Documento senza titolo
Documento senza titolo
scarica il giornale
Scarica la tua copia del giornale in formato pdf
 
www.bioepil.net
ROC Tappeti
Goppion Caffè
AXO Sport
Mostra nazionale vini Pramaggiore
News Belluno
SIIT3

Il latte e i suoi amici

Indagine sul latte

Noi Italiani siamo tra i più grandi consumatori di formaggio del mondo. Ne mangiamo mediamente 20 chili ciascuno all’anno. E non potrebbe essere diversamente, visto che produciamo delle autentiche delizie che qualcuno prova (inutilmente) ad imitare.Noi Italiani siamo tra i più grandi consumatori di formaggio del mondo. Ne mangiamo mediamente 20 chili ciascuno all’anno. E non potrebbe essere diversamente, visto che produciamo delle autentiche delizie che qualcuno prova (inutilmente) ad imitare. Pensiamo al Grana Padano o alla Mozzarella, per esempio.  Pensiamo al Grana Padano o alla Mozzarella, per esempio. Ogni regione ha le sue specialità, formaggi in grado di solleticare anche i palati più esigenti. Soprattutto il Veneto, dove si concentra buona parte della produzione nazionale di latte. Sembra già di sentire il profumo di una morbida fetta di Asiago appena tagliata o il sapore inconfondibile di una scaglia di Grana. Viene quasi da commuoversi davanti ad una porzione di Morlacco del Piave... e dire che era considerato il formaggio dei poveri! In Veneto si concentra oltre il 10% della produzione lattiero casaria italiana, seconda solo a Lombardia ed Emilia Romagna.
A disegnarci il quadro del settore è Terenzio Borga il Presidente dell’APROLAV, l’associazione dei produttori di latte più rappresentativa del Veneto, con i suoi 4000 iscritti e oltre un milione di tonnellate di latte prodotti. E’un settore in grande trasformazione quello che ci viene descritto. Soprattutto negli ultimi anni si è registrata una drastica diminuzione delle aziende. Ma la produzione è rimasta costante, perchè accanto alle piccole imprese, si sono sviluppati grandi allevamenti che da soli realizzano il 75% della produzione. Grandi numeri non certo a scapito della qualità. Solo il 10% del latte raccolto finisce negli scaffali sotto forma di bottiglia o di brik. Il 50% è destinato alla produzione delle 6 DOP Venete: oltre al Grana e all’Asiago (soprattutto quello pressato), il Provolone Valpadana, il Montasio, il Taleggio e il Monte Veronese. Ci sono aziende che, riunite in cooperativa, conferiscono il 60% della loro produzione ed imprese che hanno più elasticità nel rifornimento dei prodotti. “Che siano piccole o grandi aziende a produrre il latte e a dispetto di scandali gastronomici che di tanto in tanto scuotono il mercato, il consumatore in questo caso deve stare assolutamente tranquillo, perchè il prodotto è sicuro e controllato in ogni fase”.
Borga tiene a sottolineare questo concetto, precisando che le aziende dell’Aprolav sono impegnate anche in un costante programma di miglioramento della produzione, utilizzando, ad esempio, sempre meno conservanti e risparmiando sui costi di produzione, affinchè il consumatore sia gratificato anche dal prezzo finale del prodotto.
Molte energie sono impegnate proprio nella ricerca, sostenendo il distretto veneto del consorzio di ricerca sulla filiera lattiero-casearia (che sta lavorando ad esempio sui latti addizionati, ricchi di Omega3 o di vitamine). Naturalmente è fondamentale la promozione dei prodotti. Innanzitutto nel territorio regionale. “Il successo di CASEUS VENETI, il concorso che abbiamo proposto come Aprolav, è l’ennesima conferma dell’interesse che c’è intorno a questo settore”. A parlare è Desideria Scilla, responsabile della promozione. Alla gara, tutta nostrana, hanno partecipato 200 formaggi rigorosamente prodotti in Veneto. Promozione locale, ma anche in altri mercati, attraverso manifestazioni fieristiche ed altre iniziative legate al turismo eno-gastronomico. Tra le tante “battaglie”, invece, c’è anche quella culturale contro i detrattori del latte e dei suoi derivati. Un tempo considerato pilastro dell’alimentazione, oggi viene messo in discussione.
A disposizione, per chi volesse saperne di più, c’è “Il libro bianco” sul latte e i prodotti lattiero-caseari, realizzato in collaborazione con l’istituto Superiore di Sanità.
Per la prima volta al mondo è stata raccolta tutta la letteratura scientifica attorno a questo tema. Comprese una serie di evidenze scientifiche che spazzano via le false credenze che a volte spingono il consumatore ad evitare questi prodotti. In generale non esiste una quantità di latte ideale valida per tutti, è evidente che un diciottenne sportivo può bere anche un litro di latte intero al giorno, un anziano con il colesterolo alto dovrà invece prediligere i prodotti fatti con latte scremato. Il Grana Padano DOP, ad esempio, è un prodotto ideale, perchè fornisce un notevole apportodi calcio ed è meno grasso di un camembert o di un pecorino.

