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Un arcobaleno di salute

Indagine sulla frutta e sulla verdura

piramide alimentare

La dieta mediterranea, sintetizzata nella “piramide” qui a lato, consiglia la frequenza per il consumo dei vari alimenti. La verdura, con la frutta e i legumi, andrebbe assunta quotidianamente, con legumi, pane e cereali, olio di oliva, latte e latticini.

 

 Percentuale di perdita delle vitamine

 Lunga cottura

55-75%

 Breve cottura

 25-45%

Pentola a pressione

20-40%

 Cottura a forno

 30-40%

Andando avanti di questo passo, l'unico modo per essere sicuri di mangiare verdura sana è rivolgersi al mercato del biologico. L'utilizzo sempre più frequente ed intensivo di pesticidi e la richiesta di avviare sperimentazioni sull'uso di OGM mina la fiducia nei consumatori che da tempo hanno rivolto la loro attenzione al mercato (fino a qualche anno fa di nicchia ed alternativo) delle colture biologiche. Il Veneto non sta però a guardare, prendendo una posizione ferma a difesa della salute dei consumatori. La Coldiretti è così scesa in campo contro l'utilizzo di OGM e l'avvio di una sperimentazione all'aperto su ulivo, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, agrumi, kiwi e mais, ancora all'esame dei ministeri delle politiche agricole e dell'ambiente.
"Vogliamo lanciare un appello a tutti i consumatori per dichiarare la nostra regione "Ogm free" - dice Giorgio Piazza Presidente di Coldiretti Veneto - alla nostra campagna di sensibilizzazione hanno aderito, oltre a istituzioni e rappresentanze sociali, ambientaliste ed economiche, 203 comuni che hanno deliberato il proprio territorio libero da coltivazioni transgeniche".
Secondo una stima di Coldiretti la presenza di contaminazioni da Ogm in vino, olio e conserva di pomodoro danneggerebbe l'immagine complessiva del Made in Italy alimentare e causerebbe danni economici irrimediabili. Tra i consumatori esteri di alimenti Made in Italy, oltre la metà (55%) eviterebbe gli alimenti interessati e addirittura il 15% rifiuterebbe tutti i cibi del nostro Paese causando un danno stimato pari a 5,4 miliardi di euro per il solo calo delle esportazioni.
Anche l'utilizzo di pesticidi preoccupa molte associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente che ha promosso un'indagine sulla presenza di sostenze dannose: metà della frutta commercializzata in Italia è contaminata da uno o più residui di pesticidi, il 2,2% è addirittura fuorilegge.
Per le verdure la situazione è leggermente migliore: il 22,7% presenta tracce di pesticidi, l'1,2% ha concentrazioni pericolose.

Perché bisogna mangiare frutta e verdura

Oltre 250 studi compiuti in varie parti del mondo hanno dimostrato che una dieta ricca di vegetali riduce del 30-40% la probabilità di contrarre tumori.
Frutta e verdura contengono numerose sostanze indispensabili per la nostra salute, come le vitamine e i minerali. In particolare le vitamine C e E e la provitamina A (antiossidante) svolgono un'azione protettiva sulle cellule e prevengono il cancro e l'arterosclerosi. Nessun integratore di vitamine o di minerali può sostituire la frutta e la verdura!


Verdure importanti anche per bambini e anziani

Esistono tante possibilità di assumere frutta e verdura in una forma comoda: minestre, composte e marmellate, macedonie, spremute o centrifughe. Frutta e verdura non sono quasi mai tra gli alimenti preferiti dai bambini, ma basta lavorare di fantasia, aggiungendo un po' di verdura al sugo di pomodoro per gli spaghetti oppure presentando la carota, il peperone o il finocchio a strisce sottili che i bambini mangeranno quasi senza accorgersene. Vale comunque la regola di sempre: i bambini seguono l'esempio degli adulti.


...e d’estate esplode la “quarta gamma”

