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Il piacere dell’espresso VS la tradizione della moka

Viaggio nel mondo del caffè

Da quando è arrivata lei, la voce caffè nel bilancio di casa è lievitata in modo evidente. Sarà perchè l’espresso con la cremina come al bar è invitante, perchè il caffè te lo fai in una manciata di secondi senza star lì a lavare la macchinetta, caricare la polvere, aspettare... sarà perchè un caffè “piccolo” è più salutare rispetto ad uno tradizionale con la moka (date un’occhiata alla tabella accanto). Sarà per tutto questo che mezzo chilo di caffè in chicchi, per due persone, viene inghiottito dalla nuova macchina per espresso automatica, in una settimana o poco più. E ti ritrovi, ogni 10 caffè, a vuotare i fondi e a riempire serbatoi ripensando alla vecchia caffettiera e ai suoi consumi ridotti: mezzo etto di polvere per duetre settimane. E poi, che poesia l’attesa di quel caffè dal gusto così... casalingo! Per dovere di cronaca va ricordato che si deve ad Alfonso Bialetti (1933) l’invenzione della caffettiera ottagonale, diventata uno dei simboli del nostro Paese. Ma è del figlio Renato, qualche anno dopo, l’idea della caffettiera con l’omino coi baffi (pare raffigurasse lo stesso Bialetti) che fu lanciata con un enorme battage pubblicitario. Anche se per i napoletani il vero caffè di casa è quello che esce dalla moka partenopea che va ribaltata non appena bolle l’acqua. Una riedizione della caffettiera rovesciabile inventata nel 1819 dal parigino Morize. Moka d’acciaio o di alluminio? Tra puristi e innovatori si potrebbe discutere per ore... Se la moka è stata un simbolo di modernità negli anni del boom economico, le macchine da espresso stanno tracciando un’altra fetta di storia: negli anni 80 quelle manuali, simili nella gestione a quelle dei bar (la prima fu inventata nel 1901 dall’ingegnere milanese Luigi Bezzera); gli ultimi 10 anni vedono invece una sorta di testa a testa tra le macchine a capsule e cialde e quelle automatiche (che fanno tutto o quasi da sole: si seleziona il caffè lungo o corto, forte o leggero ed i fondi vengono raccolti in un contenitore interno. Ma nelle case degli Italiani che caffè si beve? Stando ad una recente indagine commissionata dalla Saeco (produttrice di macchine da caffè espresso), ogni giorno nelle case degli Italiani si consumano duecento milioni di tazzine di caffè. Su 41,7 milioni di persone (dai 15 anni in su), il 73% utilizza la moka mentre il 27% preferisce la macchina espresso.
La battaglia tra la novità e la tradizione, tra la moka e l’espresso, si sta consumando proprio in questi frenetici giorni di acquisti natalizi. Le macchinette per il caffè espresso sono, nel panorma dei piccoli elettrodomestici, una delle proposte più invadenti. E accattivanti, viste anche le forme simpatiche adottate, come la Mokona Espresso, che sembra avere “il piede in due scarpe”, ma è una macchinetta per espresso a cialde, a tutti gli effetti. Sull’espresso, non solo casalingo, ci si sta davvero scatenando, con nuove miscele e nuove speziature offerte nei bar, ma anche nei ristoranti, dove è comparsa lacarta dei caffè insieme con quella tradizionale dei vini. Si può scegliere la provenienza della miscela o provare delle varianti di caffè che a volte diventano un vero e proprio dessert. Un esempio è il “marocchino”, una versione meno carica del piemontese “Bicerin”, con la sua base di cioccolata ristretta, sormontata da un caffè espresso e guarnita con panna. Un po’ ovunque si stanno organizzando corsi di degustazione, come per il vino, compreso quello a domicilio di Lino’s Coffee. Imparare a riconoscere le miscele migliori, gli aromi di paesi lontani o semplicemente a riconoscere e preparare un buon caffè costa intorno ai 200 euro.
Un’altra espressione di questa nuova vita del caffè sono le caffetterie che stanno nascendo un po’ ovunque; solitamente al traino di collaudati marchi, come la trevigiana Goppion (nel settore dal 1858) che ha già dato vita ad una quindicina di esercizi dove è possibile degustare i caffè ma anche acquistare le diverse miscele in grani o macinate al momento. A proposito: la famosa cremina non dipende solo dalla macinatura o dalla pressione, ma dal giusto equilibrio tra miscela Arabica e quella Robusta. I caffè Arabica sono molto profumati, dolci, rotondi, leggermente acidi e spesso cioccolatosi, con una crema nocciola chiaro tendente al rossiccio e una gradevole punta di amaro; mentre i caffè Robusta sono spigolosi, astringenti, poco profumati e più amari, con una crema marrone tendente al grigio. In ogni caso il caffè andrebbe bevuto ben caldo, meglio ancora in tazzine riscaldate e preferibilmente senza zucchero. L’Italia fa scuola, ma non è il Paese con il più alto consumo di caffè. Prima di noi (che consumiamo 6 chili e 20gr. di caffè a testa, all’anno) ci sono Olanda, Austria, Germania, Svizzera, Svezia, Danimarca e Norvegia. Guida la classifica la Finlandia, con quasi 10 chili.