proprietà dei formaggi


Latte per tutti i gusti


I diversi tipi di latte alimentare, yogurt e burro, le centinaia di formaggi esistenti, non sono che le innumerevoli sfaccettature di un unico bene: il latte.
Tutti i processi di trasformazione industriale cui esso viene sottoposto sono assolutamente naturali e non ne alterano le caratteristiche originarie. Vengono, anzi, tutelate e restituite intatte ai consumatori unitamente alla garanzia di assoluta igienicità.
L'industria, inoltre, utilizza tecnologie innovative che le consentono di adattare i propri prodotti ai bisogni, alle necessità e ai gusti di ogni tipo di consumatore.
Un buon prodotto è il frutto della scelta accurata di buone materie prime, della loro sapiente lavorazione e trasformazione, della cura con la quale viene conservato fino al suo arrivo sulla tavola del consumatore.
Ecco i diversi tipi di latte attualmente in commercio.
  • Latte intero fresco
    Latte con un contenuto di materie grasse almeno del 3.5%, e che può essere arricchito di Vitamina D.
  • Latte parzialmente scremato fresco
    Latte contenente l' 1.8% di materie grasse. Ha quasi lo stesso valore nutritivo del latte intero, ad eccezione dei grassi. Può essere arricchito con le Vitamine A e D.
  • Latte scremato fresco
    Questo latte contiene meno dello 0.5% di materie grasse. Può essere arricchito di Vitamina A per compensare le perdite dovute alla sottrazione di grassi. Talvolta può essere integrato con la Vitamina D.
  • Il latte pastorizzato
    La pastorizzazione, che prende il nome da Louis Pasteur, è il processo di riscaldamento cui vengono sottoposti il latte o altri prodotti alimentari. Generalmente sono condotti a temperature variabili da 54 a 70°C e per tempi compresi tra i 20 e i 30 minuti. I nuovi metodi "flash" riscaldano il latte da 65 a 76°C per 15-22 secondi. In questo modo si distruggono i batteri patogeni e si ritarda lo sviluppo di altri batteri.
  • Latte omogeneizzato
    Latte il cui contenuto di grasso è stato sottoposto ad alte pressioni e fatto passare attraverso fori sottilissimi per la rottura dei globuli. Ha un fattore di digeribilità molto alto.
  • Latte microfiltrato
    Latte trattato con un procedimento di filtraggio che permette di eliminare circa la totalità dei batteri presenti. Questa tecnica permette di aumentare il tempo di conservazione del latte senza diminuire il valore nutritivo.
  • Latte U.H.T.
    Il latte U.H.T. viene trattato ad alte temperature e imbustato in contenitori sterili: ciò gli permette una conservazione a temperatura ambiente per circa 3 mesi. Una volta aperto il contenitore il latte U.H.T. deve essere consumato entro 1 giorno, più rapidamente degli altri tipi di latte.
  • Il latte a lunga conservazione
    Il latte a lunga conservazione è il tipo più diffuso anche di quello fresco, il suo successo e dovuto dal fatto che dai consumatori è ritenuto più comodo perchè dura di più. Laboratori specializzati hanno verificato che è privo di inquinanti e sostanze pericolose.
  • Latte concentrato e zuccherato
    Latte intero concentrato (circa il 60% dell'acqua è stata fatta evaporare sotto vuoto) a cui è stato aggiunto zucchero (saccarosio). Contiene dal 40 al 45 % di zucchero, l'8% di materie grasse, il 28% di proteine ed è, quindi, da considerare un alimento molto calorico. L'aggiunta di Vitamina A è obbligatoria. nQuesto tipo di latte è molto usato in gelateria e pasticceria.
  • Latte in polvere
    Latte disidratato e arricchito di Vitamine A e D. Ha un periodo di lunga conservazione per l'assenza quasi totale di acqua, che produce irrancidimento dei grassi e proliferazione batterica. Il latte in polvere "intero" contiene al minimo il 26% di materie grasse, quello "parzialmente scremato" ne contiene il 9.5% e quello "scremato" lo 0.8%.
  • Latte aromatizzato
    Latte intero fresco a cui è stato aggiunto un ingrediente che gli dà sapore. Il più conosciuto dei latti aromatizzati è senza dubbio il "latte al cioccolato". Ne esistono altri tipi come il "latte al malto", i "latti al sapore di frutta o di vaniglia" e le bibite al latte contenenti succo di frutta.

