
Stampa, stampa... una copia tira l’altra e gli uffici finiscono per essere sommersi dalla carta. E’ raro che si utilizzino fronte retro di uno stesso foglio, tanto più raro che si pensi se realmente serva stampare quella data cosa. A volte si stampano dati, comunicati e altro materiale che finisce per essere accatastato e poi buttato nel giro di pochi giorni. Al di là della cultura per l’ambiente, ogni ufficio, ogni azienda accumula nel corso degli anni delle vere e proprie cataste di documenti. Si calcola che ogni anno in Italia vengono sprecati 50 miliardi di fogli di carta, pari a due milioni di alberi. Qualcosa però si sta muovendo e se non sarà nel nome dell’ambiente lo sarà certamente per il risparmio. Negli uffici si cominciano ad usare dei nuovi software per la digitalizzazione del materiale cartaceo studiati per l’archiviazione e la gestione elettronica dei documenti. Un sistema che oltre a garantire un risparmio, incrementa l’efficienza dei processi aziendali di gestione dei dati.
Anche Word ha deciso di riproporre l’argomento con le nuove funzioni di Zoom, che permettono di risparmiare carta stampando più pagine nello stesso foglio. Con un documento aperto, fate clic su File, Stampa. Troverete nel menu di stampa la nuova voce “Zoom”. Selezionate quante pagine per foglio desiderate stampare (da una, default, a sedici) e lasciate la casella “Adatta al formato” così com’è. Stampando due fogli per pagina, un documento scritto con un font di dimensioni 12 punti risulta ancora leggibile. Con quattro pagine per foglio la leggibilità è ovviamente molto degradata, ma è più che sufficiente per controllare la correttezza dell’impaginazione di un documento. Qualsiasi valore più alto risulta illeggibile, ma buono per controllare il layout di un documento, le interruzioni di pagina, la presenza di tabelle e immagini.
Nell’editoria siamo addirittura ad una svolta. Presto si arriverà a leggere il giornale quasi esclusivamente on-line, archiviando gli articoli più interessanti e stampando solo ciò che interessa realmente toccare con mano. I siti web dei quotidiani sono diventati di anno in anno più popolari. Al punto che alcune prestigiose testate hanno annunciato il sorpasso: è il caso dell’International Herald Tribune e del New York Times, i cui lettori online hanno superato gli acquirenti dell’edizione cartacea. La maggior parte degli editori in America guadagnano sulle edizioni online vendendo pubblicità. E in questo modo si sostiene anche la free-press che continua a proporre nuove iniziative editoriali. In Italia siamo lontani dalle prospettive della stampa anglosassone, ma sia su il Corriere.it che su Repubblica .it, per esempio, tutti i principali articoli che troviamo in edicola sono consultabili online e le notizie vengono costantemente aggiornate. A pagamento, in genere, sono le edizioni locali e gli archivi. Sul locale opera E-Polis, con i quotidiani “Il Padova”, “Il Mestre” etc...che a partire dalla mezzanotte sono consultabili on line. Le nuove generazioni, ormai, si informano così. Per loro l’acquisto del quotidiano cartaceo non diventerà mai un’abitudine. Anche l’editoria specializzata sta pensando di convertire molti abbonamenti cartacei in abbonamenti on line e su carta “on demand”. E’ il caso di Infomedia Green, che opera soprattutto nel settore dell’informatica. Già dal 1997 le riviste del Gruppo editoriale sono consultabili on line in formato PDF; ora l’offerta viene rafforzata con una serie di promozioni pensate per tutti coloro che decidono di passare dall’abbonamento cartaceo a quello on line.
Qualcosa si muove anche sul fronte della burocrazia. Per aprire una nuova impresa oggi basta un clic. La “comunicazione unica” è effetto del decreto Bersani. Il presupposto è che la persona intestataria si sia dotata di PEC (posta elettronica certificata) e di firma digitale, due strumenti che sostituiscono totalmente firme su carta, raccomandate, code alle poste, appuntamenti dal notaio. Così in massima sicurezza, senza muoversi dall’ufficio o da casa uno può raggiungere Inps, Inail, il Registro delle imprese per comunicare inizio, modificazioni o cessazione della ditta, l’Agenzia delle entrate. Entro il 30 giugno questa operazione sarà valida anche per cittadini che vogliano comunicare il cambio di residenza. Con il presupposto del possesso della firma digitale o della Carta d’identità elettronica, ognuno di noi potrà da casa o dall’ufficio con un semplice clic, comunicare una sola volta al Comune il cambio di residenza e in tempo reale il dato sarà modificato presso gli archivi informatici di tutti gli altri uffici e servizi pubblici interessati, dalla Asl all’agenzia delle entrate, dall’Enel all’agenzia del gas eccetera. Fine delle file allo sportello.digitalizzare e dematerializzare, porterebbe un risparmio annuo di 14 miliardi di euro. Più o meno il valore della Finanziaria 2008. Poi arriveranno gli ospedali “paper free” con le cartelle cliniche elettroniche (ad esempio l’Ospedale Riabilitativo di Motta di Livenza TV), ma questa è un’altra storia che vi racconteremo prossimamente. (a.d.c.)

Pensate alla nuova società delle microporzioni e del cibo per esportazione. La pizza, in primis. La carta e il cartone sono materiali sempre più indispensabili nell’ottica dei nuovi stili di vita. Prendiamo ad esempio proprio la pizza. Il costo della confezione incide nei prezzo finale (in misura dal 3 al 5%) come la farina, il pomodoro e la mozzarella, ovvero come un ingrediente base. Mentre nella farcitura il commerciante può giocare sul prezzo e sulla qualità, nel caso dell’imballo il prezzo è tirato all’osso. Non per questo si devono scegliere prodotti scadenti. Tempo fa era scoppiata la polemica sulla presenza di ftalati nei cartoni per la pizza. Accogliendo pizze fumanti e con l’abitudine di consumarle direttamente nel box , si trattava di un’autentica minaccia per la nostra salute. “Queste sostanze sono presenti nella carta riciclata - ci spiega Benedetta Zago, responsabile della Cuboxal, (azienda nata oltre 20 anni, leader non solo in Italia ma anche a livello Europeo nel settore delle scatole per asporto con 200 milioni di pezzi prodotti). “Se carta e cartone servono per contenere degli alimenti, la qualità non va discussa - sottolinea - si deve usare cellulosa al 100%”. Il valore aggiunto di questa azienda appartenente al gruppo Pro-Gest (che ha il suo quartier generale ad Ospedaletto di Istrana- TV), è la possibilità di contare direttamente sulla materia prima. “Non che l’ambiente non ci stia a cuore - prosegue Benedetta Zago - noi siamo stati tra i primi a riciclare la carta, ne siamo i maggiori produttori e andiamo a reperire la materia prima solo in quei paesi dove c’è la cultura degli alberi, dove è necessario che siano tagliati e solo se sono immediatamente rimpiazzati”. Ma in questo caso ne va di mezzo la salute e non possono essere usate scatole di serie B, tenendo conto che la normativa italiana vieta categoricamente l’utilizzo di carta di recupero per i prodotti ‘umidi’ ed impone ai fabbricanti di utilizzare, almeno nello strato di carta che deve venire a contatto con l’alimento, l’uso di pasta di carta vergine. Il rito della pizza a domicilio è un’abitudine orami consueta per moltissime famiglie italiane: si calcola infatti che siano circa 1.300.000 le pizze da asporto che ogni giorno finiscono sulle nostre tavole. Il mercato gode di ottima salute, anche se ormai è saturo e ad appannaggio di chi può garantire il miglior rapporto qualità prezzo.