Un goccio di... STORIA

Quella del caffè è una storia millenaria. Alcuni studiosi sostengono che il caffè esistesse già ai tempi di Omero e lo si bevesse a Troia. Certamente i preziosi chicchi sono giunti a noi seguendo le rotte di quelle navi che hanno portato in Europa tanti altri prodotti e cibi sconosciuti. Nella storia raccontata dalla rivista Food, apprendiamo che già a partire dal 1454 nell'odierno Yemen era consuetudine sorseggiare il caffè, ritenuto più corroborante della soporifera bevanda nazionale. Il caffè fece poi breccia tra i popoli arabi, favorito anche dal divieto del Corano di bere vino. Anche a Costantinopoli la diffusione di questa bevanda vide nascere un gran numero di Caffè, che servivano sia come luogo d'incontro e di svago sia come luogo di dibattito politico. Il 1615, racconta “Food”, è considerata la data in cui il caffè fece la sua comparsa in Europa grazie ai commercianti veneziani, seguendo le rotte marittime che univano l'Oriente con Venezia e Napoli ed il merito di averlo introdotto spetta al botanico Prospero Alpini che era stato medico del console di Venezia in Egitto. Venezia fu la prima città italiana che conobbe l'aroma del caffè, punto di riferimento per mercanti non solo italiani. Prima di essere consumato come semplice bevanda, il caffè veniva anche bevuto per sfruttare alcune sue proprietà medicamentose e digestive e per questo motivo il suo prezzo era piuttosto elevato. Nel momento in cui si capì che la diffusione del caffè era tale da poter riempire le casse dello Stato nacquero le prime "Botteghe del Caffè". La più antica d'Europa, il Caffè Florian, si trova tutt'ora sotto i portici di Piazza San Marco.
Per battere la concorrenza, un caffettiere fece pubblicare e distribuire un libretto che descriveva ed esaltava le proprietà di questo elisir d'oriente.

Il caffè vi rende nervosi?

La tazzina di casa vale il doppio (caffeina) rispetto all’espresso del bar

La tazzina di casa vale il doppio (caffeina) rispetto all’espresso del bar

Meglio non abusarne, d’accordo. Ma, a meno che non siate intolleranti alla caffeina, due-tre tazzine di caffè al giorno non possono che farvi bene. Il caffè risveglia le facoltà mentali, allontana la stanchezza, la sonnolenza, facilita la concentrazine, attenua persino il mal di testa. Un’azione benefica che arriva anche al cuore; non a caso, sotto forma di medicinale, la caffeina viene utilizzata come cardiotonico. Il caffè aiuta a proteggere le arterie perché contiene alcuni elementi come il tannino e altri polifenoli che hanno un potere antiossidante, quattro volte più efficace di una tazza di tè verde. Caffè ottimo per gli sportivi, poichè potenzia l’attività muscolare e allevia la stanchezza, ma anche per la digestione: non a caso è diventata un’abitudine sorseggiarlo a fine pasto. Aiuta il fegato ed è efficace anche in caso di crisi d’asma, poichè la caffeina ha un effetto broncodilatatore e riduce l’affaticamento dei muscoli respiratori migliorando il volume espiratorio. Caffè prezioso alleato anche per la linea, perchè contibuisce ad accelerare il metabolismo rendendo i grassi immediatamente disponibili come energia per l’attività fisica. Con una tazzina di caffè a fine pasto, seguita da mezz’ora di movimento, si è sicuri di poter bruciare i più facilmente i grassi assunti. Di per sè una tazzina senza l’aggiunta di latte o zucchero non supera le due calorie. Il caffè migliore in termini salutistici? L’espresso. Seguito dalla moka. L’apparentemente innocuo caffè americano, in realtà è molto più ricco di caffeina. Un consumo moderato di caffeina per un adulto è valutato in circa 300 mg al giorno. Guardate la tabella e fate i vostri calcoli...
Autore: Alessia Da Canal