in vista dell'uscita. La classifica dei sacrifici di fronte alla recessione è molto chiara: si comprimono le spese per i mobili, l'abbigliamento, i viaggi e le vacanze, il tempo libero e le collaborazioni famigliari, ma non si fanno tagli su istruzione, spese alimentari e mediche.
Chi realmente manca all'appello, nelle inchieste popolari, sono coloro che non si pongono neppure il quesito: cosa regalerò e a chi? E che difficilmente, dunque, si incontrano nelle strade intasate del centro o negli ipermercati brulicanti di luci e palline colorate. E' il piccolo esercito di quanti non arrivano neppure alla quarta settimana. Da una ricerca Gfk Eurisko è emerso che oggi si comincia a tagliare sui consumi fin dal 16 del mese, pianificando, pur senza tragiche rinunce, la spesa (la differenza nello scontrino tra le spese dei primi giorni del mese e quelle dell'ultima settimana raggiunge i 30 euro). Per circa 5 milioni di persone, in gran parte giovani tra i 25 e i 34 anni, sarà un Natale con il sottofondo di preoccupazione per il posto di lavoro. Per tutte queste persone sarà cosa naturale riciclare gli addobbi, acquistare il panettone in offerta anzichè in pasticceria... La crisi passerà? Ci si chiede. La luce all'orizzonte c'è, anche se debole. Ma il Natale sì, passerà. E misurarlo solo sui consumi sarebbe davvero limitativo. La situazione non è peggiore solo perchè qualcuno, intorno a noi impazzisce per la voglia di comprare...
Autore: Qui Risparmio