Dal microfiltrato la spinta per una importante riforma legislativa


Dalla fine del 2001 un nuovo tipo di latte è comparso negli scaffali dei supermercati. Un latte fresco con una durata doppia rispetto al latte fresco pastorizzato tradizionale. E’ il latte microfiltrato, finito al centro di battaglie legali per il riconoscimento della denominazione di “latte fresco”, ottenuta solo grazie ad un decreto che segue l’istituzione di un’apposita commissione d’inchiesta.
Questa vicenda ha forzato i tempi di una riforma sul latte fresco che forse non sarebbe ancora avvenuta.
Le tecniche di produzione e le condizioni igieniche sono migliorate molto in questi anni: questo ha prodotto un aumento della vita del latte fresco, che infatti dura molto più di 4 giorni.
Chiunque può fare la prova: il latte fresco ha una durata variabile e può arrivare fino a 8 giorni senza alcuna alterazione. Ma la legge (del 1989) parla chiaro: il latte fresco DEVE durare quattro giorni, non si può mettere un giorno in più nella data di scadenza! A luglio del 2003, la svolta: appurato che esistono tecnologie che rendono il latte fresco più longevo, e che anche il latte tradizionale dura più di una volta, è stato emanato un decreto che allunga la vita del latte fresco fino a 6 giorni dopo il trattamento termico, e a 11 giorni se il latte è microfiltrato.

Si puo' fare educazione alimentare anche partendo da un distributore automatico, specie se in Veneto viene usato per 2 milioni di acquisti l’anno (20 milioni in Italia): per questo la Regione del Veneto ha avviato il progetto ''Nutrivending'', che nella sua fase sperimentale, ha interessato quasi 10.000 studenti, 11 scuole superiori e sette Servizi igiene degli alimenti e nutrizione di altrettante Ulss, dotando i distributori alimentari anche di prodotti come frutta e verdura, yogurt, succhi di frutta senza zuccheri, prodotti da forno senza grassi aggiunti, acqua minerale, prodotti per diabetici e celiaci. “Un consumatore più informato è più libero e più in grado di adottare corretti stili di vita che prevengano l’insorgenza delle patologie, cardiovascolari o tumorali, causate dal sovrappeso e dall’obesità” ha affermato l’assessore regionale alla sicurezza alimentare, Elena Donazzan, presentandol’iniziativa, condotta in collaborazione con Confida (Associazione italiana distribuzione automatica) e il Dipartimento di scienze animali dell'Universita' di Padova. “Con questo progetto – ha aggiunto l’assessore Donazzan – ci proponiamo di trasformare la distribuzione automatica di alimenti in un mezzo per la promozione di stili sani di vita, offrendo ai cittadini opportunità per riflettere e sperimentare i benefici connessi ad abitudini salutari, promuovere corretti stili di vita soprattutto nelle scuole e nel mondo della sanita'.
Gli alimenti inseriti sono di provenienza nazionale, DOP e IGP e da agricoltura biologica. Apartire dal prossimo mese di giugno, l'universita' verifichera' quali prodotti hanno ottenuto maggiori preferenze e in base a questi dati si procedera' ad elaborare indici di prodotti da inserire nei distributori automatici. L'iniziativa dovrebbe andare a regime gia' dal prossimo anno scolastico.

Autore: Alessia Da Canal