Arriva l’estate, e la cosiddetta “prova bikini” porta molti a preoccuparsi della linea, scegliendo una alimentazione a base di verdure. I ritmi scolastici e lavorativi impongono cambiamenti di abitudini che hanno fatto esplodere, negli ultimi anni, il consumo di insalate pronto uso, lavate e confezionate da mangiare senza problemi ovunque ci si trovi. Una recente indagine della Coldiretti ha evidenziato infatti che questa tendenza ha portato ad un Aumento del 23% su base annua dei prodotti cosiddetti di “quarta gamma”, quelli, appunto, lavati e confezionati, pronti all’uso in casa, sul posto di lavoro o a scuola.
La necessità di risparmiare tempo ma anche l'esigenza di recuperare la linea spinge verso questi cibi genuini e rinfrescanti, per difendersi dagli effetti del clima e della siccità, che trovano spazio nel carrello della spesa di quasi un italiano su due. Dalla richiesta dei consumatori nascono così vere e proprie industrie che propongono questi alimenti, sempre più presenti nei banchi frigo non solo di super o ipermercati, ma anche dei negozi di prossimità. Cambia così anche il lavoro nelle aziende agricole, che si sono specializzate non solo nella coltivazione di insalate e ortaggi, ma hanno attrezzato vere e proprie catene automatizzate per il trattamento di ciò che producono.
E non è vero che un’insalata confezionata ha proprietà nutrizionali minori rispetto ad una acquistata dall’ortolano. La catena di trasformazione è rapidissima, tanto da portare sul banco frigo un prodotto in meno di 24 ore dal suo raccolto.
Importante, poi, il controllo della “catena del freddo”: dal taglio alla sua esposizione sui banchi vendita, chiusa in un sacchettino di plastica, l’insalatina viene lavorata, confezionata e trasportata ad una temperatura costante di circa 4 gradi, che garantisce freschezza evitando shock termici pericolosi per contaminazioni batteriche.
I prodotti maggiormente richiesti sono le insalate miste o tenere (92 per cento), ma non manca chi preferisce le carote o i pomodorini. La maggioranza degli acquirenti sono donne, con i consumatori di insalata pronta per l'uso - precisa la Coldiretti - più diffusi nel Nord dove si registra il 60 per cento delle vendite, ma anche nel Centro Italia dove si colloca il 30 per cento della produzione, mentre nel Sud solo il 10 per cento. Tanto lavoro si fa però pagare piuttosto profumatamente. Ma se il tempo è denaro il rapporto costo e beneficio rimane equilibrato. La cosiddetta "quarta gamma" è uno dei comparti più dinamici dell'agroalimentare tradizionale e oggi rappresenta il 7,9 per cento del valore di mercato degli ortaggi freschi acquistati dalle famiglie.
Nel 2006 le vendite hanno raggiunto oltre 40 milioni di chili per una spesa di 330 milioni di euro per soli acquisti familiari.


La regola delle cinque manciate al giorno

Da domani potete tranquillamente buttare la bilancia. Per una corretta alimentazione, che prevede una assunzione regolare di frutta e verdura, non serve pesare gli alimenti ma affidarsi al sempiclissimo metodo delle “cinque manciate al giorno”. Nessuna limitazione o accorgimento particolari, basta arrivare a consumare per cinque volte ogni giorno un po’ di frutta e verdura, per essere sicuri di assumere regolarmente tra i 600 e gli 800 grammi di fibre vegetali, vitamine, proteine, sali e calcio. Un po’ di meno per i bambini, qulacosina in più per gli adulti. Nessuna limitazione anche al gusto personale: scegliete semplicemente ciò che più vi piace, alternando la frutta alla verdura, due volte al giorno la prima (spuntino o colazione) almeno tre volte la seconda. Sempre facendo attenzione alla quantità, una maciata alla volta, appunto: una mela, una pera o un pugno di fragole, ciliege o uva. In alternativa un bicchiere di succo, meglio se appena spremuto. Per le tre porzioni di verdura fate attenzione a non far mancare mai dalla tavola un contorno cotto o crudo, optando eventualmente per un bichiere di succo di pomodoro o di carota: 200 ml equivalgono ad una porzione. Piena libertà, dunque, nella scelta di ciò che più piace, con l’accortezza, però di assumerlo con regolarità. Non serve, inoltre, guardare alla stagionalità. Meglio una verdura fresca, consumata poco dopo il raccolto.
Ma non vanno demonizzati i prodotti surgelati o in scatola: aiutano a variare la dieta quotidiana per non rinunciare ai piaceri della tavola.

 

PASSO DOPO PASSO...
Il consumatore impara a pretendere i prodotti di qualità

La trasparenza delle etichette consente in molti casi di capire dove e come è stata coltivata la frutta e la verdura che stiamo mangiando o dove è stato allevato, come è stato nutrito e dove è stato macellato il pollo che, arrostito con le patate, i nostri figli stanno divorando a tavola. I consumatori oggi pretendono di conoscere bene ciò che acquistano e se non trovano al banco o nello scaffale i “loro” prodotti (quelli trasparenti con le spiegazioni che mettono al riparo da brutte sorprese) li aspettano, rinviando l’acquisto.
E’ la tendenza registrata dal gruppo Despar, che da tempo ha intrapreso la strada della qualità, attraverso una campagna che punta a far conoscere i prodotti ai propri clienti, proponendo la rintracciabilità di ogni processo della filiera, ma anche ad istruire il consumatore su un corretto stile di vita. La controprova del successo si è avuta già l’anno scorso in seguito all’emergenza aviaria: mentre nel nostro Paese si assisteva ad un consistente calo delle vendite, il gruppo Despar ne ha risentito molto poco ed i polli a marchio sono stati acquistati con serenità dai clienti consapevoli del rischio praticamente nullo. Un percorso di fuducia che si sta ampliando “Passo dopo passo”, abbracciando una serie di prodotti (come il pesce o l’insalata già pronta) e proponendo nuove iniziative anche pubbliche di conoscenza, in collaborazione con le ASL. A Montegrotto, ad esempio, Despar ha incontrato gli studenti (dalle materne alle medie) e preparato loro un pranzo semplice e sano, a base di pollo e tacchino, insalata, pane e frutta.
Anche il Comune di Albignasego è stato coinvolto, ma nella “Festa del carboidrato”. Occasioni in cui si fanno assaggiare, ma soprattutto conoscere i prodotti dal punto di vista nutrizionale e della loro qualità.
Così si coltivano i consumatori di domani . Che saranno, giustamente, sempre più esigenti.


Autore: Roberto Massaro