LE NEWS DA VENETO AGRICOLTURA (luglio)
CORRADO CALLEGARI
Amministratore unico di Veneto Agricoltura
Segnali incoraggianti per l’agroalimentare veneto nel 2007. Dopo un biennio di difficoltà, sia le quantità prodotte che l’andamento commerciale determinano risultati economici in crescita. E’ quanto emerso al tradizionale incontro di presentazione dei dati sull’andamento del settore agroalimentare, organizzato da Veneto Agricoltura, presso il Palazzo dell’Agricoltura, (Agripolis, Legnaro, PD). Aprendo i lavori Corrado Callegari, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, ha messo in evidenza che nel 2007 la produzione regionale è aumentata, dimostrando che le aziende agricole venete sono competitive sul mercato. Infatti sia i prezzi dei prodotti agricoli che i risultati economici del comparto alimentare si presentano con segno positivo. Le motivazioni sono da ricercare, afferma Callegari, nella favorevole congiuntura che ha portato ad una diminuzione della produzione mondiale per l’anno 2007 a fronte di un aumento dei consumi, e alla competizione tra usi alimentari ed energetici con relativa impennata dei prezzi. Era presente all’incontro, alla sua prima uscita ufficiale, Franco Manzato neo VicePresidente della Regione Veneto e Assessore all’Agricoltura, che ha voluto sottolineare la necessità di creare strategie comuni tra la Regione e i suoi enti strumentali, anzitutto l’Avepa, per aumentare l’efficienza regionale nella sua complessità. Il neo Assessore ha inoltre dichiarato di voler rivedere la funzione degli Ispettori agrari e di rendere più efficiente l’AVEPA, tutto per far crescere il mondo agricolo veneto e portarlo all’avanguardia a livello internazionale. Oscar dell’anno ancora una volta al vino veneto che, in controtendenza al nazionale, ha migliorato quantità, rese e export. Male il radicchio. Bene patata, mele e pesche. Latte: buoni i prezzi di fine anno, ma le cose stanno già cambiando e le multe sono dietro l’angolo, vedremo. Per la suinicoltura, la dice tutta lo “sciopero del prosciutto” in atto da parte dei produttori. Così pure sono sul piede di guerra i pescatori a causa del caro gasolio.
INFORTUNI SUL LAVORO: L’AGRICOLTURA PRIMO SETTORE
Il dato è in calo, ma resta preoccupante. E’una piaga che in Italia coinvolge anche il settore agricolo con numeri assoluti di poco inferiori all’edilizia e all’industria. Ma quel che più preoccupa è l’incidenza di infortuni per 1.000 occupati che pone l’agricoltura al primo posto di questa tragica classifica: in campagna per ogni 1.000 occupati 97 si infortunano, mentre sono 79 nell’industria e 43 nei servizi. E i dati potrebbero essere anche peggiori considerando il lavoro nero o la tendenza a non denunciare come tali infortuni e malattie contratte nel lavoro agricolo. Questi i numeri emersi nel convegno organizzato da Veneto Agricoltura.a per le quali esistono precise disposizioni condivise da tutti i Paesi europei.
I principali rischi derivano dall’uso di prodotti chimici (compresa l’assunzione accidentale dovuta a occasionali fermentazioni in depositi e cisterne) e dall’uso di trattori e attrezzature. Per questo l’(EBAT) ha per primo promosso una azione che vedrà Veneto Agricoltura, insieme a tutti i soggetti interessati, protagonista di una campagna di sensibilizzazione e formazione che coinvolgerà tutta la popolazione rurale.
BIOENERGIE: IMPENNATA DELLE COLTURE IN VENETO

Vero e proprio boom di investimenti nelle colture di soia, colza e girasole utilizzate per la produzione di biodiesel. In crescita esponenziale anche quelle destinate a biomasse legnose e a biogas. È questo, in sintesi, il quadro sulle coltivazioni ad uso energetico in Veneto che emerge dalle analisi effettuate da Veneto Agricoltura (su dati Avepa). A Verona si concentra quasi il 70% degli ettari di colture destinate a biogas, in prevalenza costituiti da mais e da colture foraggiere, coltivati solo in minima parte su terreni a riposo (set-aside).Padova (40%) e Venezia (23%) sono invece le province dove maggiori sono gli investimenti in colture energetiche utilizzate per produrre biomasse legnose, rappresentati quasi esclusivamente da pioppeti.Per quanto riguarda le colture estensive destinate alla trasformazione in biodiesel, (incentivate a partire dalla Domanda Unica 2007), queste sono costituite in prevalenza da superfici coltivate a soia, seguita da colza e ravizzone e in ultima battuta dal girasole. Oltre l’80% degli investimenti si concentra in tre sole province: Rovigo, Venezia e Padova.
MESTRE, ACQUE PULITE E SICUREZZA IDRAULICA CON “NICOLAS”
Presentati da Veneto Agricoltura e dal Consorzio di Bonifica Dese Sile, gli eccellenti risultati di un progetto di fitodepurazione realizzato dai due enti. I ricercatori hanno evidenziato quanto le fasce arboree-tampone piantumate nell’azienda agricola sperimentale “Diana” di Veneto Agricoltura a Mogliano Veneto abbiano trattenuto oltre il 60% dell’azoto totale presente nelle acque del Fiume Zero. Il progetto conferma ampiamente la funzionalità dei sistemi forestali nella depurazione delle acque e, viste le potenzialità anche in tema di sicurezza idraulica, verrà ulteriormente potenziato.
A CACCIA IN CANSIGLI0.
20.000 anni fa si poteva
I cacciatori del Paleolitico si erano stabiliti nella foresta del Cansiglio (BL-TV) dopo lo scioglimento dei ghiacci 20.000 anni fa; e qui hanno lasciato il segno della loro presenza. Dopo millenni, grazie a numerosi rinvenimenti di notevole interesse paleontologico ed archeologico, è oggi possibile conoscere con precisione la storia del clima, delle foreste e dell’Uomo preistorico sull’Altopiano del Cansiglio. Veneto Agricoltura e l’Università di Ferrara hanno organizzato un convegno di approfondimento su “Le foreste dei cacciatori paleolitici” presso l’ex Cinema Alpino a Tambre (BL). L’iniziativa che ha visto presenti i massimi esperti del settore ha l’obbiettivo di far conoscere il patrimonio archeologico dell’Altopiano e le possibili vie per valorizzarlo.
Autore: Qui Risparmio